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29/04/2019, 20:45



Sa-Die-de-sa-Sardigna--:--lettera-a-L’Unione-Sarda


 In occasione de "Sa Die de sa Sardigna"




Sa Die de sa Sardigna
Continuo ad interpellare in Sardegna persone note, giornalisti della carta stampata o delle Tv locali (conosciuti o meno conosciuti), sindaci, personaggi del Partito Sardo d’Azione ora al Governo nell’Isola (sperando di arrivare a parlare col Governatore Christian Solinas), consiglieri regionali e altri che ricoprono cariche importanti in vari enti dell’organizzazione sociale, nel tentativo di metterli al corrente che con una moneta regionale sarda o una rete di monete comunali si può cambiare decisamente il futuro della nostra Sardegna. Purtroppo, devo anche dire che, eccetto qualche raro caso, non ricevo mai risposte, e le poche volte che ho avuto l’opportunità di parlare con qualcuno ho riscontrato una incredibile ignoranza della materia monetaria.
Comunque, continuo ad insistere, fiducioso di riuscire prima o poi a coinvolgere personaggi che ricoprano incarichi importanti, facendo loro capire di quale meschina truffa siamo tutti vittime. Sperando si accenda in qualcuno di loro la luce, e mi aiutino a far conoscere al grande pubblico i meccanismi della truffa monetaria e i rimedi contro questa falsa crisi, causa di tanta inutile ed evitabile sofferenza. 
Questa mattina, dopo aver letto l’esteso articolo di ieri sul come riuscire a rendere la Sardegna meno dipendente dagli aiuti esterni, ho mandato la seguente mail alla redazione de L’Unione Sarda :
 
Mi chiamo paolo maleddu, vivo ad Oristano.
Ho letto con molto interesse l’articolo dedicato a Sa Die de sa Sardigna, dove "L’autore, che si cela dietro lo pseudonimo Giuseppi Dei Nur, ha voluto indicare una via per raggiungere l’obiettivo di annullare la storica dipendenza dall’esterno del nostro sistema economico".
Tutto molto apprezzabile, ma la domanda è: quando è che noi Sardi, per l’autentico amore per la nostra Isola meravigliosa che tutti condividiamo, inizieremo veramente un discorso teso al raggiungimento dell’obiettivo indicato da Giuseppi Dei Nur?
Perché, ancora una volta, nell’articolo in questione e quotidianamente su "L’Unione Sarda", non appare mai la causa principale della "storica dipendenza dall’esterno del nostro sistema economico"?  Per ignoranza o perché si vuole accuratamente evitare l’argomento?
La mia vuole essere una critica benevola e assolutamente costruttiva, e vi chiedo perciò di non evitare ancora una volta di parlare della vera causa della nostra disastrata situazione economica: la fraudolenta emissione monetaria a debito da parte del Sistema Bancario privato.
Si conoscono sin nei minimi dettagli le cause e i rimedi della crisi che stiamo vivendo: quando troveremo il coraggio di parlarne apertamente?
I tempi sono ormai maturi: non si corrono più pericoli a parlarne. Addirittura, nella campagna delle ultime elezioni regionali è apparso, nel programma elettorale di una partito, il lancio di una moneta regionale sarda. La qual cosa è legalmente fattibile, ma di difficile realizzazione senza l’appoggio dei media locali. 
Sono perciò qui a chiedere a voi de "L’Unione Sarda": vogliamo seriamente affrontare una volta per tutte il problema?
Con una moneta regionale sarda (o con una rete di Monete Comunali, ugualmente LEGALI) si può dare un lavoro dignitoso agli oltre centomila disoccupati sardi, eliminando la disoccupazione, evitando l’emigrazione forzata dei nostri figli, cambiando per sempre il futuro della nostra Sardegna. Non stiamo parlando di 4 o 5 posti di lavoro: l’obiettivo è troppo nobile e importante per continuare ad ignorarlo per evitare fastidi.  Vogliamo trovare almeno il coraggio di parlarne? Anche in privato, per iniziare. 
Mi fate parlare con l’autore dell’articolo?  



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