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15/01/2019, 01:29



LE-TRE-VIE-CHE-CONDUCONO-AL-DOMINIO-MONDIALE,-di-Bruno-Tarquini


 In omaggio a Bruno Tarquini.



Seconda parte del documento inviato da Bruno Tarquini al Comitato di fondazione della Scuola di Studi Giuridici e Monetari, riunito a Roma  il 28 settembre 2103.


LE TRE VIE CHE CONDUCONO AL DOMINIO MONDIALE


Bisogna poi aggiungere che nel mondo attuale, in cui la Borsa, con la crescita o la diminuzione del valore delle azioni (di solito artatamente provocate dagli speculatori) aumenta sempre di più la propria influenza, la moneta rischia di acquistare un valore soltanto virtuale: basterà premere un tasto in una delle tante macchine elettriche in possesso delle grandi centrali finanziarie, perché enormi capitali si trasferiscano da un capo all’altro del mondo, ma senza che una sola banconota si sposti materialmente. Ciò nonostante è molto frequente il caso che si dia notizia che una ingente somma sia andata perduta (o "bruciata"), nel qual caso non ci si può non porre la domanda se non sia invece giustificato ritenere che a quella cosiddetta perdita (o "bruciatura") di moneta corrisponda necessariamente soltanto il suo acquisto da parte di qualche altra associazione finanziaria concorrente, in un perfido gioco sicuramente dannoso per i popoli. Non è certo possibile che una qualsiasi quantità di moneta scompaia o "si bruci".
Di un tale fenomeno si sono ufficialmente gettate, in un certo senso, le prime basi con il recentissimo decreto legislativo n. 11/2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 Febbraio u.s., che, recependo la direttiva europea 2007/64, crea gli istituti di pagamento abilitati a battere (si fa per dire) "moneta elettronica" e che vanno ad aggiungersi alle banche ed agli intermediari (v. ItaliaOggi del 13 Febbraio 2010, pag. 20). Ciò significa che con la suddetta nuova moneta sarà possibile effettuare pagamenti (per ora di non oltre trenta euro) con la "carta" o, in ogni caso, con uno strumento tecnologico che immagazzini il proprio credito da spendere, ed a tale fine si potranno usare anche i telefonini cellulari; sarà dunque sufficiente ricaricare l’apposito lettore oppure il telefonino (come si fa oggi per consentirne l’uso) per immettervi il credito da utilizzare per le piccole spese: comprare il giornale o il gelato, andare al cinema, ecc.. Non v’è dubbio che, ormai, si avvicina il tempo in cui si potrà fare a meno di banconote o di monete metalliche e che verrà a crearsi un nuovo tipo di moneta, del tutto virtuale, che accentuerà la posizione di sottomissione degli Stati e di schiavitù dei popoli. 
E’ questo il secondo segno di prevalenza del potere economico-finanziario, rappresentato da quel vasto fenomeno, che al giorno d’oggi ha invaso tutto il mondo, al quale si dà il nome di Globalizzazione o di Mercato Comune. Fenomeno consistente in una estesa liberalizzazione del mercato, che, non più adeguatamente protetto, è destinato ad essere dominato, con sempre maggiore ampiezza e prepotenza con l’avanzare del tempo, dalle società più ricche e competitive, che alla fine domineranno la vita economica del mondo, determinando ricchezza e povertà nei paesi del mondo. La lotta in questo campo è quanto mai sorda e cinica: a titolo di esempio potrebbe dirsi (come qualcuno già prevede con un buon margine di sicurezza) che gli Stati Uniti d’America, grazie alle sue infinite risorse economiche (ed alla sua potenza militare), e la Cina, grazie allo sfruttamento ed al conseguente basso costo della mano d’opera, potrebbero finire per dominare il mondo, condizionandone il commercio e le risorse industriali ed artigianali, che dovranno necessariamente sottostare alle dure leggi di un mercato in cui c’è sempre che vince e sempre chi perde. Proprio negli ultimi tempi si stanno ripetendo in Italia tali situazioni con alcune nostre imprese industriali ed artigianali, che, prive di ogni difesa sia finanziaria sia politica (giacché gli uomini politici sono sempre scelti, a qualunque partito politico appartengano, perché tutelino soprattutto gli interessi delle ricche e potenti  lobbies internazionali, come veri  camerieri,   tanto per ricordare la magnifica definizione di Ezra Pound) sono o saranno destinate a soccombere agli assalti di ben altre e più potenti imprese straniere, con l’ovvia perdita di lavoro da parte di migliaia di cittadini. 


