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PAOLO MALEDDU
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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


16/01/2018, 05:42



OTTOBRE-2014,-COUNCIL-ON-FOREIGN-RELATIONS:--...-LE-BANCHE-CENTRALI,-COME-LA-FED,-DOVREBBERO-CONSEGNARE-DENARO-DIRETTAMENTE-AI-CONSUMATORI.


 Riprendo questo clamoroso articolo apparso sulla rivista Foreign Affairs del settembre-ottobre 2014 a supporto di un Reddito di Cittadinanza non più rimandabile



Perla sua rilevanza in tempi in cui si parla sempre più frequentementedi un Reddito di Cittadinanza ormai quasi inevitabile, riporto perintero un articolo (già pubblicato a suo tempo nel mio vecchio blog)apparso sul numero di settembre/ottobre di FOREIGN AFFAIRS, larivista del Council on Foreign Relations. Da leggere con particolare attenzione la parte finale. 
Perchi volesse, l’originale è rintracciabile online al seguenteindirizzo:https://www.foreignaffairs.com/articles/united-states/2014-08-11/print-less-transfer-more 

 Unabomba dal Cfr: "... le Banche Centrali ... dovrebbero consegnaredenaro contante direttamente ai consumatori." 

 PaoloMaleddu 11/09/2014 Questoarticolo è appena apparso sul numero di Settembre-Ottobre dellarivista ForeignAffairs. E’una autentica bomba a tempo: perciò ho voluto immediatamentetradurlo e metterlo in circolazione nel web. ForeignAffairs èla rivista del CouncilonForeign Relations,probabilmente il think-tankinternazionale piùprestigioso tra quelli visibili, unaassociazione indipendente (dicono loro) che fa parte della cupola delGoverno Mondiale (crediamo in tanti). Pertanto, l’articolo chesegue, firmato da Mark Blyth e Eric Lonergan,  assume una rilevanza fuori dall’ordinario. E’ il vertice delPotere mondiale che suggerisce di consegnaredirettamente ai consumatori il denaro contante:non potrà non avere ripercussioni importanti in un futuro moltoprossimo. E’ un segnale moltoimportante,visto la provenienza. E’ un documento da esaminare per bene perpoter cogliere ed interpretare i numerosi segnali che contiene. Cisono suggerimenti e commenti che somigliano molto a veri e propriordini o avvertimenti per i governanti. Nonostante la bengiustificata diffidenza che nutriamo nei confronti della classedominante dei banchieri, numerosi messaggi e la frase che nel finaledice " Iltempo è giunto per taletipo di innovazione" , ciincoraggiano a essere ottimisti. Sarà l’inizio di una svolta tantoattesa? Speriamo bene ... 

 StampareMeno ma Trasferire di Più 
 Perchéle Banche Centrali Dovrebbero Dare Denaro Direttamente al Popolo

Neidecenni che seguirono la Seconda Guerra Mondiale, l’economia delGiappone crebbe così velocemente e così a lungo che gli espertidescrissero il fenomeno come assolutamente miracoloso. Durantel’ultimo grande boom del Paese, tra il 1986 e il 1991, la suaeconomia è cresciuta di quasi un trilione di dollari. Ma poi, in unastoria con chiare similitudini con quella odierna, la bollaspeculativa del Giappone scoppiò, e i suoi mercati azionari andaronogiù in picchiata. Il debito pubblico si gonfiò a dismisura, e lacrescita annua scese a meno dell’uno per cento. Nel 1998 l’economiasi stava contraendo.Inquel Dicembre, un professore di economia di Princeton dichiarò che ibanchieri centrali avrebbero ancora potuto porre rimedio. Il Giapponestava essenzialmente soffrendo per una insufficienza di domanda: itassi di interesse erano già bassi, ma i consumatori non stavanocomprando, le aziende non prendevano prestiti, e gli investitori nonstavano rischiando. Era una previsione che si realizzava da sé: ilpessimismo economico stava impedendo la ripresa. Bernanke disse chela Bankof Japan dovevaessere più aggressiva e suggerì di prendere in considerazione unapproccio non convenzionale: dare contante direttamente alle famigliegiapponesi.
