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28/08/2019, 01:55



Ritengo-quindi-che-il-nostro-massimo-dovere-sia-quello-di-far-conoscere-a-tutti-che-gli-uomini-sono-fratelli-per-legge-naturale-e-che,-finché-non-accetteranno-questa-legge,-non-vi-potrà-mai-essere-pace-né-benessere-su-questo-pianeta.


 SOCIETA’ TEOSOFICA ITALIANA



Sono in viaggio per qualche giorno. Ripropongo quindi, per coloro che non lo conoscono, questo splendido intervento del 24 Aprile 1967 di Filiberto Zarattini ad una Conferenza della Società Teosofica Italiana. 
La Teosofia, sapienza divina, come percorso spirituale verso la consapevolezza del Sé interiore.
 Domani la seconda parte. 
 

La Fratellanza Universale è una legge cosmica

Di Filiberto Zarattini

 Tutte le cosmogonie e le religioni postulano, all’inizio della manifestazione, una Causa unica la cui dinamica è soggetta ad un complesso di fatti meccanici che obbediscono tutti alla stessa legge e che, attraverso una lunghissima serie di trasformazioni, sono destinati a sfociare in un’unica meta.
Tale affermazione può sembrare azzardata per chi si sofferma ad osservare solamente il fenomeno ma, focalizzando l’attenzione sul numero, non è difficile scoprire che la vita che opera dietro alle forme è, negli strati più profondi, unitaria.

Se questa consapevolezza non è presente all’inizio, diventa invece sempre più chiara durante il processo evolutivo, motivo per cui l’unità, e perciò la fratellanza universale, ne emerge come una legge cosmica, che fa di tutto l’universo un unico essere vivente che sta vivendo momenti diversi della sua complessa esistenza, non solo nelle singole galassie e sistemi solari, ma anche in ogni singola forma di ogni pianeta in cui è presente la vita.

E proprio la conoscenza e l’intuizione di questa legge dovrebbe fare di noi, aspiranti teosofi, i più convinti assertori della fratellanza universale ed impegnarci a fondo affinché tale verità emerga nella coscienza di ogni essere umano e faccia di tutti gli abitanti della terra un’unica famiglia.

Se di ciò si è pienamente consapevoli sui piani spirituali, ben pochi ne sono convinti sul piano materiale, e sono proprio questi che costituiscono, in seno all’umanità, il nucleo della fratellanza universale e si adoperano affinché tale verità illumini la coscienza di tutti.

Anche se tale nucleo è composto da persone tra di loro sconosciute, tuttavia funziona come centro di coscienza unico quale riflesso, sul piano umano, di quel centro universale interno su cui gravita tutta la manifestazione.

Siccome il nucleo di un qualsiasi organismo mirante alla realizzazione di valori universali deve incorporare l’assoluto di tutti i valori che tende ad esprimere, così quello della fratellanza universale non può essere che l’espressione di tali valori, anche se fisicamente i suoi componenti si trovano distribuiti nello spazio e nel tempo.

Nella manifestazione, dall’atomo all’universo intero, tutto gravita intorno ad un nucleo centrale che dirige i singoli organismi, sia macro sia microscopici, secondo leggi ben precise, miranti a creare e a conservare un’armonia tendente a realizzare un ordine ove prima esisteva il caos. Questo perché soltanto nell’ordine e nell’armonia l’Assoluto può esprimere i propri valori e attributi, essendo esso l’ordine e l’armonia assoluti. Perciò non è nell’infinitamente grande e nell’infinitamente piccolo che l’Assoluto può esprimere il massimo delle proprie peculiarità, ma nella perfetta armonia, che la vita tende a realizzare in tutte le forme che la esprimono, per mezzo dell’evoluzione.

Il perenne succedersi di micro e macroforme sta ad indicare che tale perfezione non è stata ancora raggiunta.

Anche se le forme sono praticamente infinite ed ogni forma è conservata dal proprio nucleo, tuttavia non esiste un numero infinito di nuclei, ma un unico nucleo, di cui ognuno di essi non è che l’espressione provvisoria operante su piani e scale diversi.

Come in alto così in basso, insegna il Trimegisto; parafrasando questo aforisma possiamo dire "come nel macro, così nel microcosmo", che per noi non può essere meglio rappresentato che dall’uomo stesso.

