a:link {color:red;}a:visited {color:purple;}
freddie-collins-309833
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 

07/06/2019, 01:01

Johann Gottlieb Fichte



"Egli-deve-lavorare-senza-affanno,-con-piacere-e-con-letizia,-ed-avere-un-resto-di-tempo-per-elevare-lo-spirito-e-gli-occhi-al-cielo,-a-contemplare-il-quale-fu-fatto."-


 "E deve essere il benessere di tutta la nazione, non di alcuni individui solamente ..." : J. G. Fichte



Altre perle di saggezza ed umanità di J. G. Fichte, tratte dall’opera che egli stesso considerava la sua migliore:

 LO STATO SECONDO RAGIONE O LO STATO COMMERCIALE CHIUSO.

Quanto siamo distanti dalla follia capitalistica della competizione tra individui e guerre tra i popoli, dell’accumulo sfrenato di denaro e dalla globalizzazione dello sfruttamento senza limiti (crescita continua ...) del Paradiso Terrestre, trasformato in Inferno per tanti e lusso per pochi ... 

Una visione predatoria imposta a popoli ingenui, che vorrebbero vivere pacificamente, da esigue élites dominanti di psicopatici malati di delirio di onnipotenza. 

 Il livello di consapevolezza umano è però in crescita costante, e arriverà il momento in cui la pazzia neoliberista si dovrà fermare, in un modo o nell’altro. 

Madre Natura, fortunatamente, non tollera disuguaglianze estreme. 

L’Energia vitale che tutto vivifica, è protesa, per sua natura, al mantenimento della Vita in totale Armonia: è una legge universale.



J. G. Fichte:


"Non è già un pio desiderio dell’umanità, ma un’esigenza imprescrittibile dei suoi diritti e della sua destinazione, che essa viva sulla terra così agevolmente, così  umanamente,  come la natura glielo consente. L’uomo deve bensì lavorare; ma non come una bestia da soma, che s’addormenta sotto il peso che porta, e che, dopo il necessario sollievo delle forze esauste, è di nuovo eccitata a portare lo stesso peso. Egli deve lavorare senza affanno, con piacere e con letizia, ed avere un resto di tempo per elevare lo spirito e gli occhi al cielo, a contemplare il quale fu fatto. 

Egli non deve mangiare come il somaro, ma il suo cibo deve essere diverso dal foraggio, la sua abitazione diversa dalla stalla, come il suo organismo è diverso dall’organismo di quello. Questo è il suo diritto, per ciò solo che è un uomo.
Si è molto e spesso parlato della ricchezza nazionale, del benessere nazionale e simili cose. Io avrò bisogno di spiegare in questo scritto i molteplici significati di tali parole. Quello in cui ci siamo ora incontrati è il seguente : l’intrinseco ed essenziale benessere consiste in ciò, che si possa procurarsi i più umani godimenti col lavoro meno faticoso e più attraente. 

E deve essere il benessere di tutta la nazione, non di alcuni individui solamente, la cui somma prosperità è spesso il più chiaro indizio e il vero fondamento del grande malessere della nazione : il benessere deve diffondersi quasi allo stesso grado su tutti. 
Se né le forze della nostra natura si accrescono straordinariamente, né la natura fuori di noi si cangia d’un tratto per miracolo, senza l’opera nostra, e annulla le leggi sue che ci son note finora, noi non possiamo punto aspettarci da essa questo benessere: noi dobbiamo conquistarlo col nostro lavoro. 

Per ciò non v’è altro mezzo che l’arte e l’abilità, con cui la più piccola forza, utilmente applicata, può eguagliare forze mille volte maggiori. Ma l’arte e l’abilità nascono dall’esercizio continuato; nascono da ciò che uno dedica tutta la vita ad un unica occupazione, e rivolge ad essa tutte le sue forze e tutta la sua riflessione. 

....


Ogni popolo ha il diritto di volere che il suo benessere si elevi: ma ciò non è possibile che nella divisione del lavoro. Il popolo ha quindi il diritto di volerla; e il governo, che è stato stabilito appunto per fargli conseguire e conservare tutti i suoi diritti, ha il dovere di fare che ciò che esso vuole, sia." 



1
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Create a website