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29/06/2019, 01:13

CONTROLLO MENTALE



La-soluzione-:--lavorare-tutti,-ma-per-meno-ore,--con-una-retribuzione-abbastanza-alta-per-consentire-una-vita-dignitosa,--una-giusta-distribuzione-e-circolazione-della-moneta--per-la-fluidità-degli-scambi,--a-beneficio-dell’intera-comunità


  DISOCCUPAZIONE IN AUMENTO A CAUSA DELLA TECNOLOGIA ... OTTIMA NOTIZIA !



LA TECNOLOGIA CREA DISOCCUPAZIONE ?


BENISSIMO !!

LAVORO E MONETA-LAVORO


La soluzione è semplice, risaputa da sempre, ma mai applicata e neanche presente o accennata nella Narrazione dei Padroni del Discorso: distribuire fra tutti il poco lavoro ormai necessario, mantenendo quante più persone occupate per poter consegnar loro i  certificati  indispensabili a consentire gli scambi dei beni a beneficio dell’intera comunità. 

Si eliminerebbe la disoccupazione, fonte di tanta sofferenza, consentendo ai lavoratori di sentirsi parte attiva ed indispensabile all’interno della comunità, di poter condurre una vita dignitosa per sé ed i propri cari con i soldi guadagnati col lavoro.
Ma non è questo ciò che i Grandi Usurai hanno programmato per noi.


Il loro obbiettivo ideale è una popolazione insicura, angosciata, con lavoro precario, nessuna certezza per il futuro e pochi soldi a disposizione: una massa anonima facile da dominare e controllare. 


Il lavoro può essere un grande inganno o, allo stesso tempo, la soluzione.  
 Dovrebbe essere chiaro a tutti che dall’inizio della rivoluzione industriale (con l’invenzione della macchina a vapore nel 1765 da parte di James Watt) c’è stato un costante e crescente incremento della forza lavoro prodotta dalle macchine, con sempre minore necessità da parte dell’uomo di svolgere le mansioni più dure e ripetitive. 

Chiunque non vedesse in ciò un qualcosa di positivo ed interpretasse negativamente il netto miglioramento delle condizioni di lavoro degli operai, potrebbe veder messe in discussione le proprie capacità intellettuali o venir accusato di essere in malafede per una qualche oscura ragione. 
Il continuo progresso tecnologico consente una maggior produzione con l’impiego di meno lavoratori, a costi inferiori.
Concetti facili, semplici, chiari. Da sempre noti, già espressi da Ezra Pound e da Joaquìn Bochaca oltre mezzo secolo fa (e probabilmente da altri prima di loro), ma che mai appaiono nella Narrazione imposta dai media e dagli  esperti  prezzolati e genuflessi alla Grande Usura.


La tecnologia crea disoccupazione, perché affida alle macchine il lavoro in precedenza svolto dall’uomo. 

Benissimo, ottima notizia.
Non esiste un problema economico, dal momento che si creano maggiori quantità di merci e ricchezza, con meno costi e meno lavoro umano. 

E’ il rimedio adottato che è  intenzionalmente   errato. 

Non si possono lasciare milioni di persone alla fame a causa del progresso tecnologico se la ricchezza globale viene persino incrementata. Vanno ridotte le ore di lavoro mantenendo alte le retribuzioni per permettere a tutti di partecipare alla giusta ripartizione dell’aumentato benessere e mantenere viva la circolazione del denaro e dei beni. Punto.


Il lavoro umano non potrà sparire completamente, ma è chiaro che senza una onesta distribuzione di denaro attraverso la ripartizione del lavoro ci sarà un clamoroso rallentamento degli scambi: i disoccupati (sta già succedendo) non potranno consumare tutti i beni prodotti. 
Succede però che, in questo mondo progettato dai Grandi Usurai a loro esclusivo vantaggio, la maggior parte della paccottiglia che siamo indotti a comprare da un’onnipresente e velenosa pubblicità,  viene prodotta dalle grandi multinazionali da loro stessi controllate. Devono quindi trovare una soluzione per tenere aperte le  fabbriche con i  robots, ma allo stesso tempo permettere alle masse di continuare a consumare in maniera compulsiva, per tenerle impegnate con la società dei consumi.  Questa non può essere una vita degna dell’Essere Umano, siamo qui per qualcosa di più importante, non solo per Coca-cola, smart-phones, effetti speciali di Hollywood e plaudenti giochi a premi in Tv. 

 
Ci daranno un assegno sociale a tutti?
Ci stanno pensando da anni. 
Nella pubblicazione di settembre/ottobre 2014 della rivista (Foreign Relations) del Council on Foreign Relations  (Cfr, il più importante think-tank tra quelli visibili) si potevano leggere queste frasi :


 "...le Banche centrali dovrebbero dare denaro direttamente alla gente ... I Governi devono fare meglio ... le banche centrali, come la Fed, dovrebbero consegnare direttamente il contante ai consumatori ... consegnare alle famiglie dei contribuenti dei loro paesi un certo ammontare di denaro. Il Governo potrebbe equamente distribuire contante a tutti i nuclei familiari ... depositando i fondi in milioni di conti correnti ... Ma i responsabili politici tuttavia continuano a resistere all’idea". 


Ciò che di più umiliante si può percepire in queste poche righe è la conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che pochi Grandi Usurai apolidi, psicopatici e affetti da delirio di onnipotenza, non ci vedano come Esseri Umani ma come numeri, contribuenti o semplici consumatori. 

Decidono,  in completa autonomia, senza interppellarci, cosa fare di noi e del nostro futuro: disoccupazione e miseria, o una elemosina mensile per mantenere aperte le multinazionali e acceso il luna-park dei consumi. 



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