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29/07/2019, 01:11

MONETA, USURA



-IL-TESORO-D’UNA-NAZIONE-È-LA-SUA-ONESTÀ


 Il Paese dell’Utopia sognato da Ezra Pound. Pochi accorgimenti onesti per riportare la serenità rubata dall’attività criminale degli usurai della Finanza.



In questo brano tratto da Oro e Lavoro, Ezra Pound si catapulta con la fantasia in un paese immaginario nel quale ritrova quelle caratteristiche che, a suo parere, contribuiscono a renderlo placido e felice. Quegli accorgimenti sono delle leggi oneste, un sano sistema d’istruzione, l’unica tassa dell’uno per cento mensile sulla moneta (secondo la teoria di Silvio Gesell) per rendere fluida la circolazione e sfuggire alla morsa degli usurai della Borsa Valori e alle guerre da loro provocate. 

Eliminata per legge la criminale attività della Finanza, ne deriva che per vivere dignitosamente non ci sarebbe necessità di lavorare più di cinque ore al giorno, assieme ad altre piacevoli conseguenze. Per ultimo, ricorda l’importanza di eliminare il negativo condizionamento dei quotidiani e dei libri di  professori ed esperti  prezzolati, meravigliandosi del cambiamento che poche piccole modifiche riescono a causare, riportando la serenità tra la popolazione.  


 Alla memoria di Aurelio Baisi


 LA MODA DELL’UTOPIA 


Il dieci Settembre scorso passai lungo la Via Salarla oltre Fara Sabina edopo un certo tempo entrai nella repubblica dell’Utopia, un paese placidogiacente fuori della geografia presente. Trovando gli abitanti piuttostoallegri, io domandai la causa della loro serenità e mi fu risposto che essa eradovuta alle loro leggi e al sistema d’istruzione ricevuta fin dai primi anni discuola.

 Dicono (e in questo sono d’accordo con Aristotele e altri saggidell’antichità orientali e occidentali) che le nostre conoscenze generaliderivano dalle conoscenze particolari, e che il pensiero s’impernia sulledefinizioni delle parole. 

Per insegnare ai piccoli ad osservare i particolari si fa una specie digiuoco, tenendo nella mano chiusa un numero di piccoli oggetti, come p. e.tre chicchi di orzo, un soldino, un bottoncino azzurro, un grano di caffèovvero un chicco d’orzo, tre bottoni diversi ecc. poi si apre la mano unistante, e rinchiudendola subito, si domanda al bambino cosa abbia veduto.Poi per i ragazzi si fanno cose più complicate, e finalmente ognuno sa comevengono fatte le proprie scarpe o il cappello. E mi fu detto che, definendo leparole, questa gente è arrivata a definire, la loro terminologia economica,col risultato che diverse iniquità della borsa e della finanza sono scomparsedal paese perché nessuno ci si lascia più abbindolare.

 E attribuiscono la loro prosperità ad un semplice modo di raccogliere letasse o, meglio, la loro unica tassa, che cade sulla moneta stessa.Perché suogni biglietto del valore di cento, sono costretti ad affiggere una marca delvalore di uno, il primo giorno d’ogni mese. E il governo, pagando le suespese con moneta nuova, non ha mai bisogno di imporre imposte, e nessunopuò tesorizzare questa moneta perché dopo cento mesi essa non avrebbealcun valore. E così è risolto il problema della circolazione. E così lamoneta, non godendo poteri di durabilità maggiori di quelli posseduti dagenere come le patate, le messi e i tessuti, il popolo è arrivato a giudicare ivalori della vita in modo più sano. Non adora la moneta come un dio, e nonlecca le scarpe dei panciuti della borsa e dei sifilitici del mercato. E,naturalmente, non sono minacciati d’inflazione monetaria, e non sonocostretti a fare delle guerre a piacer degli usurai. Di fatto questa professione,o attività criminale, è estinta nel paese dell’Utopia, dove nessuno ha obbligodi lavorare più di cinque ore al giorno, perché molte attività burocratichesono eliminate dal sistema di vita. Il commercio ha poche restrizioni.Scambiano i loro tessuti di lana e di seta contro arachidi e caffè dalla loroAfrica, e i loro bovini sono così numerosi che il problema dei concimi si risolve quasi da sé. Ma hanno una legge molto severa che esclude ognisurrogato da tutta la loro repubblica.

 Il popolo s’educa quasi ridendo, e senza professori superflui. Dicono cheè impossibile eliminare libri idioti, ma che ne è facile distribuire l’antidoto, equesto fanno con un regolamento molto semplice. Ogni libraio è costretto atenere in vendita i libri migliori; ed alcuni di valore eccelso, egli deve tenerliesposti in vetrina per qualche mese dell’anno. E così potendo conoscere ilibri migliori, poco a poco le porcherie della «nouvelle revue française» equelle selezionate dal «London Times» sono sparite dalle tavole dellesignorine (maschi e femmine) più sciocche.

 Stimano la perizia nelle opere agricole come nella mia gioventù io stimaila perizia del tennis o del calcio. Di fatto fanno la gara dell’aratro, per saperchi può fare il solco con maggior precisione. Per questo mi sentii troppovecchio, ricordando un giovane amico, preso anch’egli da questa passionearcaica, che mi scrisse del suo primo iugero: «pareva come se un maialefosse passato sradicando».

 Dopo aver ricevuto la spiegazione tanto semplice della felicità di questopopolo, io m’addormentai sotto le stelle sabine, meditando sugli effettistupendi di queste modificazione, in apparenza così piccine, emeravigliandomi della distanza trascorsa fra il mondo del novecento equello della serenità.

 Sopra il portone del loro Campidoglio si legge: 


IL TESORO D’UNA NAZIONE È LA SUA ONESTÀ. 



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