a:link {color:red;}a:visited {color:purple;}
freddie-collins-309833
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 

28/06/2019, 01:10

EZRA POUND, MONETA, CONTROLLO MENTALE



--Ci-sono-merci-a-sufficienza,-c’è-una-sovrabbondante-capacità-di-produrre-merci-in-sovrabbondanza.-Perché-si-muore-di-fame?


 Come fare a portare le cose da dove ci sono, o possono esserci, a dove non ci sono e se ne ha bisogno?"L’inganno della disoccupazione



LA TECNOLOGIA CREA DISOCCUPAZIONE : OTTIMA NOTIZIA !


Uno dei falsi problemi che i poteri dominanti non hanno voluto risolvere è quello della disoccupazione. La soluzione è molto semplice (ne riparleremo nel post di domani) : invece dei licenziamenti con creazione di disoccupazione, meno ore di lavoro ma un impiego per tutti con la stessa retribuzione. Risolve il problema di un equa ripartizione del denaro, consentendo il naturale (non compulsivo, indotto da una pubblicità maligna) consumo dei beni prodotti, con la conseguenza di mantenere le fabbriche aperte ed attiva una normale economia di scambi commerciali. 

Soluzione elementare, da sempre nota e mai applicata, per ovvi motivi di dominio e controllo sociale. 

Ecco il parere di Ezra Pound (anni ’30 del secolo scorso), da "ABC dell’Economia" :


"Tecnici sensati e uomini saggi ci dicono che il problema della produzione è risolto. Lo stabilimento produttivo del mondo può dare tutto quello di cui il mondo ha bisogno. 
Non c’è la minima ragione per dubitarne. 
Con l’incremento dell’efficienza meccanica la summenzionata produzione richiederà progressivamente meno tempo e impegno umani. 


Un’economia sensata vuole che questo impegno sia, per varie ragioni, ripartito su un numero di persone molto ampio. Questo non è necessario assolutamente, ma è consigliabile. Non è necessario, perché pochi milioni di schiavi o di esseri umani costituzionalmente indaffarati potrebbero senza dubbio fare tutto il lavoro per la maggior parte di noi. lo hanno fatto per l’impero romano e nessuno ha obiettato, eccetto qualche raro schiavo. 


Probabilmente il solo problema economico che ha bisogno di una soluzione di emergenza nella nostra epoca è quello della distribuzione. Ci sono merci a sufficienza, c’è una sovrabbondante capacità di produrre merci in sovrabbondanza. Perché si muore di fame?


La risposta è che nessuno dovrebbe. La "scienza", o studio dell’economia, è intesa a far sì che nessuno debba.


 Ce n’é abbastanza.


Come fare a portare le cose da dove ci sono, o possono esserci, a dove non ci sono e se ne ha bisogno?"


Qui l’autore spiega che la distribuzione dei beni avviene per mezzo del denaro, che chiama "pegni cartacei", dei quali però molte persone che non lavorano rimangono privi. Quindi la necessità di far lavorare tutti meno per permettere a tutti di lavorare un poco.


"Sarei incline a statuire come semplice dogma che la riduzione della giornata lavorativa (la giornata di lavoro pagato) è il primo opportuno taglio da fare. Ammetto che questa non è tutta la risposta, ma contribuirebbe molto a mantenere il credito suddiviso fra una grande parte della popolazione (di qualsiasi paese), e quindi a mantenere i beni, i bisogni, i lussi, i comfort in circolazione e distribuiti.


Quando i beni sono prodotti, un qualche riconoscimento di questo fatto si deve dare, diciamo in certificati dei beni in essere.
Possiamo dire che la moneta perfetta consiste in certificati fedeli dei beni in essere?


Consiste la perfetta moneta in un ordine potente: consegnare questi beni?


Ogni economista deve partire da un punto. Io parto dalla proposta che ogni persona che sia abbastanza brava da voler lavorare per il suo mantenimento, o per quello delle persone che da essa dipendono senza risorse (immature o senescenti), dovrebbe avere la possibilità di svolgere un ragionevole ammontare di lavoro. 


IL PRIMO PASSO è mantenere la giornata lavorativa abbastanza breve, in modo da evitare che una qualsiasi persona faccia il lavoro pagato di due o tre persone. 
IL SECONDO PASSO è la distribuzione di adeguate certificazioni del lavoro svolto (beni prodotti, o trasportati, scoperte, servizi, etc).
A nessuno può essere consentito di riempire assegni con grandi cifre senza rapporto con i servizi resi." 
 





1
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Create a website