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06/05/2019, 19:59

Spiritualit



NUOVE--IPOTESI--SU--GESU’---25-anni-dopo--:--David-Donnini


 Riconquistare la consapevolezza del Sé e, con la piena coscienza del proprio essere, diventare liberi, maturare la capacità di autodeterminazione per sfuggire al controllo, alla repressione, alla pianificazione orwelliana.



"... che il Gesù Cristo delle narrazioni evangeliche sia il prodotto di una sintesi iniziata da San Paolo, che non solo gli avrebbe fatto indossare caratteristiche teologiche mutuate da altre concezioni religiose precristiane ed extragiudaiche ma che, addirittura, avrebbe riunito assieme atti e parole di due distinte individualità, una di natura sacerdotale e una di natura politica."


Così David Donnini nella introduzione alla riedizione, 25 anni dopo, del libro "Nuove ipotesi su Gesù". E continua:


""A ben pochi cristiani, indipendentemente dalla confessione a cui appartengono, è chiaro che il cristianesimo extragiudaico, come concezione religiosa unitaria, ben prima degli interventi autorevoli di imperatori come Costantino  e Teodosio, non esisteva nemmeno nel primo secolo. 
...
Il cristianesimo del primo secolo, se non altro fino alla distruzione di Gerusalemme nel 70 d. C., era un ramo della religiosità ebraica. Una manifestazione del dissenso interno, un’espressione dell’integralismo nazional religioso yahwista, tipico degli esseni e degli zeloti. Il cui vero nome è messianismo. La sua unica alternativa era costituita dalla dottrina che San Paolo predicava ad alcuni gruppetti di poche persone, in ambienti greco romani: ad Efeso, a Tessalonica, a Corinto, in Galazia (Anatolia centrale), a Roma. Poco più che circoli privati, malvisti dai seguaci palestinesi di Gesù. 
Poi, dalla fine del primo secolo, a tutto il secondo e il terzo, il cristianesimo, differenziandosi in innumerevoli forme, si è sviluppato come una costellazione molteplice e disomogenea: di scuole, di sette, di maestri, di testi, di predicazioni, di culti sparsi nel mediterraneo centrale ed orientale.  
...
L’idea che sia mai esistita una presunta continuità lineare nella cosiddetta tradizione apostolica, che possa far pensare ad un cristianesimo autentico, circondato da una serie di deviazioni ereticali, è solo una pia invenzione della chiesa, del tutto priva di qualunque fondamento storico. Il paolinismo, che è l’origine primaria del cristianesimo moderno, era già di per sé una forma di "eresia". Confermata come tale dalle pesanti critiche e sconfessioni che i primi scritti giudeo cristiani esprimevano nei confronti dell’uomo definito "apostata della legge", colui che si dichiarava convertito ma che, di fatto, aveva convertito il messianesimo degli ebrei, probabilmente degli esseni e degli zeloti, assimilandolo ad una sorta di culto ellenistico orientale. 
...
Sono sempre stato spinto dall’impressione che la spiritualità, non solo non debba intendersi nel modo in cui viene insegnato al catechismo, ma che possa essere qualcosa di profondamente diverso e, soprattutto, che abbia necessità di UNA LIBERAZIONE DALLE IMPOSIZIONI VINCOLANTI DEL DOTTRINALISMO E DEL DOGMATISMO.
...
La spiritualità, a livello planetario e non semplicemente in ambito cristiano, è tuttora intrappolata in una sorta di stagione medioevale, profondamente legata alla geografia etnica e culturale, che la vuole gestita da gerarchie ecclesiastiche socialmente ed economicamente privilegiate, le quali si arrogano il diritto dell’intermediazione fra l’uomo e Dio. La spiritualità è ancora, salvo le benvenute eccezioni, una luce spenta dalla cortina nera che forze opportunistiche hanno steso sull’umanità per motivi di pura egemonia, da tempi immemorabili. 
...
Le religioni fondate sull’autorità delle dottrine e dei dogmi dividono, non uniscono. 