 I consumatori avrebbero potuto spendere la manna cadutadal cielo per uscire dalla recessione, alimentando la domanda efacendo salire i prezzi.Comelo stesso Bernanke chiarì, il concetto non era nuovo: negli anni’30, l’economista inglese John Maynard Keynes propose diseppellire bottiglie di banconote in vecchie miniere di carbone; unavolta riportate alla luce (come l’oro), il contante avrebbe creatonuova ricchezza e stimolato la spesa. Anche l’economistaconservatore Milton Friedman vide l’attrattiva del trasferimentodiretto del denaro, che paragonò ad un lancio di denarodall’elicottero. Il Giappone comunque non tentò queste soluzioni,e l’economia del Paese non si è mai ripresa completamente. Tra il1993 e il 2003, la crescita annuale media del Giappone era menodell’uno per cento.Oggila maggior parte degli economisti sono d’accordo che, come ilGiappone nella seconda parte degli anni ’90, l’economia globalesta soffrendo a causa di una spesa insufficiente, un problema chederiva da un più grave difetto di governance. Le Banche Centrali,inclusa la U.S. Federal Reserve, hanno intrapreso azioni aggressive,abbassando consistentemente i tassi d’interesse in misura tale cheoggi si aggirano intorno allo zero. Hanno anche pompato un valore ditrilioni di dollari di denaro fresco dentro il sistema finanziario.Ciononostante, tali politiche hanno solo alimentato un dannoso ciclodi boom e crisi, annullando gli incentivi e distorcendo i prezzidegli assets, e ora la crescita economica ristagna mentre ladiseguaglianzaaumenta.E’ giunto il tempo, quindi, per i responsabili politici americani,così come le loro controparti in altri paesi sviluppati, di prenderein considerazione una qualche versione dei lanci di denarodall’elicottero di Friedman. A breve termine, questi trasferimentidi contante potrebbero far ripartire di scatto l’economia. Sullungo periodo, potrebbero ridurre la dipendenza dal sistema bancarioper la crescita e invertire il trend della disuguaglianza. Itrasferimenti non provocherebbero dannosa inflazione, e pochi mettonoin dubbio che funzionerebbero. L’unica domanda è perché nessungoverno li abbia provati.Invecedi trascinare verso il basso la parte alta, i governi dovrebberospingere verso l’alto la parte inferiore.

DENAROFACILE 
Inteoria, i governi possono incrementare la spesa in due modi:attraverso politiche fiscali (abbassando le tasse o aumentando laspesa del governo) o attraverso politiche monetarie (riducendo itassi d’interesse o aumentando l’offerta di denaro). Ma negliultimi decenni, i governi si sono affidati quasi esclusivamente allaseconda opzione. Il cambio è avvenuto per svariate ragioni.Soprattutto negli Stati Uniti, le divisioni sulla politica fiscalesono cresciute troppo per poter essere ricucite, in quanto destra esinistra hanno dato inizio a dure lotte per scegliere tral’incremento della spesa del governo o il taglio delle tasse.Generalmente, sgravi fiscali e incentivi di stimolo tendono ad averepiù grossi ostacoli politici che i cambiamenti di politicamonetaria. Presidenti e primi ministri hanno bisognodell’approvazione delle loro assemblee legislative per passare unbudget; ciò richiede tempo, e le agevolazioni fiscali e gliinvestimenti pubblici spesso beneficiano potentati privati piuttostoche l’economia nel suo insieme. Molte banche centrali, alcontrario, sono politicamente indipendenti e possono tagliare i tassid’interesse con un unica teleconferenza. Inoltre, semplicemente nonc’è un reale consenso sul come usare le tasse o la spesa perstimolare in maniera efficiente l’economia.Lacrescita continua dagli ultimi anni ’80 ai primi anni di questosecolo sembravano giustificare questa enfasi sulla politicamonetaria. L’approccio presentava gravi inconvenienti, tuttavia. Adifferenza della politica fiscale, che agisce direttamente sullaspesa, la politica monetaria opera in maniera indiretta. I bassitassi d’interesse riducono i costi dei prestiti e portano sù icosti di azioni, obbligazioni e delle case. Ma stimolare in questomodo l’economia è caro e non efficiente, e può creare pericolosebolle - per esempio nel mercato immobiliare - e incoraggiareaziende e famiglie ad avventurarsi in pericolosi indebitamenti.Ciòè precisamente cosa accadde durante la presidenza della Fed di AlanGreenspan dal 1997 al 2006: Washington fece troppo affidamento sullapolitica monetaria per incrementare la spesa. I commentatori spessobiasimano Greenspan di aver preparato il terreno per la crisifinanziaria del 2008, tenendo gli interessi troppo bassi nei primianni di questo secolo. Ma l’impostazione di Greenspan era solo unareazione alla mancanza di volontà del Congresso