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16/02/2019, 01:19

Moneta, Controllo mentale



...-non-vi-è-solo-concentrazione-della-ricchezza,-ma-anche-l’accumularsi-di-una-potenza-enorme-...-Questo-potere-diviene-più-che-mai-dispotico-in-quelli-che-,-tenendo-in-pugno-il-denaro,-la-fanno-da-padroni-...-hanno-in-pugno-...-l’anima-dell’economia-...


 La Costituzione tradita : Bruno Tarquini



Continuiamo il post di ieri e completiamo il capitolo sesto del prezioso libro di Bruno Tarquini.


La Costituzione tradita 

Cap. VI

Quella verità che, fin dal 1931, aveva invece denunciato con accorato vigore Pio XI con l’enciclica Quadragesimo anno :


"Ciò che ferisce gli occhi è che ai nostri tempi non vi è solo concentrazione della ricchezza, ma anche l’accumularsi di una potenza enorme, di una dispotica padronanza dell’economia in mani di pochi, e questi sovente neppure proprietari, ma solo depositari e amministratori del capitale, di cui essi però dispongono a loro grado e piacimento. Questo potere diviene più che mai dispotico in quelli che, tenendo in pugno il denaro, la fanno da padroni: onde sono in qualche modo i distributori del sangue stesso, di cui vive l’organismo economico, ed hanno in pugno, per così dire, l’anima dell’economia, sicché nessuno, contro la loro volontà, potrebbe respirare".


La moneta è dunque per la comunità nazionale quello che per l’individuo è il sangue : come questo, anche quella non può essere sottoposta ad arbitrarie restrizioni ed è dovuta "all’uomo perché è uomo", perché, quale componente della comunità, né è proprietario, e non può, di conseguenza, esserne debitore, tenuto al rimborso con interessi. 
Il grido d’allarme lanciato da quel profetico Papa in un tempo che sembra tanto lontano, e non solo per il numero di anni trascorsi, riecheggia oggi in tutta la sua drammatica attualità in un mondo dove si pretende che trovino posto solo il pensiero unico in una globalizzazione nella quale individui e popoli sono destinati a perdere la loro identità.
Una risposta più concreta, almeno dal punto di vista meramente dottrinario, alle domande sopra elencate, porterebbe ad affermare che il potere della Banca Centrale, così incoerente con il sistema costituzionale italiano, potrebbe essere annoverato tra i cosiddetti "poteri impliciti", la cui teoria fu per la prima volta sostenuta da Alexander Hamilton*. Sennonché si tratta di una dottrina evidentemente frutto di "perversione" legislativa e di arroganza politica, che non può davvero trovare ingresso nel nostro ordinamento giuridico democratico, predisposto per ordinare i vari poteri dello Stato in modo equilibrato, cosicché l’uno sia di contrappeso all’altro.
E’ facile immaginare le conseguenze nefaste cui andrebbe incontro l’ordinamento dello Stato se si accettassero come legittimi quei poteri che non fossero esplicitamente previsti a livello costituzionale, e quale sarebbe il disordine e la confusione per il tessuto strutturale della Nazione. 


Concludendo, l’autonomia e l’indipendenza della Banca Centrale dallo Stato sono sì legislativamente previste (sia pure - anche questo si è detto - con leggi ordinarie prive di ogni aggancio sia con la cosiddetta Costituzione "formale" sia con il suo spirito, e in ogni modo del tutto incoerenti con il sistema giuridico italiano), ma anche concretamente realizzate in termini così rigidi da raggiungere il livello di una vera e propria incontrollabilità.
Il potere monetario, dunque, affidato alla Banca d’Italia dallo Stato abdicatorio, è non solo autonomo e indipendente, ma addirittura viene esercitato da una posizione così preminente, da condizionare e da controllare tutta la politica generale del Governo. 
D’altra parte, questo è il cameriere di quella.    



 * Sorta di avventuriero nord-americano, il quale, durante la guerra di indipendenza, seppe conquistarsi la fiducia di Washington, che lo nominò Ministro del Tesoro. Caduto in disgrazia, parve pentirsi della politica monetaria che aveva imposto e in una lettera del 22 agosto 1798 scrisse di essere "giunto alla conclusione che il nostro Tesoro dovrebbe creare una propria circolazione monetaria. Intendo dire che dovrebbe emettere biglietti del Tesoro" (G. Coogan, I Creatori di Moneta, pag.204) 



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