Riassumendo quindi: la prevalenza economico-finanziaria, che il mondo attuale subisce, e subirà ancor più nel futuro, non è che il primo gradino di una scalata che mira ben più in alto, e cioè ad un Governo Mondiale e ad una "Controchiesa" universale. Invito chi di voi avesse la curiosità intellettuale di indagare su questi temi a a leggere un’opera veramente documentata e ragionata, qual’è "Il Governo Mondiale e la Controchiesa" dello storico francese Pierre Virion (da me tradotta, annotata e commentata, e nel 2004 edita  dalla casa editrice "Controcorrente" di Napoli), che, pur scritta negli anni sessanta del secolo scorso, ha il pregio di aver previsto nei suoi tratti essenziali tutto il successivo svolgimento della Storia. Basta ricordare in questa sede la previsione di tutto ciò che riguarda l’Unione Europea (peraltro incapace finora di darsi una sua carta costituzionale, anche per il fermo e prepotente rifiuto di inserirvi il doveroso ed ovvio riferimento alle radici cristiane del nostro continente, ma non trascurando al contrario di fare una significativa menzione delle cosiddette radici "illuministe" - e cioè massoniche), e le sue difficoltà a darsi una configurazione statuale a causa dell’aspra lotta condotta da chi (le massonerie palladiste, essenzialmente americanizzanti) ne vorrebbero fare uno stato federale, in cui ogni Stato venisse a perdere ogni identità politica e giuridica (sull’esempio, dunque,degli Stati Uniti d’America), e chi invece (le massonerie martiniste europeistiche) la vorrebbero organizzare come uno Stato confederale, in cui ciascuno degli Stati componenti mantenesse la propria identità, la propria specificità e dil proprio ordinamento statuale originario, pur operando sempre congiuntamente con gli Stati Uniti (ricordate l’Europa delle Patrie  di Degaulliana memoria?). Gli americani preferirebbero la prima soluzione perché potrebbero più facilmente avere il predominio, anche politico, dell’intera Europa. 


Un’altra dolorosa conseguenza è costituita dalla precipitosa decadenza del cattolicesimo, cui hanno dato il segnale di partenza le  lobbies massoniche  verso la fine del 1700 ed in seguito il Neo-modernismo (alla fine dell’800) ed il Concilio Vaticano II (anni ’60 del secolo XX), suo corifero, con la subdola azione di svuotare di ogni contenuto i dogmi della Chiesa Cattolica, pur senza abrogarli ufficialmente, ma instaurando silenziosamente e perciò con successo soltanto determinate prassi, non coerenti con quei dogmi. Già nel 1943 (più di vent’anni prima del Concilio Vaticano II, che è stato solo di natura pastorale e perciò non legittimato ad apportare modificazioni all’assetto della Chiesa cattolica stabilito dal Concilio di Trento, che fu invece di natura dogmatica) Ernesto Bonaiuti, famoso prete modernista e scomunicato, aveva scritto: "Il Modernismo si propone ... di trasformare il cattolicesimo dall’interno, lasciando intatto, nei limiti del possibile, l’involucro esteriore della Chiesa ... Il culto esteriore durerà sempre come la gerarchia, ma la Chiesa, in quanto maestra dei sacramenti e dei suoi ordini, modificherà la gerarchia e il culto, secondo i tempi: essa la renderà più semplice, più liberale, e questo più spirituale; e per quella via essa diventerà un protestantesimo ortodosso, graduale, non violento, aggressivo, rivoluzionario, insubordinato".  E ciò si sta man mano avverando: all’attenzione delle persone consapevoli non solo i latenti significati della nuova liturgia, contrastanti con quella Tridentina, ma anche i numerosi tentativi che si fanno da un po’ di tempo per negare la divinità di Gesù, mettendone in dubbio la resurrezione. Basta  a questo proposito rileggere il "Credo" (la principale preghiera cattolica creata dal dogmatico Concilio Tridentino con la bolla di Pio V nel 1564) ed accorgersi che alle sue parole perentorie e indiscutibili ... "il terzo giorno resuscitò da morte ...",  nella stessa preghiera, uscita dal Concilio Vaticano II, a quelle parole si sono incredibilmente aggiunte le parole ... "secondo le scritture", senza alcun motivo se non quello di evidenziare che si può credere alla Resurrezione di Gesù (il fondamento del Cristianesimo cattolico) solo perché scritto così nei Vangeli, ma con ciò inducendo nella sua sostanza al dubbio sulla realtà di quell’Avvenimento, contrariamente ai precedenti Avvenimenti, per i quali non è prevista quella apposizione. Ed in verità già questa blasfema ipotesi, a ben guardare, potrebbe costituire una tappa importante nel cammino verso il traguardo finale di considerare tutte le religioni uguali tra loro e stabilire nel mondo un sincretismo totale.


Per concludere: mi sono permesso di aggiungere alla questione puramente economica rappresentata dal problema della moneta, che così brutalmente nuoce ai popoli, specialmente a quelli più poveri, e da cui deriva l’attuale conseguente predominio dell’economia e della finanza internazionale nel mondo, un rapido e necessariamente schematico accenno al fondato pericolo che questo predominio favorisca anche la fase iniziale necessaria per il conseguimento degli altri e presuntuosi traguardi; e cioè non solo il Governo Mondiale, grazie al collegamento con le logge massoniche internazionali, ma anche il definitivo svuotamento del Cattolicesimo, grazie all’opera di corrosione interna delle correnti moderniste.
Alla prevalenza dei poteri economici e finanziari bisogna guardare, quindi, non solo in funzione dei suoi attuali e pur devastanti effetti, ma anche e soprattutto nella prospettiva di future conseguenze, forse ben più rilevanti per la Storia e dannose per i popoli. 
                                           Bruno Tarquini  



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