di usare i propristrumenti fiscali. Inoltre, Greenspan era in completa buona fede nelsuo agire. Nella testimonianza al Congresso nel 2002, spiegò come lapolitica della Fed influenzasse l’americano medio: "Particolarmenteimportanti nel sostenere la spesa sono i tassi molto bassi diinteresse sui mutui, che incoraggiano le famiglie ad acquistare case,rifinanziare il debito e abbassare gli oneri del servizio del debito,ed estrarre valore dalle case per finanziare la spesa. I tassid’interesse fissi rimangono ad un livello storicamente basso edovrebbe quindi alimentare una richiesta abbastanza forte diabitazioni e, per mezzo dell’estrazione di valore, sostenere anchela spesa dei consumatori".Naturalmente, il modello diGreenspan si schiantò e si bruciò in maniera spettacolare quando ilmercato immobiliare delle case implose nel 2008. Ancora niente è inrealtà cambiato da allora. Gli Stati Uniti hanno a malapena rimessoinsieme il loro sistema finanziario e riesumato le stesse politicheche crearono 30 anni di bolle finanziarie. Considerate ciò cheBernanke, che venne fuori dall’accademia per servire comesuccessore di Greenspan, fece con la sua politica di "quantitativeeasing" , col quale la Fed incrementò la disponibilità di denaroacquistando miliardi di dollari di titoli garantiti da ipoteca etitoli di Stato. Bernake puntò ad incrementare i prezzi di azioni eobbligazioni nello stesso modo con cui Greenspan aveva tirato su iprezzi delle case. I loro obiettivi erano sostanzialmente gli stessi:incrementare la spesa al consumo.Gli effetti complessivi dellepolitiche di Bernanke sono stati simili a quelli di Greenspan. I piùalti prezzi degli assets hanno incoraggiato una modesta ripresa dellaspesa, ma con gravi rischi per il sistema finanziario e ad un enormecosto per i contribuenti. Ciò nonostante altri governi hannocontinuato a seguire il cammino di Bernanke. La Banca Centrale delGiappone, per esempio, ha tentato di usare la propria politica diquantitative easing per sollevare il mercato azionario. Sino ad ora,comunque, gli sforzi di Tokyo non sono riusciti a contrastare ilsottoconsumo cronico del Paese. Nell’eurozona, la Banca CentraleEuropea ha tentato di incrementare gli incentivi di spesa rendendonegativi i tassi d’interesse, addebitando lo 0,1 per cento allebanche commerciali per il deposito di contante. Ma non si nota chequesta politica abbia incrementato la spesa.La Cina sta giàlottando per far fronte alle conseguenze di politiche simili,adottate sulla scia della crisi finanziaria del 2008. Per tenere agalla l’economia nazionale, Pechino tagliò decisamente i tassid’interesse e diede alle banche il permesso di rilasciare un numerosenza precedenti di prestiti. Il risultato è stato un drammaticoincremento nei prezzi dei beni e sostanziale nuovo indebitamento daparte di individui e società finanziarie, che portò a unapericolosa instabilità. I responsabili politici cinesi stanno oratentando di sostenere la spesa complessiva riducendo il debito erendendo i prezzi più stabili. Allo stesso modo di altri governi, aPechino mancano le idee sul da farsi. Non vuole continuare adallentare la politica monetaria. Ma non ha ancora trovato un’altrastrada per andare avanti.La più ampia economia globale puòessere già entrata, nel frattempo, in una bolla obbligazionaria epotrebbe presto assistere ad una bolla azionaria. Il mercatoimmobiliare delle case nel mondo, da Tel Aviv a Toronto, èsurriscaldato. Nel settore privato, molti non vogliono contrarrenuovi prestiti; pensano che il loro livello di debiti sia già troppoalto. Queste sono notizie estremamente negative per i banchiericentrali: quando famiglie e investitori rifiutano di aumentarerapidamente i prestiti, la politica monetaria non può fare molto perincrementare la loro spesa. Negli ultimi 15 anni le maggiori banchecentrali del mondo hanno ampliato i loro bilanci di circa 6 trilioni,principalmente attraverso quantitative easing e altre così chiamateoperazioni di liquidità. Ciò nonostante, nella gran parte del mondosviluppato, l’inflazione si è appena mossa.In qualchemisura, l’inflazione bassa riflette una intensa competitività inuna economia sempre più globalizzata. Ma succede anche quando lapopolazione e gli investitori esitano troppo a spendere il lorodenaro, il che tiene alta la disoccupazione e bassa la crescita deisalari. Nell’eurozona l’inflazione è pericolosamente scesavicino allo zero. E alcuni paesi come Portogallo e Spagna, potrebberogià trovarsi in deflazione. Nella migliore delle ipotesi, lepolitiche attuali non stanno funzionando; nella peggiore, conducono acrescente instabilità e stagnazione prolungata. 

