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11/10/2019, 01:01

PERCHE' LE TASSE NON SONO DOVUTE



Non-c’è-nessuna-necessità-di-rapinare-i-cittadini-con-tasse-e-tributi-in-denaro-per-amministrare-una-comunità-di-persone.


 i debiti e i crediti tra chi deve dare e chi deve avere si compensano per completo all’interno della comunità grazie all’intermediazione di un documento contabile altrimenti chiamato denaro.



PERCHE’ LE TASSE NON SONO DOVUTE
Cap. VII


Il dogma delle tasse da pagare è senza dubbio il più difficile dascardinare perché profondamente radicato nella coscienzacollettiva. Anche persone di cultura superiore che hanno pienaconsapevolezza dei Poteri dominanti dietro le illusioni democratichee del determinante condizionamento esercitato dallo strumentomonetario, hanno difficoltà ad accettare la sconcertante verità chele tasse non sono dovute. É troppo destabilizzante per poter essereassimilata e accettata senza comprensibili resistenze. Lo statussociale imposto verrebbe completamente stravolto, e lacomprensione dell’inganno farebbe scoppiare una rivoluzionespontanea. 
Il lettore giunto a questo punto del libro, una volta metabolizzato ilconcetto che la moneta legale a  corso forzoso  non coperta dariserva aurea è solamente un documento contabile di cui si fa unuso distorto a vantaggio di interessi privati, ha già acquisito tutte lenozioni necessarie a comprendere perché le tasse non sono dovute. 
Scusandoci per la ripetizione di concetti già esposti (repetitajuvant), non ci rimane che procedere sinteticamente versol’inevitabile conclusione che non c’è nessuna necessità di rapinare icittadini con tasse e tributi in denaro per amministrare unacomunità di persone. 
Per avere una visione chiara dell’inganno del prelievo fiscale,evitiamo di farci impantanare in dettagli insignificanti e fuorviantida malintenzionati con le peggiori intenzioni. Stiamo parlandodell’organizzazione sociale di una comunità locale, nazionale ointernazionale. All’origine di ogni progetto ci deve essere un pianoformativo ideale dal quale poi far discendere quelle che saranno leapplicazioni pratiche che permettano di realizzarlo. Il problema quida risolvere è quello di dotare la comunità di un mezzo di scambioche permetta lo sviluppo armonico di una onesta economia checonsenta la produzione, distribuzione e consumo delle merciprodotte. 


Tra le necessità primarie di una comunità c’è indubbiamente quelladi dotarsi delle infrastrutture indispensabili alla vita sociale: strade,scuole, ospedali e tutta quella serie di edifici pubblici e servizi atti afacilitarci la vita. 


L’autosufficienza è la premessa indispensabile della libertà: unpopolo autosufficiente è un popolo libero. Pertanto, per evitarepericolose dipendenze da terzi, ogni problema incontrato nelcammino deve essere possibilmente risolto all’interno dellacomunità locale o nazionale e, solo ove impossibile, ricorrere aquella internazionale. 
Come abbiamo visto con l’esempio della costruzione di unainfrastruttura come il ponte (Cap. V, Costruiamo un ponte), i lavoratori eseguono l’opera e laclasse politica contabile li retribuisce con il  certificato del lavorosvolto  spendibile all’interno della comunità in virtù dellaconvenzione precedentemente siglata. In questo modo i debiti e icrediti tra chi deve dare e chi deve avere si compensano percompleto all’interno della comunità grazie all’intermediazione di undocumento contabile altrimenti chiamato denaro. Questoriconoscimento di un debito che il debitore consegna al creditore,nelle cui mani si trasforma in  titolo di richiesta di beni reali eservizi, può e deve essere creato a costo zero dalla classe dirigenteeletta, con l’impiego di carta e penna o digitando input in uncomputer. Senza necessità alcuna di aiuti esterni da parte dichicchessia. 
Ora, se con le suddette modalità si costruiscono tutte leinfrastrutture necessarie e si retribuiscono tutti i dipendenti pubbliciindispensabili a portare avanti l’ordinaria amministrazione dellacomunità, non si vede la necessità di chiedere un contributo anche in denaro ai suoi membri, dopo che questi hanno già contribuitocon il proprio lavoro. 
Credo che ci sia ben poco da controbattere, se non da parte dicoloro che vogliono di proposito porre degli ostacoli alla nostraautosufficienza e alla libertà che ne consegue. 



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