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26/07/2019, 01:01

SPIRITUALITA'



I---VEDA--


 "L’anima (particella di antimateria), abita il corpo materiale. essa vi risiede ... . Dopo la morte, lascia il corpo vecchio e inutilizzabile per rivestirne un altro." Bhagavad-gita 2.13



Una iniziale sintetica presentazione degli antichi Veda indiani, tratta dagli scritti di Srila Prabhupada (1896-1977). Mi scuso sin d’ora perché con le nostre tastiere occidentali del computer è impossibile rispettare l’ortografia originale indiana, in special modo il ricorrente tratteggio sovrastante la a.


LE SCRITTURE VEDICHE


Le Scritture più antiche e più conosciute del mondo sono i  Veda, che si dividono in quattro parti: il Sama, lo Yajus, il Rk e l’Atharva Veda. Poiché sono molto difficili da capire, per facilitare la loro comprensione, sono stati spiegati nella grande epopea storica del  Mahabharata  e nei diciotto  Purana. Il  Ramayana  è un’altra epopea che che espone gli insegnamenti principali contenuti nei  Veda.  Dunque, i quattro Veda,  il Ramayana originale, scritto da Valmiki,  il  Mahabharata e i  Purana compongono la letteratura vedica. 

 Le centootto  Upanisad  fanno parte dei quattro  Veda e spiegano i  Purana.  La  Bhagavad-gita. che riassume tutti gli scritti Vedici, ne è l’essenza; è anche la porta che permette di accedere ai Vedanta-sutra.  Fu enunciata 5000 anni fa da Sri Krsna (Dio) quando, dal mondo di antimateria, venne in questo mondo materiale. La  Bhaghavad-gita, da sola, può dunque rivelare l’essenza di tutti i Veda.  


L’ANTIMATERIA : ENERGIA SUPERIORE


La  Bhaghavad-gita elabora i concetti dei fisici e li completa. Essa spiega, in modo estremamente chiaro e preciso, l’esistenza di due forme di energia: l’energia superiore e quella inferiore, opposte per natura. L’energia superiore ( para prakrti ) costituisce l’essere vivente e l’Universo di antimateria, mentre l’energia inferiore ( apara prakrti ) compone questo mondo materiale. 
La materia è inerte, non ha il potere di creare poiché di natura inferiore, mentre l’energia superiore, cioè l’essere vivente (l’anima) può animare la materia e combinare gli elementi che la compongono. La  Bhaghavad-gita  spiega che l’energia, sotto le sue due forme,  para  e  apara prakrti, viene da Krsna, la Persona Suprema. Quando pensiamo a un’energia, la nostra mente corre naturalmente verso la sua sorgente; l’energia elettrica, per esempio, ci fa pensare alla centrale da cui proviene; anche la luce e il calore hanno una sorgente comune, il fuoco.

 Un’energia non è mai indipendente, e così le due energie, l’inferiore e la superiore, provengono entrambe da una sorgente unica. Questa sorgente deve essere "pienamente cosciente" di tutto ciò che esiste e dunque possedere intelligenza, pensiero e volontà. Deve essere quindi una persona, la Persona Suprema, Sri Krsna, Dio, l’Infinitamente Affascinante. Nei Veda, la Verità Assoluta è detta Bhagavan, l’Essere Supremo, fonte di tutte le energie. Le recenti scoperte dei fisici non sono che un inizio; bisogna che continuino le loro ricerche per arrivare alla fonte della materia. 


"L’anima (particella di antimateria), abita il corpo materiale. essa vi risiede, mentre il corpo passa progressivamente dall’infanzia alla giovinezza all’età adulta, poi alla vecchiaia. Dopo la morte, lascia il corpo vecchio e inutilizzabile per rivestirne un altro."
                                          (Bhaghavad-gita 2.13)


"Effimeri, gioie e dolori vanno e vengono come le stagioni: sono causati dall’incontro dei sensi con la materia e bisogna imparare a tollerarli."                      (Bhagavad-gita 2.14) 


"Chi non è turbato né dalle gioie né dalle sofferenze, chi rimane in tutte le circostanze sereno e risoluto, è degno della liberazione."                        (Bhagavad-gita 2.15)


 In altre parole, l’uomo intelligente può capire che ... egli esiste al di là delle percezioni temporanee. 


Quando l’uomo comprenderà che egli esiste anche al di là della materia, sarà cosciente anche dell’esistenza dell’Universo di antimateria, nettamente distinto dall’Universo materiale.

 Essere liberato significa essere indipendente dalle sofferenze della vita materiale e poter sfuggire, infine, al ciclo ripetuto di morti e rinascite. 

Questa liberazione da morti e rinascite continue è una prerogativa dell’Universo di antimateria dove tutto (esseri e oggetti) è eterno, cosciente e totalmente felice.


 I fisici che hanno scoperto i due aspetti della materia continuino pure le loro ricerche se vogliono comprendere ciò che è la vera antimateria. La  Bhagavad-gita costituisce per loro una preziosa fonte di informazione. 

La particella di antimateria, più sottile e più semplice dell’atomo, è impossibile da percepire. essa manifesta però la sua presenza con i suoi effetti. sebbene sia infinitesimale, è straordinariamente potente; è lei infatti che mantiene in vita il corpo. 


"E’ indistruttibile, eterna e senza misura. soltanto il corpo di materia è soggetto alla distruzione."        (Bhagavad-gita 2.18)


L’eternità dell’essere è dunque per noi di importanza fondamentale. La scienza raggiungerà il suo apogeo quando conoscerà perfettamente le caratteristiche di quest’essere di antimateria e quando saprà liberarlo dalla prigionia del corpo. 

Il conflitto risultante dalla distruzione dei due mondi opposti descritto dai fisici è analogo a quello esistente tra il corpo materiale e la particella di antimateria.  La particella eterna cerca costantemente di sfuggire al suo scomodo contatto con il corpo provvisorio. ed è proprio questo conflitto che ci rivela che la nostra vera esistenza è differente da quella della materia. Poiché la particella di antimateria è presente, il corpo invecchia ad ogni istante. Possiamo constatare, per accertare questo fatto, che noi esistiamo ancora, sebbene i nostri abitacoli precedenti, corpi di differenti età, siano andati distrutti. 

Il corpo, dal momento che è stato creato, deve finire. Ora, tutto ciò che perisce fu un giorno creato; questa è una regola che si applica tanto al mondo quanto al corpo materiale, ma poiché l’anima non perisce mai, non ha una data di nascita : 


"L’anima non conosce né nascita né morte. Non nata, immortale, primordiale, eterna, non ebbe mai un inizio e non avrà mai fine. Non muore con il corpo."                  (Bhagavad-gita 2.20)


 "Nessun’ arma può troncare l’anima, né il fuoco bruciarla, né l’acqua bagnarla, né il vento dissecarla. E’ eterna, onnipresente, inalterabile e fissa; è invisibile, inconcepibile e immutabile."                                                       (Bhagavad-gita  2.23-24-25)



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