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07/01/2019, 23:59

socializzare, spiritualità



I--MILLENNIALS--:--RIDEFINENDO-LE-REGOLE-DELL’ECONOMIA


 Invece di alimentare la competizione predatrice ... una collaborazione umana ... occupazioni creative e socializzanti ... contribuire al benessere ... alla formazione di famiglie unite ... vivere felici e in maniera sostenibile.



Un interessante articolo del kabbalista Rav. Michael Laitman tratto dal blog di kabbalah.info


Millennials: Ridefinendo le Regole dell’Economia


All’avvicinarsi del nuovo anno, un’atmosfera di crescente consumismo avvolge le società in tutto il mondo. Tuttavia, c’è uno strato generazionale che sta rovinando il business commerciale: i millennials.


Ottenere una nuova auto, una nuova casa e un nuovo partner sono normali proponimenti per il nuovo anno. Nessuno di questi obiettivi, tuttavia, impressiona la generazione del nuovo millennio nata tra il 1981 e il 1996. I Millennials sono stati oggetto di un attento esame da parte di economisti e analisti nel tentativo di interpretare le loro priorità e orientamenti finanziari.


Perché è così importante per gli economisti?  Perché i millennials, stimati in circa 80 milioni di persone solo negli Stati Uniti, sono destinati a superare i  baby boomers  come la generazione americana più numerosa. Ci si aspettava che i millennials consumassero di più e contribuissero all’economia più dei baby boomers, ma non sta succedendo e gli analisti vogliono sapere perché.  Le scelte non capitalistiche di questo gruppo sono la causa della distruzione dell’economia?  O i loro modelli di spesa modesti sono il prodotto di un’economia spietata, inflitta agli americani per anni sotto il controllo delle élites?


Un nuovo studio della Federal Reserve Board ha rivelato che, rispetto alle generazioni precedenti, alla stessa età, i millennials hanno redditi inferiori e meno ricchezza rispetto ai loro predecessori. Essendo nati e cresciuti in un’era in cui il capitalismo era fuori controllo, in cui i forti depredavano i deboli, si sono trovati irrimediabilmente indebitati per il finanziamento della loro istruzione universitaria, rendendo praticamente impossibile permettersi una vita indipendente anche a un livello minimo, lasciamo perdere l’acquisto di una nuova casa. Tuttavia, esperti e leaders addebitano loro colpe per i consumi limitati e i "negativi effetti" sull’economia. 


Ci si aspettava che i Millennials consumassero e partecipassero al mercato del lavoro almeno quanto i loro genitori, se non di più. Ci si aspettava che credessero nel sogno americano,  come i loro genitori. Ma hanno perso la speranza e la fiducia nell’attuale sistema economico, mentre vivono i più alti livelli di ansia e depressione mai registrati.


"Invece di affrontare il problema alla radice, l’establishment economico e i media (che sono al servizio delle élites) sono contrariati dal fatto che non possono sfruttare i bambini, i millennials, allo stesso modo in cui sono riusciti a trarre vantaggio dai loro genitori".


Domani, il mondo continuerà a cercare di seguire gli stessi schemi finanziari obsoleti.  Le élites continueranno a mantenere l’economia tradizionale che incoraggia il consumo e concentra il capitale sotto il controllo di una manciata di magnati. Sentendosi privati ​​e frustrati, sempre più persone chiederanno giustizia sociale.  Sostituiranno i leaders, chiederanno la limitazione degli stipendi dei funzionari eletti, chiederanno l’abbassamento dell’IVA (imposta sul valore aggiunto) sui beni di base e il congelamento degli aumenti delle tasse per le classi medio-basse.


Non è lontano il momento in cui il mondo sarà molto diverso: una rivoluzione industriale-tecnologica farà passi da gigante verso l’automazione di massa, buttando fuori dal mercato del lavoro gran parte dei lavoratori e chiudendo i cancelli dietro di loro. Quando non c’è lavoro, non ci sono salari e quando non ci sono stipendi non ci sono soldi da spendere,  quando non ci sono soldi da spendere i prodotti non essenziali non vengono acquistati, e dal momento che gran parte di ciò che stiamo attualmente consumando sono prodotti non essenziali, l’effetto domino continua e le attività legate a questi prodotti chiudono.