FAICHE PIOVA
 I Governi devono far meglio. Piuttosto che tentare distimolare la spesa del settore privato attraverso l’acquisto diassets o cambi nei tassi d’interesse, le banche centrali, come laFed, dovrebbero consegnare direttamente il contante ai consumatori.Praticamente, questa politica potrebbe dare alle banche centrali lapossibilità di consegnare alle famiglie dei contribuenti dei loropaesi un certo ammontare di denaro. Il governo potrebbe equamentedistribuire contante a tutti i nuclei familiari o, ancora meglio,destinarlo all’ottanta per cento inferiore delle famiglie intermini di reddito. Puntare a coloro che guadagnano meno avrebbe duebenefici principali. Da un lato, le famiglie a più basso redditosono più soggette a consumare, tanto da incrementare maggiormente laspesa. Da un altro, la scelta politica porrebbe un freno allacrescente disuguaglianza.Un tale approccio rappresenterebbe unasignificativa innovazione nella politica monetaria dall’istituzionedella banca centrale, senza essere comunque un radicale abbandonodello status quo. La maggior parte dei cittadini già confidanonell’abilità delle loro banche centrali di manipolare i tassid’interesse. E i cambi dei tassi sono tanto ridistributivi come itrasferimenti di contante. Quando i tassi d’interesse calano, peresempio, coloro che prendono in prestito a tasso variabile terminanobeneficiandone, mentre coloro che risparmiano - e quindi dipendonopiù dal reddito da interessi - perdono.La maggior partedegli economisti concordano che trasferimenti di contante dalla bancacentrale stimolerebbe la domanda. Ma i responsabili politici tuttaviacontinuano a resistere all’idea. In un discorso del 2012, MervynKing, il governatore della Banca d’Inghilterra, dichiarò che itrasferimenti tecnicamente equivalgono a una politica fiscale, checade al di fuori dell’ambito del banchiere centrale, una opinione acui ha fatto eco nel passato Marzo la sua controparte giapponese,Haruhiko Kuroda. Tali argomenti, comunque, sono puramente semantici.Distinzioni tra politiche monetarie e fiscali sono una funzione che igoverni chiedono alle loro banche centrali di svolgere. In altreparole, i trasferimenti di contante diventerebbero uno strumento dipolitica monetaria non appena le banche iniziassero ad usarli.Altricritici ammoniscono che questi lanci dall’elicottero potrebberocausare inflazione. I trasferimenti, comunque, sarebbero unostrumento flessibile. I banchieri centrali potrebbero lanciarliquando ritengono più opportuno e aumentare i tassi d’interesse percompensare effetti inflazionari, quantunque non ci dovrebbe esserebisogno: in anni recenti i bassi tassi d’interesse si sonodimostrati notevolmente resilienti, persino dopo ripetutiquantitative easing. Tre trends spiegano perché. Primo,l’innovazione tecnologica ha portato giù i prezzi al consumo e laglobalizzazione ha impedito l’aumento negli stipendi. In secondoluogo, le ricorrenti crisi (panics)finanziarie degli ultimi decenni hanno spinto molte economie di piùbassi redditi ad incrementare il risparmio - in forma di riserve divaluta - come forma di assicurazione. Ciò significa che hannospeso molto meno di quanto potrebbero, affamando le loro economie diinvestimenti in aree come infrastrutture e difesa, che avrebberofornito occupazione e fatto crescere i prezzi. Infine, in tutto ilmondo industrializzato, le aumentate aspettative di vita hanno spintoprivati cittadini a focalizzarsi sul risparmio a più lungo termine(pensa al Giappone). In conseguenza di ciò, adulti di mezza età egli anziani hanno iniziato a spendere meno su beni e servizi. Questeradici strutturali della bassa inflazione odierna continueranno arinforzarsi nei prossimi anni, come la competizione globale siintensifica, persistono i timori di crisi finanziarie, e lapopolazione in Europa e negli Stati Uniti continua ad invecchiare. Senon