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PAOLO MALEDDU
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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


10/01/2019, 19:12

Prepotenza militare, controllo mentale, moneta



Dalla-condanna-a-morte-di-Carlo-I-in-Inghilterra-nel-1649-alla-caduta-di-Gheddafi,-un-unico-obiettivo-e-filo-conduttore-:-il-controllo-dell’emissione-del-denaro-con-la-formazione-delle-Banche-Centrali.


 "DEBITO PUBBLICO NAZIONALE E INVIOLABILE!" : questa è la causa degli eventi e delle guerre degli ultimi tre secoli in Europa. L’obiettivo: La formazione delle Banche Centrali per il l’assoluto controllo dell’emissione della moneta.



In questo articolo ripreso da Mondart e pubblicato nel suo blog il 28 agosto 2011, Paolo De Bernardi ci spiega le cause delle guerre e delle rivoluzioni che hanno sconvolto l’Europa e il Medio Oriente negli ultimi tre secoli, includendo i clamorosi e meschini tradimenti degli Stati europei nei confronti di Gheddafi. Una versione della storia completamente occultata da storici e giornalisti vergognosamente vendutisi all’oro dei Rothschild e delle altre dinastie di banchieri dominanti. La causa di ogni problema (materiale) è e sempre e solo il controllo della moneta, tutto il resto sono effetti e conseguenze. 

LO STATO DEVE BATTERE MONETA, tutto il resto sono chiacchiere ed intrattenimento per il pubblico pagante.

 La situazione sta comunque cambiando velocemente. e la consapevolezza della gente comune sta crescendo in maniera esponenziale.


Dalla Rivoluzione inglese del 1649, alla formazione della Banca d’Inghilterra del 1694,  alla Rivoluzione francese, i moti del 1820/1, 1830/1 e del 1848 in Europa, alla Rivoluzione bolscevica, le due guerre mondiali e la destituzione di Saddam e Gheddafi, un unico filo conduttore : la creazione delle Banche Centrali per il controllo  dell’emissione della moneta. 

La caduta di Gheddafi annuncia sciagure per Africa ed Europa


La caduta di Gheddafi è avvenuta per lo stesso motivo che ha portato la caduta e condanna di Carlo I di Stuart nel 1649. 
La Rivoluzione inglese del XVII secolo è non a caso culminata nella cosidetta rivoluzione finanziaria  (1694) che metteva lo stato inglese in balia di una banca centrale privata. Da Carlo I di Stuart, passando per la Rivoluzione francese, per quella sovietica, fino alla caduta di Saddam, si ripete una stessa dinamica storica. Si potrebbe fare un lungo elenco di sovrani e capi di stato che da Carlo I, passando per Luigi XVI,  Nicola II Romanov fino a Saddam e Gheddafi uccisi e/o rovesciati perché si sono opposti al modello di rivoluzione finanziaria inaugurato in Inghilterra nel 1694, poi progressivamente esteso in tutta Europa, con lo strumento delle sette segrete, manovrate dalla élite finanziaria che si era impadronita dell’Inghilterra. 

Ecco i moti del 1820-21, 1830-31 e del 1848. Si arrampicano sugli specchi gli storici per spiegare perché nessuno di questi moti abbia toccato l’isola.  E allora raccontano che lì non c’era bisogno di moti perché erano state fatte le riforme e la gente era contenta!  Mentecatti. 
Engels intorno al 1845 si reca in Inghilterra e fa un resoconto della condizione della classe operaia rimasto un classico, basato non su quel che Engels da comunista vi voleva vedere, ma su quanto il Times, l’Artisan, inchieste governative, che registravano cose che in altri paesi europei erano inaudite: la gente languiva ai margini delle strade morendo di fame; ovunque miseria, degrado morale e fisico; bimbi deformi per la denutrizione, ecc. Tutte cose che i giornali e gli storici di oggi attribuivano falsamente al Regno delle Due Sicilie, dove nessuno moriva di fame, facendo passare l’Inghilterra asservita alla élite del denaro come progredita e modello, allo stesso modo in cui attribuiscono a Gheddafi spari sulla folla inerme , viagra ai soldati affinché stuprino le donne, ecc.

