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16/07/2019, 01:20

MONETA, BIGLIETTI DI STATO



Istruttiva-conversazione-attorno-alla-moneta-tra-Fabio-Conditi-e-Francesco-Carraro


 BIGLIETTI DI STATO IN PAGAMENTO DI INFRASTRUTTURE E SEVIZI : MONETA-LAVORO, SENZA TASSE



Un grazie sentito a Fabio Conditi e Francesco Carraro, che si stanno spendendo per divulgare verità nascoste ed abbattere le menzogne della Narrazione ufficiale in materia di emissione monetaria. 
Tutto condivisibile, eccetto la solita motivazione delle tasse, esatte per dare valore alla moneta. Mi sembra un concetto datato, insostenibile: per dare valore alla moneta diventa indispensabile questo disumano prelievo fiscale?


Il valore alla moneta viene dato PER LEGGE dallo Stato che elegge un simbolo monetario (metallico, cartaceo, elettronico ...) come valuta ufficiale del Paese. Una convenzione tra tutti i membri della comunità nazionale, IMPOSTA d’autorità : una fattispecie giuridica che non ha bisogno di essere convalidata dal pagamento delle tasse. Siamo ancora nell’ambito del Diritto, non dell’economia.


In un Paese che emette BIGLIETTI  DI  STATO in pagamento delle grandi infrastrutture o del lavoro di tutti i dipendenti pubblici che servono a portare avanti in maniera efficace sanità, istruzione, trasporti, ordinaria amministrazione et cetera, non c’è alcun bisogno di pretendere altro denaro dai cittadini. 
A che scopo, se ogni costo viene coperto dalla moneta emessa dallo Stato  senza obbligo di restituzione  a chicchessia?  
L’accettazione da parte dello Stato della moneta emessa a titolo originario (cioè, senza necessità di permessi da un’autorità superiore, essendo il Popolo sovrano  l’autorità suprema  all’interno del territorio nazionale)  si può ottenere senza rapinare i cittadini dei soldi già guadagnati col lavoro. Ciò che in effetti si vuole conseguire, il flusso contrario (dalla società civile allo Stato, in contrapposizione a quello iniziale dallo Stato alla società civile), utile ad una  SECONDA  convalida, si può ottenere con affitti di locali, terreni o altre proprietà pubbliche, o concessioni a privati di servizi di pubblica utilità (trasporti, istruzione, sanità, pesca ...), gravando solo sugli affittuari e concessionari che ne beneficiano, non su tutta la società.
Per tenere invece sotto controllo la quantità di denaro nel rarissimo caso di eccessivo contante in circolazione, si potrebbe esigere una leggera tassa  sui consumi,  OCCASIONALMENTE e per il tempo strettamente necessario a riequilibrare la situazione. 

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