a:link {color:red;}a:visited {color:purple;}
freddie-collins-309833
PAOLO MALEDDU
PAOLO MALEDDU

Per maggiori informazioni, puoi scrivere a:

paolo.maleddu@gmail.com

+39 3496107688

Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


13/01/2019, 01:18

Moneta, controllo mentale



LE-TRE-VIE-CHE-CONDUCONO-AL-DOMINIO-MONDIALE--:---Bruno-Tarquini.
LE-TRE-VIE-CHE-CONDUCONO-AL-DOMINIO-MONDIALE--:---Bruno-Tarquini.


  Bruno Tarquini, già giudice e Procuratore della Repubblica, nonché autore di quell’autentico capolavoro che "La banca la moneta e l’usura - La Costituzione tradita", ci ha lasciati.



In onore del grande Bruno Tarquini, autore dello splendido "La banca la moneta e l’usura" (di cui sto riproponendo ampi stralci in questo blog), pubblico oggi lo scritto che (attraverso Rocco Carbone) fece pervenire a fine settembre 2013 al comitato che a Roma organizzava la fondazione della Scuola  di Studi Giuridici e Monetari Giacinto Auriti. Questo documento è una sintesi molto istruttiva del condizionamento negli ultimi secoli degli eventi che ci hanno condotto all’attuale predominio dell’economia e della finanza sulla politica, come strumento per giungere ad un dominio totale sulla organizzazione sociale e religiosa della società civile da parte di una ristretta élite dominante.                               A causa della lunghezza dello scritto, lo divido in due post successivi.


LE TRE VIE CHE CONDUCONO AL DOMINIO MONDIALE


Cari amici,
          avrei voluto partecipare alla vostra riunione per portare il mio modesto contributo personale su un argomento così importante, qual è quello del sempre più crescente predominio dell’economia e della finanza sia sulla politica sia su ogni aspetto religioso e culturale del nostro tempo. Purtroppo motivi personali me l’hanno impedito, per cui affido questi pochi appunti all’amico Rocco Carbone, perché, se lo ritiene opportuno, ve li legga o ve li faccia leggere, in primo luogo per cercare di dare ugualmente un sia pur breve apporto al tema in discussione (anche se un po’ allargato), ed in secondo luogo darvi una maggiore sensazione della mia presenza fisica in mezzo a voi.
Prima di tutto, però, mi sia concessa l’opportunità di elevare il mio pensiero alla memoria del professore Giacinto Auriti, docente universitario di diritto presso l’Università teramana, creatore della "Scuola di Teramo", che è stata una "felice eccezione" al generale disinteresse o al silenzio della cultura ufficiale sul problema monetario. E’ il pensiero di gratitudine di un allievo verso il maestro che tanti anni prima lo aveva introdotto ed accompagnato in questo nuovo mondo culturale ed istruito sui tanti temi che lo contraddistinguono. Egli ci ha lasciato nell’Agosto 2006 e con lui è scomparso un importante punto di riferimento di una difficile battaglia per il recupero da parte dello Stato della sua sovranità monetaria.
Perché l’argomento che mi sono riproposto di trattare possa essere ben compreso in tutte le sue manifestazioni, anche future, si rende necessario riandare un po’ indietro nel tempo. Non dico di risalire ai Rosacrociani o ad Amos Kominski (più noto come Comenius). perché allora il discorso diventerebbe eccessivamente lungo: è invece sufficiente riportarsi ad Alexandre Saint-Yves d’Alveydre, che a quelli si è ispirato, ed al suo "patto sinarchico", per rendersi conto che il predominio attuale dell’economia e della finanza sui poteri politico e religioso non è l’effetto di un inesistente "senso della Storia", e cioè di una pura casualità, ma il risultato di un piano da tempo e segretamente concepito dalle alte centrali massoniche, collegate con quelle finanziarie ebraiche, per conseguire il risultato finale dell’"Ordus novus".
Infatti fu il Saint-Yves d’Alveydre che, riprendendo i principi che erano stati già enunciati nei tempi a lui precedenti ed apportandovi le modificazioni ritenute necessarie, scrisse che nella organizzazione dell’Ordo novus in Europa dovesse avere assoluta precedenza la soluzione del problema economico-finanziario; ma, si badi bene (perché la precisazione è di inevitabile rilievo), solo precedenza temporale e strategica, giacché questo problema nell’ambito del programma di quell’Ordus  era invece gerarchicamente di minore importanza (pur nella sua estrema gravità per i popoli), essendo preceduto come obiettivo finale, non solo da quello del Consiglio europeo degli Stati nazionali, cioè da un superiore ordinamento politico e giuridico che abbracciasse tutti i popoli europei, ma anche da quello di un Consiglio europeo delle Chiese, cioè da un superiore ordinamento culturale e religioso che si concretizzasse in una "Chiesa Generale", in cui dovessero confluire e dovessero integrarsi tutte le confessioni religiose, come tutte uguali tra loro (e quindi nessuna vera). A ben guardare, dunque, la rivoluzione sinarchica si svolge su tre direttrici, di cui la meno importante, ma solo perché prodromica e gradino iniziale per il ragginugimento dello scopo finale, è proprio quella di carattere economico-finanziario, mentre la più importante, quella che informa di sé l’intero movimento, è quello religioso.
Esposti questi concetti, sia pure in forma necessariamente riassuntiva, è interessante notare come nell’attuale momento storico quelle tre direttrici vadano man mano attuandosi (con paziente strategia) attraverso, rispettivamente, il Mondialismo politico (ad esempio l’Europa considerata come Stato a sé stante, pur nelle diverse forme programmate), il Sincretismo religioso (rappresentato da quell’ecumenismo, cui perfino Giovanni Paolo II si era adeguato), ed infine la Globalizzazione economico-finanziaria, al terzo posto solo in ordine di importanza.  
Tuttavia, come si è già avuto occasione di accennare, mentre la prima e la seconda direttrice stanno iniziando a percorrere il loro rispettivo tragitto raggiungendo giorno per giorno le tappe previste, la terza è in uno stadio senza dubbio più avanzato (predisposto com’è a preparare il terreno più favorevole possibile per il trionfo delle altre due) e sta già producendo i propri deleteri effetti. 
Il primo dei quali è costituito proprio dalla prevalenza già raggiunta del potere economico-finanziario, ritenuto sul piano strategico preliminare alla instaurazione definitiva dei più importanti ordinamenti politici e religiosi. 
Il primo segno di questa prevalenza, del quale pochi si rendono conto, è costituito dal problema della moneta, la cui emissione è oggi affidata alla Banca Centrale Europea, vale a dire ad una società privata (come d’altronde sono la Banca d’Italia e le Banche Centrali degli altri Stati), che per di più si trova in una situazione completamente avulsa da ogni ordinamento statuale, e che, ciò nonostante, per effetto del trattato di Maastricht si arroga il potere di emettere l’Euro, la moneta unica europea, condizionando in tal modo la vita politica e sociale degli Stati dell’Unione, in tutti i suoi aspetti, e ponendo l’Alta Finanza internazionale in una posizione di supremazia nei confronti dei succubi organi politici di ciascuno Stato. 