Gli storici occidentali, i peggiori falsari che la storia umana abbia conosciuto, scriveranno che in Libia venivano violati i più elementari diritti umani. In Inghilterra i moti non ci furono per il semplice fatto che lì l’obiettivo era stato raggiunto: la banca centrale privata. In Francia la Rivoluzione scoppia perché bisogna ripagare il debito pubblico che il Re ha contratto col solito gruppo di banchieri privati, che allora come oggi rivogliono i soldi e te li prestano ancora a condizione che fai pagare le tasse ai nobili e che confischi e vendi i beni della chiesa; mentre oggi i soliti ti chiedono di vendere l’oro, i palazzi, i musei con la mano destra, mentre con la sinistra devi tagliare pensioni e spese sociali. La dinamica della storia e della politica da più di tre secoli è la stessa.

Chi come lo Zar o il Kaiser si oppone alla prospettiva di uno stato in mano ai banchieri si trova scatenata una rivoluzione in casa o una guerra mondiale. Le due guerre mondiali sono scoppiate per lo stesso motivo della rivoluzione russa; così per lo stesso motivo l’unità d’Italia è stata fatta fare al Piemonte e i nostri storici continuano a nascondere l’aiuto militare inglese, quando ci sono giornali inglesi del 1859 con bandi pubblici (Daily News) di arruolamento per andare ad assalire il Regno borbonico, facendo credere che Garibaldi fosse solo coi mille. Il vero motto di tutte queste correnti rivoluzionarie, apparentemente diverse, non è "libertà, uguaglianza e fraternità", come i manuali di storia occidentali ad usum delphini fanno credere, bensì a questo: "debito pubblico nazionale e inviolabile!", come gridava Leone Carpi durante i mesi della Repubblica Romana (1849), quando faceva la spola con Parigi per avere i soldi dai Rothschild che finanziavano tale rivoluzione. Anche qui gli storici fanno a gara per nascondere gli aiuti inglesi a tale tentativo. Il motto "debito pubblico nazionale e inviolabile" è il filo rosso della storia di tre secoli che gli storici occidentali sono chiamati ad occultare; esso unisce la rivoluzione inglese, la rivoluzione francese, i moti liberal patriottici dell’Ottocento, la rivoluzione bolscevica, fino alle ultime vicende, incluse rivoluzioni colorate, pur avendo queste l’obiettivo come indiretto, ma finale.  

Se non si capisce questo non si capisce nulla della storia e della politica moderne e contemporanee. Gheddafi sappia che se lo beccano gli fanno fare la stessa fine di Carlo I, di Luigi XVI, di Francesco II di Borbone, di Nicola II, di Mussolini, di Saddam: esilio e condanne a morte con processi farsa, come quello vergognoso contro Carlo I, come quello contro Milosevic, quello contro Saddam. Solito copione. Arroganza, ingiustizia e violenza che giornalisti, magistrati e storici fanno passare per giustizia, informazione, documentazione storica.                      
I mezzi per raggiungere tale obiettivo nel corso dei secoli sono diversi: infiltrare gli stati con un reticolo di società segrete che ti consentono di manovrare i vertici sociali ed istituzionali come burattini (in cambio di potere, posizione sociale, sesso e fama devi fare un terribile giuramento, per cui se i vertici ti chiedono qualcosa non ti puoi tirare indietro; solo così si spiega che tre persone, re, capo di governo e ministro degli esteri portano l’Italia in guerra nel ’15, dopo aver firmato il Patto segreto di Londra; loro che hanno fatto l’unità d’Italia hanno anche i mezzi per tirarsela a fianco);  oppure moti sovversivi, come si sono visti nella prima metà dell’Ottocento; si scatenano rivoluzioni, come la bolscevica; le guerre mondiali; oppure inchieste "mani pulite" guidate da uno che si dà del tu con Kissinger; oppure rivoluzioni colorate e infiltrazioni di Ong col compito di sobillare velleità autonomistiche locali; oppure ricorrendo alla Nato che riceve mandato Onu di proteggere i civili a suon di bombe, riportando la Libia all’età della pietra, come sono soliti dire i circoli Neocon americani quando paesi come l’Irak non si volevano piegare. Ecc.