In circostanze come queste, cosa faranno le masse disoccupate?  Questo scenario aprirà la valvola della frustrazione e della rabbia nelle strade?  Le recenti rivolte violente in Francia sono solo un piccolo assaggio di cosa ci aspetta?  Sebbene potrebbe non succedere domani, cosa sarà il giorno dopo domani?


È auspicabile e necessario prepararci sin d’ora per il futuro prossimo. Di conseguenza, dobbiamo pianificare per prevenire un indesiderato caos futuro garantendo che ogni cittadino riceva un reddito di base sufficiente per vivere dignitosamente.  E comunque, oltre al soddisfacimento dei bisogni materiali, dobbiamo anche tranquillizzare lo spirito e soddisfare l’anima.  Di fronte a questi enormi e sistematici cambiamenti nella società, un sistema educativo di nuova concezione è fondamentale per aiutare i cittadini disorientati a riorganizzare i loro valori e le loro  priorità.  L’obiettivo di tale educazione è di condurre le persone a relazioni positive ed equilibrate attraverso una chiara comprensione del sistema globale integrato in cui viviamo.


La certezza che il denaro fornisca un senso di sicurezza scomparirà con il peggiorare della crisi.  Pertanto, dobbiamo educarci a costruire una società che dia a una persona il tipo di sicurezza che si trova in una famiglia unita dall’amore.          Invece di alimentare la competizione predatrice che ci obbliga ad una costante corsa alla sopravvivenza, svilupperemo una collaborazione umana che ci spinga tutti a contribuire quanto più possibile alla coesione sociale.  Invece di impegnarci in posti di lavoro che esigono un pesante prezzo psicologico a vantaggio dei proprietari di società, cercheremo occupazioni creative e socializzanti utili alla maggioranza in un completamente nuovo concetto di lavoro.


Invece di giudicare le persone in base a quanto guadagnano, ci valuteremo l’un l’altro secondo il nostro contribuire al benessere della società.  Invece di lavorare tutto il giorno e quasi non trascorrere tempo con i figli, il nostro tempo sarà dedicato alla formazione di famiglie unite.  Invece di un settore pubblicitario che ci spinge al consumo compulsivo di prodotti inutili, impareremo a vivere felici e in maniera sostenibile.  Invece di propaganda di marketing che vende illusioni materiali ben confezionate, i media ci aiuteranno a vedere che la felicità si trova in positive relazioni sociali.


Naturalmente, niente di tutto ciò avverrà domani mattina, ma possiamo iniziare oggi questo processo educativo graduale e continuo.  Diversamente da ciò che abbiamo visto sino ad ora, una tale trasformazione della società non può venire attraverso coercizione e oppressione.  Invece, è un processo di costruzione di nuovi valori nella società e di migliorare la consapevolezza collettiva in modo da iniziare a metterci noi stessi in sintonia con le condizioni costantemente fluttuanti e globalmente interdipendenti.  Come risultato di questo miglioramento della coscienza collettiva, i cambiamenti istituzionali nel concetto di lavoro e nel sistema economico possono svilupparsi in modo organico e pacifico.


Inoltre, concentrandoci sulla costruzione di relazioni significative e di qualità, scopriremo una nuova fonte di soddisfazione. Come l’enfasi si sposta su come possiamo positivamente connetterci al di sopra delle differenze sociali, saremo meno immersi in questioni materiali, e più coinvolti in un appagamento molto più naturale e usuale a tutte le persone. Sentiremo quindi un nuovo tipo di felicità, fiducia e soddisfazione mentre, attraverso i nostri sforzi per connetterci positivamente, iniziamo a sfruttare una fonte di energia presente in natura, che ci nutrirà e porterà ad un livello superiore di consapevolezza.



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