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PAOLO MALEDDU
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19/12/2018, 01:19

Spiritualit



L’anima-esiste-?--Secondo-la-fisica-quantistica-sì-!


 DALLA MONETA A DIO



Altro interessante tassello da aggiungere al nostro mosaico in composizione. Riportiamo sia la tesi suggerita dal video, sia una seconda che contraddice la prima, nel testo che segue il video.



No, la teoria quantistica della coscienza non dimostra che l’anima esiste


Sta tornando di moda online una vecchia storia nata dalle idee di Penrose e Hameroff a proposito di fisica quantistica, anima e religione. Ma la base scientifica su cui poggia è molto vaga, soprattutto quando si parla di pre-morte e resuscitazione


Senza particolari pretesti o motivi contingenti, negli ultimi giorni è comparsa online una serie di articoli che in tono trionfale annunciano la scoperta scientifica dell’esistenza dell’anima. Siti come Apri la mente, Conoscenze al confine e Saturnia Tellus hanno rilanciato la presunta notizia, spacciandola come un grande risultato che poggia su una "solida base" teorica e sperimentale, ormai fuori discussione.

Anzitutto va premesso che si tratta di una storia molto datata, discussa già negli anni Novanta del secolo scorso, che ora è stata ripresa senza alcun nuovo dettaglio o elemento. Anzi, il testo stesso degli articoli rilanciati online e sui social è identico a quello pubblicato in passato da molti siti e blog, per lo meno dal 2012 in poi. Tra l’altro anche su YouTube dal 2015 si trova la stessa storia con le medesime parole e frasi, ovviamente sotto forma di video
Ma di cosa si parla, esattamente? Secondo quanto si legge, i due scienziati Stuart Hameroff e Roger Penrose (rispettivamente medico anestesista e fisico) avrebbero sviluppato una teoria basata sulla meccanica quantistica che porterebbe a spiegare scientificamente il funzionamento della coscienza umana, l’esistenza dell’anima e i meccanismi di morte e resuscitazione. Il fulcro della teoria risiede nelle presunte proprietà quantistiche dei microtubuli presenti all’interno dei neuroni, dei "prodotti chimici quantistici" che sarebbero i componenti fondamentali dell’anima.

Secondo questa teoria, "la coscienza sarebbe una sorta di programma per contenuti quantistici nel cervello",  e nel momento della morte i microtubuli "fuggirebbero dal sistema nervoso centrale per ritornare all’Universo". In particolare la coscienza è definita nei vari articoli come "il risultato degli effetti della gravità quantistica all’interno dei microtubuli" e si arriva alla conclusione che la nostra anima "sarebbe della stessa sostanza dell’Universo ed esisterebbe sin dall’inizio dei tempi".

Infine, ecco la spiegazione della morte: "i microtubuli perdono il loro stato quantico [...] ma le informazioni contenute in essi non vengono distrutte", cosicché "l’anima non muore ma torna all’Universo [...] distribuendosi e dissipandosi". In una esperienza di pre-morte, invece, l’informazione quantistica (temporaneamente andatasene altrove) ritornerebbe poi nei microtubuli al momento del risveglio, senza essere stata in alcun modo alterata poiché "può sopravvivere a tempo indeterminato al di fuori del corpo".

C’è qualche fondamento scientifico in tutto ciò?Di scienza in questa versione romanzata ce n’è ben poca. A parte l’esistenza biologica dei neuroni e dei microtubuli e la realtà fisica delle proprietà quantistiche della materia su scala microscopica, il resto è sostanzialmente una chiacchiera. In casi come questi la parola quantistico, associata ad altri termini a effetto come gravità, meccanica e fisica, serve per dare una parvenza di solidità a una storia che non ha raccolto finora alcuna dimostrazione sperimentale specifica.

Penrose e Hameroff hanno effettivamente eseguito studi e pubblicato paper scientifici (come questo del 2014 su Physics of life reviews) a proposito della natura quantistica della coscienza, elaborando una teoria nota come Orch-Or (Orchestred Objective Reduction, in italiano Riduzione Obiettiva Orchestrata), ma una larga maggioranza della comunità scientifica ritiene si tratti di idee pseudoscientifiche poiché tecnicamente in contraddizione con altri risultati sperimentali. Alcuni colleghi come Max Tegmark del Mit di Boston, in particolare, hanno evidenziato un problema di desincronizzazione delle funzioni d’onda quantistiche che dovrebbe far perdere la presunta informazione quantistica dei microtubuli circa 10 miliardi di volte più in fretta di quanto stimato da Penrose. Sul fronte teorico si tratta quindi di un argomento ancora dibattuto, anche non troppo credibile.

Dal punto di vista sperimentale, poi, l’unico risultato rilevante è l’osservazione di proprietà quantistiche vibrazionali nei microtubuli, ma da qui all’idea di una coscienza universale, o a maggior ragione dell’esistenza di un anima, il passo è enorme e per nulla giustificato. Anche il collegamento tra queste vibrazioni quantistiche e alcuni tipi di onde cerebrali non ancora spiegate dalla scienza medica resta tutto da stabilire.

In sostanza a partire da qualche vago e preliminare risultato scientifico, sicuramente degno di approfondimenti, siti e blog (pseudo)divulgativi hanno tratto conclusioni del tutto arbitrarie, che più che alla scienza afferiscono alla religione e alla spiritualità. Un aspetto curioso è che Penrose è ateo, dunque non ha mai parlato né di anima né di aldilà o di un essere superiore, ma solo della sopravvivenza di una non-meglio-precisata informazione quantistica all’esterno del nostro corpo.

Dal punto di vista scientifico sono ancora molti gli aspetti sconosciuti riguardo al funzionamento della nostra mente, così come sull’impatto degli effetti quantistici sui fenomeni macroscopici che riguardano la nostra quotidianità. Basta pensare che sono di natura quantistica il principio di funzionamento dei laser, le proprietà dei superconduttori e persino la longevità del Sole. Il metodo scientifico prevede di formulare ipotesi e di sottoporle poi al vaglio dell’analisi teorica e delle prove sperimentali, senza mai forzare le conclusioni. Non è escluso che nei prossimi anni possano arrivare risultati sorprendenti anche sulla natura della nostra coscienza (che ognuno potrà poi plasmare in base alle proprie credenze religiose), ma a oggi gridare che "l’anima esiste" e che "abbiamo le prove" è solo un’affascinante invenzione.



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