E’ questo il perno della dottrina relativa al tema monetario, che ciascuno di voi potrà comprendere attraverso la lettura degli scritti di Auriti ( e di Francesco Cianciarelli e di molti altri autori). La Banca Centrale Europea stampa ed emette, dunque, banconote (di nessun costo, se non quello meramente tipografico, e non garantite da alcuna riserva aurea perché non più convertibili dal 1971), comportandosene come proprietaria, e quindi prestandole agli Stati (e quindi ai loro popoli), ricevendo, come controprestazione, titoli che invece hanno valore intrinseco paragonabile a quello delle cambiali che il debitore s’impegna di pagare con gli interessi. La stessa BCE, infatti, "gira" questi stessi titoli alle banche commerciali (percependo in tal modo guadagni smisurati quanto ingiustificati), le quali in seguito li vendono a quei cittadini che ne facciano richiesta per investire i propri sudati risparmi. Ed è proprio il complesso dei titoli emessi dallo Stato a favore della Banca emittente che contribuisce, in massima parte, alla formazione del debito pubblico, per il cui pagamento i cittadini vengono poi sottoposti ad una grave pressione fiscale. 

Perciò la moneta che dovrebbe essere accreditata ai popoli viene invece loro addebitata con un ingiustificato capovolgimento di posizioni. Voi capite bene come questa situazione crei uno stato di sudditanza e di soccombenza dagli Stati, e quindi dei loro organi politici , alla quale si potrebbe porre fine solo se gli Stati medesimi si riappropriassero della sovranità monetaria, alla quale nel tempo essi hanno volutamente rinunciato (senza che, peraltro, per quanto riguarda il nostro paese, ve ne sia alcun accenno nella Costituzione e senza che il problema fosse sottoposto a referendum popolare, come è avvenuto in altri Stati con esito sfavorevole per il trattato di Maastricht). Se così volessero fare, ciascuno Stato, emettendo proprie banconote (e non indebitandosi col rilascio di titoli-cambiali) secondo le previsioni di spesa per le proprie necessità nel rispetto dei principi di una sana economia al fine di evitare situazioni di inflazione o di deflazione, non sarebbe più gravato dall’imponente debito pubblico ed i popoli potrebbero essere esonerati normalmente dal versamento delle imposte. L’attuale situazione mette, invece, in soggezione gli Stati di fronte al prepotere finanziario della Banca di Emissione ( in quella stessa dipendenza in cui si trova un debitore rispetto al proprio creditore) la quale, si ripete, è soltanto una società privata e non un organo dello Stato (come comunemente si crede), e, come tale, non dovrebbe avere alcun diritto di interferire in maniera così decisiva non solo nell’economia dei Paesi, ma anche nella loro conduzione politica.  



1

PAOLOMALEDDU.COM @ ALL RIGHT RESERVED 2018

INFO COOKIE POLICY | TERMINI DI SERVIZIO

Articoli correlati

Enthusiastically visualize adaptive catalysts for change whereas cross functional e-services.
Credibly negotiate efficient testing procedures rather than multifunctional innovation. ​

LE TRE VIE CHE CONDUCONO AL DOMINIO MONDIALE : Bruno Tarquini.

13/01/2019, 01:18

LE-TRE-VIE-CHE-CONDUCONO-AL-DOMINIO-MONDIALE--:---Bruno-Tarquini.LE-TRE-VIE-CHE-CONDUCONO-AL-DOMINIO-MONDIALE--:---Bruno-Tarquini.

Bruno Tarquini, già giudice e Procuratore della Repubblica, nonché autore di quell’autentico capolavoro che "La banca la moneta e l’usura - La Costituzione tradita", ci ha lasciati.

Create a website