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17/06/2019, 12:44

EZRA POUND



La-"moneta"-come-certificato-del-lavoro-svolto


 La moneta-lavoro di Ezra Pound : Una delle più felici definizioni di moneta mai date



La comprensione di cosa sia la moneta e quale sia la sua funzione è, oggi più di ieri, assolutamente indispensabile per poter sopravvivere dignitosamente in questo ingannevole mondo materiale, pesantemente condizionato dalla Grande Menzogna mediatica imposta dai Padroni del Discorso. 
Le classiche definizioni  (la moneta è una convenzione, la moneta è la misura del valore)  non sono sufficienti a dissipare  l’alone di mistero di proposito creato per impedirci di capire. 

Sono stati per me di grandissimo aiuto l’intera opera di Giacinto Auriti, le illuminanti descrizioni dello stesso autore e di  Francesco Cianciarelli dell’antico  mamrè ebraico, gli scritti e la definizione di Ezra Pound di moneta come certificato del lavoro svolto.
Ripartendo da quest’ultima definizione, sintetica e penetrante come solo i versi di un poeta possono essere, si può aggiungere che la moneta è un semplice documento contabile che contabilizza e monetizza,  manifestandolo in un simbolo cartaceo o metallico, il valore di un bene materiale o di un lavoro compiuto (un servizio reso a qualcuno).  Come ogni onesto documento contabile che voglia dare la esatta misura del lavoro svolto,  la moneta segue il lavoro, non lo precede, come invece succede nella fraudolenta emissione monetaria del banchiere privato. Costui, senza averne titolo, ha l’incredibile possibilità di creare denaro dal nulla (cioè, senza lavoro previo che lo giustifichi) e con esso impossessarsi di tutto ciò che può essere prodotto dal lavoro altrui in maniera praticamente gratuita.
Perché  senza averne titolo?
Perché solo lo Stato (o una sua istituzione), in rappresentanza del popolo sovrano, può emettere una moneta a corso forzoso valida per i membri della comunità sulla quale ha autorità. Nessuna legge dello Stato autorizza le banche ad emettere una tale moneta.
Il banchiere privato crea quindi, facendo  carte false,  una  moneta privata ad uso pubblico  (invece che  una moneta pubblica ad uso privato)  con la quale compra (= ruba) la ricchezza prodotta dal lavoro altrui, grazie alla complicità di governanti e magistrati che non vedono, non parlano e non sentono.


Pound si rende ben conto della grande truffa perpetrata ai danni delle ingenue popolazioni e parla di una onesta moneta-lavoro emessa dallo Stato in pagamento di lavoro svolto. 

Interpretava, a ragione, la Seconda Guerra Mondiale come la volontà della grande Usura internazionale (che riusciva persino a far alleare occidente capitalista e Unione Sovietica comunista) di distruggere i Paesi che avevano osato proporre una onesta moneta-lavoro in sostituzione di quella degli usurai, dando un pericoloso esempio al resto del mondo.
C’è da tener presente che negli anni nei quali Pound scriveva, vigeva il gold standard,  e poteva essere  emessa moneta esclusivamente in rappresentanza di una corrispondente quantità d’oro depositata in qualche caveaux sotterraneo. Tutto ciò nella versione ufficiale per le popolazioni ingenue, la realtà era alquanto differente. 

Con il  gold standard  a limitare l’emissione monetariale solite dinastie di banchieri internazionali che speculavano sul prezioso metallo (possedendone grandi quantità) potevano a piacimento condizionare pesantemente l’economia di interi Paesi, arbitrariamente concedendo o negando i prestiti.


  Ecco alcune frasi estratte dai suoi scritti che chiariscono meglio il pensiero di Pound:


"In economia: trovare il mezzo per cui la moneta possa essere tenuta in circolazione in modo che la domanda di ogni individuo, o comunque il suo fabbisogno indispensabile, non ecceda l’ammontare dei mezzi di pagamento nelle sue tasche a ogni momento, o a sua immediata disponibilità. 


Il più semplice punto di partenza mi sembra essere la disponibilità dell’individuo a lavorare quattro ore al giorno tra i venti e i quaranta.


Considerando la moneta come un certificato del lavoro svolto, il mezzo più semplice di mantenere la moneta distribuita (in buoni di credito a valore legale) è di mantenere il lavoro distribuito. 

  
Col fenomeno della moneta-lavoro si può adoperare moneta dove prima si adoperava il credito.


Il valore è dovuto in gran parte al lavoro.


La giustizia sociale domanda uguali vantaggi a tutti. Il vantaggio della moneta-lavoro deriva principalmente da un fatto solo. Il lavoro non è monopolizzabile. Cioè, non è possibile espropriare la comunità della sua moneta. 


Il carattere sociale della moneta (e la collettivazione dei profitti del sistema monetario) ne fanno lo strumento per eccellenza per risolvere il problema di distribuire a tutti ciò che viene prodotto: "Senza definire il problema centrale dell’economia non si può costruire una scienza. Questo problema non è altro che quello di far mangiare e vivere bene un popolo intero."


... tutto il denaro circolante nel paese è un mucchio di biglietti, che serve ad assicurare l’equa ripartizione degli alimenti e degli altri beni esistenti nel paese.


... chi vuol scrivere un opuscolo sul denaro ... non deve far altro che mettere in evidenza certi fatti già noti da 20 o talvolta 2.000 anni.


Bisogna rendersi conto dello scopo del denaro. Se pensate che è una trappola per acchiappare i gonzi, o un mezzo per sfruttare il pubblico, sarete ammiratori del sistema bancario operato dai Rothschild e dai banchieri di Wall Street. Se pensate che è un mezzo per estrarre profitti dal sudore del popolo, sarete ammiratori della borsa.
 
L’autorità dello Stato a garanzia del biglietto stampato offre la base migliore ad una circolazione equa ed onesta.


I Cinesi si resero conto di questo più di 1.000 anni fa; ne è la prova il biglietto di Stato (non di banca) emesso dalla dinastia Tang.


Il diritto di emettere denaro (biglietti) e di stabilire il valore è attributo squisito della Sovranità.


... toccherà al Governo curare la stampa dei biglietti e provvedere affinché vadano in mano agli aventi diritto.


 ... quella nazione che abbandona lo strumento per misurare gli scambi alla mercé di forze estrinseche alla nazione, è una nazione in pericolo; è una nazione priva di sovranità nazionale. E’ una nazione ricca di cretini incompetenti che scivolano verso la rovina. 


La sovranità nazionale è insita nel diritto di emettere titoli o mandati quantitativamente determinati che hanno diritto ai beni, cioè di emettere denaro. 


Il denaro statale, che riposa sulla ricchezza nazionale, deve rimpiazzare l’oro manipolato da usurai internazionali.


Negli Stati Uniti e in Inghilterra il volume del denaro è insufficiente (Al momento di scrivere: 1939). Non circola in mezzo alla popolazione un numero sufficiente di biglietti per permettere l’acquisto di quanto ad essa occorre, e ciò nonostante il fatto che le merci si trovano nei magazzini  o marciscono sui moli dei porti.

 
Quando una nazione non ha o non può ottenere la quantità di derrate occorrente al suo popolo, è una nazione povera. Quando quelle derrate esistono e il popolo non può procurarsele con il lavoro onesto, lo Stato è marcio, e non bastano le parole per dire quanto è marcio. 






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