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04/05/2019, 20:47

Controllo mentale



LA--COMUNITA’--VIVENTE--:--DEGRADAZIONE--DA--COMUNITA’--A--SOCIETA’


 Andrea Segatori, medico psichiatra : degenerazione della comunità in società, la cura vista come una manutenzione, in una società di macchine e plastica ...



Adriano Segatori già nel 2002 ci indicava quali danni la globalizzazione di usi, costumi e consumi stesse procurando alla nostra organizzazione sociale, trasformandola da comunità vivente unita da sentimenti di amore e collaborazione, in società di soci divisi da affari ed interessi materiali. Una società nella quale i contratti registrati subentrano ai legami affettivi, e chi non riesce ad adattarsi alle troppe norme del Grande Globalizzatore,  diventa un disadattato da reprimere.  L’uomo costretto ad adattarsi a regole precise che devono mantenere efficiente la macchina sociale, non più indicazioni che si conformano alle esigenze umane, con tutte le conseguenze che ne conseguono: nuove malattie sociali e nuovi antidoti con i quali si pretende di curare meccanicamente i disadattati per riportarli alla normalità, così come avviene con i pezzi di ricambio nella riparazione dell’auto.  

La cura vista come una manutenzione, in una  società di macchine e plastica ... 


Nella presentazione del libro,  Luca Rimbotti scrive di  vorticosi praticanti della demolizione ... desertiche cosmopoli entro cui formicola la solitudine di massa ... attentati all’Armonia del vivere e del convivere umani ... grossolano "benessere" ... plebi borghesi ... corpo d’uomo che è ridotto a laboratorio in cui imbizzarrisce la Grande Malattia ... ogni diverso irriducibile al Sistema Universale è visto come malato, è considerato un pazzo ... il malessere, il disagio, sono devianze da appiattire e colpire ... la repressione del dis-inserito.


Più avanti :
                      "Werner Sombart disegnò assai bene il profilo di colui che, dando vita all’avidità capitalista, segnò l’avvio della febbre acquisitiva e ottimizzatrice che si è compiuta nella morbosa mania del possesso e del successo esteriori. La figura di quel fantoccio impagliato che è il moderno individuo-in-carriera ne è l’esemplare corollario. Lo scientismo monoteista, che con una mano offre l’inganno del consumismo, elargendo con l’altra l’insicurezza sociale, il precariato, lo sfruttamento, la miseria culturale di massa, l’allargamento di sempre nuove fasce d’indigenza, nulla sa e nulla vuole sapere della concezione di comunità, di quello che significa organismo comunitario: ciò che invece secondo Adriano Segatori costituisce il presupposto antropologico e culturale di ogni umana civiltà. La monocrazia globalista intuisce però il pericolo mortale: è per questo che occupa gran parte delle sue risorse nel produrre gli antidoti a sé stessa. Psicofarmaci, droghe, imbonimento informativo, e poi New Age, sradicamento etnico, volgarità etica e degradazione della specie umana, sono tutti supporti tesi da un lato a screditare il vero, il bello, il prezioso, e dall’altro a mantenere alto, pur nella latente disperazione, il morale delle moltitudini schiavili.
Terrorismo psicologico e tranquillanti sociali sono la nuova combinazione del contro-potere mondializzato. Lontane sembrano - ma non meno sacrosante - le classiche formulazioni di Ferdinand Tonnies, lo studioso che più di altri contribuì a fare chiarezza tra i termini-chiave di comunità organica e società meccanica: "La teoria della società muove dalla costruzione di una cerchia di uomini che, come nella comunità, vivono e abitano pacificamente l’uno accanto all’altro, ma che sono non già essenzialmente separati, rimanendo separati nonostante tutti i legami, mentre là rimangono legati nonostante tutte le separazioni."
La comunità e la società sono dunque due realtà che si negano terminologicamente a vicenda, l’una aggregando, l’altra disgregando."



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