altro, i responsabili politici dovrebbero preoccuparsi di piùdella deflazione, che sta già creando problemi nell’eurozona.Nonc’è necessità, quindi, che le banche centrali abbandonino la lorotradizionale attenzione a mantenere alta la domanda e il controllodell’inflazione. I trasferimenti di contante offrono piùopportunità di raggiungere quegli obiettivi di quanto lo facciano icambi dei tassi d’interesse e i quantitative easing, ad un costomolto inferiore. Dal momento che sono più efficienti, i lancidall’elicottero richiederebbero alle banche meno stampa di denaro.Depositando i fondi direttamente in milioni di conti correnti -stimolando immediatamente la spesa - i banchieri centrali nonavrebbero necessità di quantità di denaro equivalente al 20 percento del Prodotto Interno Lordo.L’impatto complessivo deitrasferimenti dipenderebbe dal cosiddetto moltiplicatore fiscale, chemisura di quanto il Pil crescerebbe per ogni 100 dollari trasferiti.Negli Stati Uniti, gli sgravi fiscali previsti dal Economic StimulusAct del 2008, che ammontava più o meno all’uno per cento delProdotto Interno Lordo (GPD), può fungere da utile guida: si stimache abbiano un moltiplicatore di circa 1.3. Ciò significa che unainiezione di contante equivalente al due per cento del Pil,accrescerebbe probabilmente l’economia di un 2.6 per cento.Trasferimenti di quella portata - meno del cinque per cento del Pil- sarebbero probabilmente sufficienti a generare una crescitaeconomica.Usando i trasferimenti di contante, le banchecentrali potrebbero incrementare la spesa senza correre il rischio ditenere i tassi d’interesse bassi. Ma i trasferimentiindirizzerebbero solo in maniera marginale la disuguaglianza delreddito, un’altra grave minaccia per la crescita economica nellungo termine. Negli ultimi tre decenni, i salari del 40 per centoinferiore dei percettori nei paesi industrializzati non sonocresciuti, mentre i percettori al top hanno visto incrementarevertiginosamente i loro redditi. La Banca d’Inghilterra ritiene cheil cinque per cento più ricco delle famiglie britanniche possiedaora il 40 per cento della ricchezza totale del Regno Unito - unfenomeno adesso comune nel mondo industrializzato.Per ridurreil divario tra ricchi e poveri, l’economista francese ThomasPiketty e altri hanno proposto una tassa globale sulla ricchezza. Mauna tale politica non sarebbe efficiente. Per il semplice motivo chei ricchi userebbero probabilmente la loro influenza politica e lerisorse finanziarie per opporsi alla tassa ed evitare di pagarla.Circa 29 trilioni di assets offshore riposano al di fuori dellaportata dei ministeri del tesoro statali, e la nuova tassaaumenterebbe quella quantità. In aggiunta, la maggior parte dellepersone che dovrebbero pagare - il dieci per cento più alto dipercettori - non sono tanto ricchi. Di solito, la maggior partedelle famiglie nel segmento di più alto reddito sono della classemedio-alta, non super-ricchi. Caricare ulteriormente questo grupposociale avrebbe alti costi politici e, come i recenti problemi dibudget della Francia dimostrano, renderebbe scarsi beneficifinanziari. In conclusione, le tasse sul capitale scoraggerebbeinvestimenti privati e innovazione.Ci sarebbe un’altrastrada: invece di tentare di portare giù il vertice, i governipotrebbero portar sùla parte inferiore. Le banche centrali potrebbero emettere debito eutilizzare il ricavato investendolo in un indice azionario globale,un pacchetto di investimenti differenziati con un valore che sale escende con il mercato, che potrebbero tenere in fondi sovrani. LaBanca d’Inghilterra, la Banca Centrale Europea, e la FederalReserve già posseggono beni patrimoniali in eccesso del 20 per centodel Prodotto Interno Lordo dei loro paesi, perciò non c’è motivoper cui non possano investire quegli assets in azioni globali abeneficio dei loro cittadini. Dopo circa 