L’uomo è un’unità attorno ad un nucleo centrale, l’Ego, che lo regola in tutte le sue operazioni, anche se la sua coscienza ne è consapevole solo in minima parte.

Infatti noi ignoriamo completamente ciò che avviene in ogni nostra molecola, in ogni nostra cellula, in ogni nostro tessuto, in ogni organismo, anche se la risultante di tutte queste attività arriva alla coscienza dell’io come senso cenestesico di benessere o di malessere, sentendoci così vivi ed operanti in un organismo, che è il nostro corpo, come in un’unica entità.

Ciò è possibile perché tutti gli elementi operanti in qualsiasi organismo tendono ad un unico fine, renderlo cioè partecipe della vita in misura sempre maggiore.

Però la vita in esso rappresentata è tanto più piena quanto più ognuno di essi riesce ad esprimere il massimo della propria potenzialità, in armonia con la manifestazione degli altri elementi.

Perciò quell’essere umano il cui organismo psicofisico fosse composto da elementi esprimenti il massimo della loro potenzialità ed in perfetta armonia tra loro potrebbe esprimere, su tutti i piani di manifestazione, i massimi valori dell’esistenza.

La vita è unitaria in tutte le sue manifestazioni e ripete le stesse leggi e gli stessi schemi in tutte le forme da essa create, con una dinamica che varia secondo il piano in cui essa opera.

Infatti, possiamo osservare come in natura il centro di ogni forma sia subordinato a quello che lo sovrasta immediatamente, cosicché l’attività di ogni atomo viene regolata secondo i superiori interessi della molecola, quella della molecola da quelli della cellula, quella della cellula da quelli del tessuto, quella del tessuto da quelli dell’organo da esso costituito, quella dell’organo da quelli dell’organismo cui esso appartiene.

Perciò gli interessi dell’uomo devono essere subordinati a quelli dell’umanità e quelli dell’umanità terrestre a quelli dell’umanità del nostro sistema solare ecc., finché si arriva all’umanità cosmica, o uomo cosmico degli occultisti medievali, che noi non potremo neppure immaginare, se pensiamo che Giordano Bruno riteneva il cosmo intero un unico essere vivente ch’egli chiamava "l’animal santo, sacro e venerabile".

Ma, siccome noi apparteniamo all’umanità terrestre, ogni nostra azione deve essere subordinata agli interessi di questa, perché ciò fa parte delle leggi che governano la manifestazione. Quindi non dobbiamo mai stancarci di ripetere che la vita è sempre unitaria, anche se le forme in cui essa si esprime sono infinite e che ogni singolo uomo deve tendere coscientemente verso questa unità, pena la sofferenza, l’incompiutezza, il caos ecc.

L’uomo, fin dal suo primo apparire sul nostro pianeta, fu portato a realizzare inconsciamente questa unità, formando gruppi etnici sempre più numerosi fino alle moderne nazioni che tendono ad organizzarsi, tramite l’ONU, in un organismo mondiale. Se ai nostri giorni l’ONU è scarsamente operante, ciò è dovuto al fatto che esso è stato creato più dalla reciproca paura dei suoi componenti, che dal desiderio di una fraterna collaborazione, non avendo ancora scoperto la maggioranza degli uomini che essi sono tutti fratelli e che la fratellanza è un fatto naturale, non un ideale religioso o filosofico, anche se lo scopo di tutte le religioni e di tutti i sistemi filosofici dovrebbe essere quello di rendere edotti gli uomini di questa semplice verità.

Non per nulla gli ispiratori e i fondatori della Società Teosofica hanno dato la precedenza, ponendolo come primo scopo, alla creazione di un nucleo di fratellanza universale dell’umanità, senza distinzione di razza, credo, sesso, casta o colore. Se questo nucleo esiste ed è operante sui piani invisibili, è compito degli appartenenti alla Società Teosofica di crearne uno vivo ed operante che ne sia il riflesso nel mondo visibile.

Ritengo quindi che il nostro massimo dovere sia quello di far conoscere a tutti che gli uomini sono fratelli per legge naturale e che, finché non accetteranno questa legge, non vi potrà mai essere pace né benessere su questo pianeta.

Solo quando saremo riusciti a rendere consapevoli tutti i rappresentanti dei popoli di questa verità potremo affermare di avere costituito, nel nostro pianeta, non un nucleo di fratellanza universale, ma il nucleo della fratellanza universale, perché unico e perché relativo a tutto il genere umano.



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