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PAOLO MALEDDU
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La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


06/03/2019, 19:01

Spiritualit, controllo mentale



NON-ESISTE-LA-PUNIZIONE-DIVINA
NON-ESISTE-LA-PUNIZIONE-DIVINA


 La visione molto più umana della Kabbalah riguardo il nostro rapporto con la divinità



La punizione divina non esiste.



Esiste la punizione nella Saggezza della Kabbalah?


Rabbi Laitman : Non c’è punizione. Il sistema non funziona in quel modo. Ciò che sembra una punizione è anche una correzione. 


Intervistatrice : Come detto prima, è una opportunità?
Laitman : Non c’è punizione, ma piuttosto una esame minuzioso in modo da poter correggere ciò che c’è da correggere.


Int. : Come può una persona non sentirsi colpevole di qualcosa di male che può aver commesso?
Laitman : Come stiamo dicendo, non c’è nessun colpevole di niente.


Int. : Perché?
Laitman : Perché, per iniziare, viene sotto forma di sistema errato, che dobbiamo correggere. Pertanto, non siamo da biasimare. Sarebbe come dare ad un bimbo le Lego o qualcosa di rotto, e chiedere che lo ripari, che lo metta assieme, come un puzzle, per esempio. Così è come impariamo. Non puoi apprendere da qualcosa, a meno che che lo rompa e lo ricostruisca. 


Int. : Cosa c’è esattamente di non funzionante nel sistema?
Laitman : Noi non funzioniamo come dovremmo. Non comprendiamo gli altri perché i nostri desideri sono egoistici. Non vogliamo capire o avvicinarci agli altri, essere troppo coinvolti.

Int. : Come dire, siamo più concentrati su noi stessi. Sentiamo ciò che succede a noi, piuttosto di ciò che succede ad altri.
Laitman : Esatto.


Int. : Questo è perché non funzioniamo a dovere?
Laitman : La connessione tra noi non funziona.


Int. : Come si può riattivare?
Laitman : Questo è ciò di cui si occupa la Kabbalah. E’ La conoscenza della correzione. Dobbiamo iniziare a formare piccoli gruppi entro i quali rendere reale questa correzione tra noi. La correzione più importante avviene attraverso la luce riparatrice, noi attiriamo una speciale forza superiore dalla forma corretta del desiderio, chiamiamola il Karma corretto, che già esiste, ma che ancora non riusciamo a raggiungere. Da lì otteniamo una forza, e questo è dove la nostra futura forma corretta esiste. Possiamo trarre da lì questa forza, e ci correggerà e ci trascinerà nella corretta futura forma. Questo è come possiamo velocizzare il nostro sviluppo e raggiungere la buona vita. 


Int. : Com’è questa forma corretta?
Laitman :  Che tutti noi perdiamo il nostro Egoismo, il senso dell’Io individuale, ed invece iniziare a sentire che tutti siamo connessi come parti di un grande sistema integrato, un sistema globale del quale fanno parte anche il mondo minerale, vegetale e animale. Solo che questi mondi non c’è il libero arbitrio, solo gli umani lo hanno. Ed anche tra le persone ci sono quelle che sono più o meno indipendenti, ma col tempo ciascuno deve far parte dell’unico Desiderio di Ricevere di cui fanno parte molti desideri individuali, ciascuno di loro corretto. Che vuole essere connesso con chiunque altro, veramente come un unico uomo e un unico cuore.


Int. : Quindi il Kabbalista in pratica sente di essere parte integrante della Natura, dell’Umanità, di questo intero sistema che gli sta attorno?
Laitman : Sì e no. Capisce dove è, e cosa ancora c’è da correggere.


Int. : Quindi le nostre azioni, buone o cattive, sono in pratica il modo in cui ci presentiamo verso questa unità di cui lei parla?
Laitman : La futura unità. 


Int. : Ha parlato di libertà di scelta, che cos’è il libero arbitrio?
Laitman : Consiste nell’andare verso il libero arbitrio, avere a che fare con il nostro individuale, egoistico, piccolo Desiderio di Ricevere. Questo è ciò che libero arbitrio è : questo o quello. 


Int. : Ha anche affermato che se qualcosa di male succede, è in effetti una opportunità ... Come si può correttamente interpretare questa opportunità?
Laitman : E’ qualcosa che una persona non può fare da sola. Deve entrare in un gruppo e capire come l’intero sistema funziona a causa della connessione fra tutto. Una persona non può essere sola, è preferibile formare gruppi di dieci persone, e allora c’è un metodo. Nel senso di vedere cosa c’è da fare all’interno del gruppo, che tipo di relazioni, come connetterci, parlare, agire, studiare, apprendere, esaminare noi stessi. Siamo più vicini o più lontani tra noi? Questo è l’intero lavoro all’interno del gruppo di dieci. Di solito è preferibile che ci siano dieci persone che vogliano unirsi in questo modo, e poi nel loro insieme si possono adattare al superiore sistema che tutto ingloba nella Natura. All’interno di questi dieci si può esaminare, apprendere, indagare, capire e connettere sé stessi con l’insieme della Natura.  



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