Non è questa la spiritualità del nuovo umanesimo che ci attende. Ed è questo sentire che muove la mia ricerca, troppo spesso fraintesa per una forma di semplice avversione nei confronti di ciò che riguarda la religione. In realtà il motore di questo lavoro è LA CERTEZZA CHE, ATTRAVERSO UNA SPIRITUALITA’ AUTENTICA, L’ESSERE UMANO POSSA RICONQUISTARE LA CONSAPEVOLEZZA DI SE’ e, con la piena coscienza del proprio essere, possa diventare libero, maturare la capacità di autodeterminazione e, di conseguenza, sfuggire al controllo, al dominio, alla repressione, alla pianificazione orwelliana.
La tecnologia ha fatto passi da gigante negli ultimi cinquanta anni. Non altrettanto il benessere globale che, di fatto, è regredito. La dignità umana è stata progressivamente decentrata rispetto agli interessi che guidano lo sviluppo e il mercato. Il valore dell’essere umano è sempre più subordinato al valore del profitto, per il quale può essere sacrificata la vita dei singoli e dei popoli. 
Ma il nuovo umanesimo del futuro dovrà necessariamente riposizionare il valore della nostra vita al centro di tutto. Affinché il progresso sia autentico progresso, e non semplicemente una crescita tecnologica asservita. 
Anche i capi religiosi deninciano questa realtà, ma lo fanno attraverso un balbettio ipocrita calcolato attentamente per non smuovere di un passo gli equilibri del potere, per non sollecitare l’unica, autentica rivoluzione  che può modificare qualcosa: la rivoluzione interiore, il salto dall’ego al sé superiore.   
Non ci vuole molto per capire che la stessa figura di Gesù Cristo, così come è stata disegnata nel corso della composizione teologica che ha portato al Nuovo Testamento, coi suoi valori e contenuti, è stata vigliaccamente tradita non tanto da chi l’ha crocifisso, ma da chi vanta indegnamente il diritto di rappresentarla. 
Perché le gerarchie ecclesiastiche calpestano e capovolgono sistematicamente tutto ciò che Gesù Cristo ha insegnato con le sue parole e col suo esempio, quando ha rinnegato la menzogna, l’ipocrisia, la brama della ricchezza, del potere, l’attenzione per il successo, la convenienza, la diplomazia politica. E’ ininfluente che si tratti delle parole e dell’esempio di un personaggio che non sappiamo quanto appartenga alla storia, e quanto all’immaginazione.  
"Nuove Ipotesi su Gesù - 25 anni dopo", analizzando i possibili meccanismi storici e culturali che hanno portato alla costruzione del Nuovo Testamento, non desidera demolire il concetto di Fede, ma piuttosto riqualificarlo, liberandolo principalmente da due fattori. Uno è l’idea, purtroppo ancora diffusa, che l’insegnamento di una particolare religione, in questo caso del cristianesimo, possa vantare l’esclusiva sulla verità, da cui la famosa affermazione "extra ecclesiam nulla salus". Ma il principio vale indifferentemente per tutte le religioni, nessuna delle quali è depositaria della verità esclusiva. Il secondo consiste nell’emancipazione del concetto di Fede, dall’accettazione supina degli insegnamenti che l’autorità religiosa cala dall’alto, verso l’idea che la Fede è l’assiduità e la coerenza in un cammino interiore di ricerca e consapevolezza, la cui più alta espressione sintetica, comune a diverse concezioni religiose dell’antichità, è il "conosci te stesso" dell’Oracolo di Delfi. In fin dei conti lo aveva espresso anche Sant’Agostino quando scrisse: "Non andare fuori, rientra in te stesso: è nel profondo dell’uomo che risiede la verità." Ma si tratta anche dello scopo delle pratiche yogiche hindu, della meditazione buddista, delle danze roteanti dei dervisci, della meditazione zen ...

I Vangeli non sono stati scritti perché si creda ciecamente alla lettera delle narrazioni in essi contenute ma affinché, attraverso una distillazione, operata in una collaborazione fra l’intelligenza e l’intuizione, se ne possa trarre IL SIGNIFICATO DI VERITA’ CHE E’ NASCOSTO DIETRO LA BUGIA. DOVE VERITA’ è sinonimo di VALORE E LUCE. Mentre bugia è sinonimo di oscuramento.

La bugia deve diventare mito, il mito cristico. Un mito che può essere autentico veicolo di conoscenza. Accanto a tanti altri miti. Di più non posso dire. "Chi ha orecchie per intendere, intenda".
                                                                                                 David Donnini - Cagliari, 3 gennaio 2017 



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