L’Onu che dà mandato per le guerre deve chiudere bottega se si guarda anche a quello che combina come Oms (medicalizza e avvelena l’umanità), perché anche lei al servizio dello stesso potere che ha voluto la fine di Gheddafi. Questi nel 2002 ha fatto nascere l’Unione Africana  e se ne stava facendo l’indiscusso capo, iniziando col dotarsi di una moneta unica, il Dinaro d’oro libico. Ciò avrebbe significato che sarebbe stato molto più difficile succhiare sangue e risorse a tutta l’Africa, che se è consapevole di quel che è accaduto dovrebbe vestirsi a lutto e attendersi un futuro funesto. 

Ma anche noi Europei non brindiamo troppo. Un’Africa ridotta come l’Inghilterra dell’Ottocento, che ha sterminato il ceto contadino, facendone un brutale e numeroso sottoproletariato agli usi comuni, significa che la sua Londra dove fuggire e vivere di elemosine, di prostituzione e di espedienti più o meno legali è l’Europa. Una volta che l’Africa sarà tenuta divisa e in perenne stato conflittuale, come sempre hanno saputo fare le potenze coloniali che hanno di volta in volta promosso la conflittualità tra gruppi etnici, religiosi, tribali ecc., che prima per secoli erano tra loro vissuti pacificamente (vedi indù e musulmani in India, prima della separazione col Pakistan, separazione posta come condizione dell’indipendenza da parte dell’Inghilterra), allora le ricchezze di tale immenso continente potranno essere predate dalle multinazionali occidentali. Le immense foreste e i vasti territori dove viveva la gente saranno recintati, convertiti ad agricoltura intensiva e monocolturale, i villaggi dovranno sparire, la gente dovrà emigrare, esattamente come avvenne in Inghilterra dal XVI secolo in poi quando si iniziò la vendita delle terre comuni, demaniali e confiscate alla chiesa cattolica, che furono recintate o adibite a monocoltura. 

A metà ottocento il ceto contadino inglese è sparito e le terre sono in mano a poche centinaia di farmers e intanto a Londra ciò che accade lo facciamo dire al "Times" dell’ottobre 1843:  " Dal nostro rapporto di polizia di ieri risulta che ogni notte dormono nei parchi una cinquantina di persone, senz’altro riparo contro le intemperie che gli alberi e qualche buca nei terrapieni (...( Ciò è veramente orribile. I poveri sono dappertutto.  Dappertutto l’indigenza troverà la strada per farsi avanti e impiantarsi con tutta la mostruosità nel cuore di una grande e rigogliosa città (...) nelle zone più lussuose della città più ricca del mondo, notte per notte, da un inverno all’altro, si possono trovare donne, donne giovani quanto all’età, vecchie per i peccati e le sofferenze, reiette dalla società, che marciscono tra la fame, la sporcizia e le malattie. "

Questo è quello che accadrà all’Europa dopo che l’Africa avrà fallito il suo tentativo di unificazione e difesa contro le ambizioni predatorie occidentali e non solo. Il fenomeno delle banlieu francesi è un assaggio di quel che ci aspetta. Il meccanismo politico e sociale è lo stesso che investì l’Inghilterra e che ora viene globalizzato. E ora l’Europa è la Londra dell’Africa.

 Paolo De Bernardi    


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