15 anni, i fondi potrebberodistribuire le loro partecipazioni azionarie all’ottanta per centoinferiore per reddito dei contribuenti. I pagamenti si potrebberoeffettuare su conti correnti individuali non tassabili, e il governopotrebbe porre piccoli vincoli su come il capitale potrebbe essereusato.Per esempio, ai beneficiari si potrebbe richiedere dimantenere i fondi come risparmi o finanziare la loro educazione,saldare debiti, iniziare un business, o investire in una casa. Talirestrizioni spingerebbe i riceventi a pensare ai trasferimenti didenaro come un investimento per il futuro, piuttosto che a unavincita alla lotteria. L’obiettivo, per di più, sarebbe quello diincrementare la ricchezza nella parte bassa della distribuzione delreddito sul lungo periodo, che contribuirebbe molto a diminuirel’ineguaglianza.La cosa migliore è che il sistema siauto-finanzierebbe. La maggior parte dei governi possono ora emetteretitoli di debito a un tasso di interesse reale vicino allo zero. Seaccumulassero capitale in quel modo o liquidassero i beni cheattualmente possiedono, potrebbero godere di un rendimento reale delcinque per cento - una stima prudente, dati i rendimenti storici ele valutazioni correnti. Grazie agli effetti dell’interessecomposto, i profitti da questi fondi potrebbero ammontare circa a un100 per cento di plusvalenza dopo appena 15 anni. Ammettiamo che ungoverno emetta titoli di debito equivalente al 20 per cento del Pilad un interesse reale uguale a zero, e quindi investa il capitale inun indice azionario globale. Dopo 15 anni potrebbe ripagare il debitogenerato e anche trasferire il capitale in eccesso alle famiglie.Questo non è alchimia. E’ una politica che metterebbe ilcosiddetto premio per il rischio azionario - il rendimento ineccesso che gli investitori ricevono in cambio per mettere a rischioil loro capitale - a lavorare per tutti.

PIU’DENARO, MENO PROBLEMI
 Per come stanno attualmente le cose, lepolitiche monetarie prevalenti sono andate avanti quasi completamentesenza essere contrastate, se si eccettuano le proposte di economistikeynesiani come Lawrence Summers e Paul Krugman, che hannosollecitato per spese finanziate dal governo per infrastrutture ericerca. Tali investimenti, secondo il ragionamento, creerebberoposti di lavoro facendo gli Stati Uniti più competitivi. Ed orasembra il momento più propizio per mettere insieme fondi per pagaretali lavori: i governi possono prendere in prestito per dieci anni atassi reali di interessi vicini allo zero.Il problema di questiobiettivi è che la spesa in infrastrutture ci impiega troppo tempoper riavviare una economia in difficoltà. Nel Regno Unito, peresempio, i responsabili politici ci hanno impiegato dieci anni perarrivare a un accordo per costruire un progetto di ferrovia ad altavelocità noto come HS2 e un tempo altrettanto lungo per mettersid’accordo su un progetto di aggiungere una terza pistaall’aeroporto di Heathrow a Londra. Tali grandi investimenti alungo termine sono necessari. Ma non dovrebbero essere fatti confretta. Chiedete appunto agli abitanti di Berlino del nuovo, nonnecessario aeroporto che il governo tedesco sta costruendo per oltre5 miliardi di dollari, attualmente con cinque anni di ritardo suiprogrammi. I governi continuano quindi ad investire in infrastrutturee ricerca, ma quando si trovano ad affrontare una domandainsufficiente, dovrebbero affrontare il problema della spesavelocemente e in modo diretto.Se il trasferimento di contanterappresenta qualcosa di tanto sicuro, perché nessuno lo ha provato?La risposta, in parte, si riduce ad un avvenimento nella storia: lebanche centrali non sono state progettate per gestire la spesa. Leprime banche centrali, molte delle quali sono state fondate alla finedel diciannovesimo secolo, furono progettate per portare avanti pochefunzioni basiche: emettere valuta, approvvigionare