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07/03/2019, 23:59

Moneta, Controllo mentale



NO--AL--FONDAMENTALISMO--DELLA--BCE


 Un post del 2011 tratto dal blog di Mondart




Questo articolo è apparso il 28 settembre 2011 nel blog di Mondart : era già tutto chiaro. Purtroppo, la meschina propaganda dei media dei Grandi Usurai internazionali riesce a dare quotidianamente una rappresentazione distorta della realtà con l’obiettivo di confondere le masse. Ma sarà sempre più difficile continuare ad ingannare le popolazioni europee, dal momento che si sta velocemente procedendo verso una consapevolezza diffusa di quale tremendo disegno politico di impoverimento forzoso siano per noi europei L’Unione Europea e l’euro della BCE.

ITALIA: No al fondamentalismo della BCE

 


L’Europa ridotta a semplice "espressione monetaria" verso il crollo dei consumi e chiusura delle imprese che alimentano il mercato interno 
                                          Di Tito Pulsinelli
Selvas Blog 

E’ un’urgenza strattonare le radici della millenarista utopia liberista allignata in Europa, che si è fatta "mercato & moneta" alla faccia e sulle spalle di tutti i ceti laboriosi. Bisogna sparigliare il gioco, ora, altrimenti il discorso si chiude definitivamente per un’altra generazione. Il giogo del governo-ombra continentale della BCE, lo si incrina se si assesta un primo colpo al loro giocattolo monetario preferito.


L’euro Moloch dei popoli ed alibi d’una oligarchia che sta cancellando tutti gli altri poteri che emanano dalla volontà popolare e dal voto. La BCE, genuflessa al FMI,  è in corresponsione d’amorosi sensi con la casta delle 12 banche mondiali, ed agisce in perfetta sintonia con la dittatura globalista, persino nella fase in cui è già cominciata da tempo la de-globalizzazione.


BCE e "commissione di Bruxelles" -che fino all’anno scorso osavano negare persino  l’esistenza di qualsivoglia crisi- ora vanno all’arrembaggio piratesco con politiche che falcidiano il potere d’acquisto dell’85% della popolazione. Aprono la strada al crollo generalizzato dei consumi e chiusura di tutte le imprese che alimentano il mercato nazionale.


Il sistema bancario è senza liquidità, fallito, e gli Stati non possono salvarlo una seconda volta, perchè già sacrificarono gli erari pubblici in "iniezioni e trasfusioni" due anni fa. Per questo, gli usurai vogliono beni solidi e tangibili, aziende statali, l’argenteria -no, l’oro- della riserva. Vogliono zero-Stato e costo del lavoro minimo, perché a decrescere devono essere gli altri.


Gli unici riferimenti a noi utili sono le decisioni prese da quei Paesi che seppero dire NO alle pretese del FMI: sospensioni del pagamento di interessi annuali sul "debito"; revisione della contabilità ed accertamento della liceità delle esigenze del FMI e banca privata.  I moti popolari crescenti furono il fattore che -in sintonia con nuovi gruppi dirigenti emergenti- riuscirono a rimettere al centro della discussione e dell’azione la sovranità.  Economica, monetaria, finanziaria, nazionale e sociale. Come passo iniziale per riprendere un progetto di sviluppo autonomo, sottratto ai centri di pianificazione globalista, e sganciare il destino dei popoli dal potere della dittatura dei banchieri.


L’hanno fatto piccoli Paesi come l’Islanda, l’Ecuador o l’Argentina; tutti gli altri emergenti del BRIC hanno sempre respinto con forza le ingiunzioni USA di svalutare le loro monete, o di subire misure economiche esogene. No all’euro è soprattutto imperiosa necessità d’un iniziale recupero di sovranità dei governi sulla politica economica e monetaria e fiscale.
Le élites italiane hanno sempre  preferito essere "ultime tra i primi": l’Italia è stata così castigata con la perdita del sostanzioso business con la Libia, ed espulsione storica dal Mediterraneo. In un’Europa ridotta a semplice espressione monetaria, sotto l’imperio di un’oligarchia di banchieri, non vale più la pena essere "ultimi tra i primi". Non per i salariati e classi medie. Meglio pensare in termini di "primi tra gli altri". Fare la coda dell’artritico leone anglosassone o cercare d’essere la testa della talpa? Le classi subordinate, cioé tutte meno la rendita parassitaria e l’usura finanziaria, hanno tutto da perdere dal patto scellerato con gli Stati Uniti, fondato sulla depredazione bellica delle materie prime ed energetiche al resto del mondo.


                      


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