di liquidità ilmercato dei titoli di Stato e mitigare il panico bancario (lecrisi del sistema, N.d.T.).Erano soprattutto impegnate nelle cosiddette operazioni a mercatoaperto - essenzialmente, l’acquisto e la vendita dei titoli diStato - che procuravano liquidità alle banche e determinavano iltasso di interesse nei mercati monetari. Il quantitative easing,l’ultima variante della funzione di acquisto di titoli, si dimostròcapace di stabilizzare i mercati monetari nel 2009, ma ad un costotroppo elevato, considerando la piccola crescita raggiunta.Unsecondo fattore che spiega il persistere della vecchia maniera difare business coinvolge il bilancio delle banche centrali. Lacontabilizzazione convenzionale tratta il denaro - banconote eriserve - come un passivo. Così se una di queste banche dovesseemettere trasferimenti di contante in eccesso rispetto al suo attivo,potrebbe tecnicamente avere un patrimonio netto negativo. Ma non hasenso preoccuparsi della solvenza delle banche centrali: dopo tutto,possono stampare altro denaro.Le più forti fonti di resistenzaai trasferimenti di contante sono politiche e ideologiche. NegliStati Uniti, per esempio, la Fed è estremamente contraria acambiamenti legislativi riguardanti la politica monetaria per timoredi azioni del Congressotese a limitare la propria libertà d’azione in una futura crisi(come ad esempio impedendogli di salvare banche straniere). Inoltre,molti americani conservatori ritengono i trasferimenti di cash essereelemosine socialiste. In Europa, nella quale uno potrebbe credere ditrovare suolo più fertile per tali trasferimenti, la paura tedescadell’inflazione che condusse la Banca Centrale Europea ad alzare itassi nel 2011, nel mezzo della più grande recessione dagli anni’30, suggerisce che una resistenza ideologica si possa trovareanche là.Coloro ai quali non piace l’idea di premi indenaro, comunque, dovrebbero immaginare quelle povere famigliericevere una imprevista eredità o sgravio fiscale. Una eredità èun trasferimento di ricchezza non guadagnato dal destinatario, etempistica e quantità sfuggono al controllo del beneficiario.Sebbene il regalo possa venire da un membro della famiglia, intermini finanziari, è uguale a un trasferimento di denaro direttodal governo. Le persone povere, naturalmente, raramente hanno parentiricchi e così, raramente ricevono eredità - ma secondo il pianoqui proposto, la riceverebbero, ogni volta che il loro Paese fosse arischio di entrare in recessione.A meno che uno non sottoscrivache le recessioni siano terapeutiche o meritate, non c’è nessunmotivo per il quale il governo non debba tentare di porre loro finese ne ha la possibilità, e i trasferimenti di denaro contante sonoun metodo unicamente efficace di farlo. Per un motivo,incrementerebbero immediatamente la spesa, e le banche centralipotrebbero attivarli istantaneamente, a differenza della spesa ininfrastrutture o di cambiamenti nelle disposizioni fiscali, chesolitamente richiedono leggi. E in contrasto con tagli ai tassi diinteresse, i trasferimenti di denaro contante influenzerebbe ladomanda direttamente, senza gli effetti indesiderati di condizionarei mercati finanziari e i prezzi dei beni. Aiuterebbero pure acorreggere l’ineguaglianza - senza spellare i ricchi.Aparte l’ideologia, le maggiori barriere all’implementazione diquesta politica sono sormontabili. Il tempo è giunto per questo tipodi innovazioni. Le banche centrali stanno ora tentando di guidare leeconomie del ventunesimo secolo con set di strumenti politiciinventati oltre un secolo fa. Facendo troppo affidamento su queisistemi, hanno terminato coll’abbracciare politiche con perverseconseguenze e povere ricompense finali. Tutto ciò che serve percambiare rotta è coraggio, cervello, e una leadership per tentarequalcosa di nuovo.


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