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PAOLO MALEDDU
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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


15/03/2018, 20:45



LA-GRANDE-TRUFFA---MARCO-POLO-:--LA-CARTAMONETA-DEL-GRAN-KAN


 Marco Polo ci racconta nel suo "Il Milione" che già nel 13° secolo in Cina circolasse una moneta di carta emessa dal Gran Kan Kublai a corso forzoso, senza riserva aurea e senza creare debito.



Già alla fine del 1200 Marco Polo svelava incredulo dell’esistenza di una moneta di carta a corso forzoso emessa senza alcuna riserva aurea a garanzia e senza creare debito con chicchessia.
Come è possibile che ancora oggi, sette secoli dopo, l’Umanità intera sia ancora schiava di un inganno ormai noto in ogni dettaglio ?
Come mai il 99,99 per cento della popolazione neanche percepisce l’esistenza di tale inganno ?
Quanto tempo deve ancora trascorrere prima di liberarci della sofferenza che poche famiglie ben note di banchieri privati ci infliggono quotidianamente ?

PERCHE’ SOPPORTIAMO TANTA INUTILE MISERIA SENZA RIBELLARCI AI POCHI USURAI APOLIDI CHE POSSEGGONO IL MONDO?


Marco Polo: la cartamonetadel Gran Kan 

Nelsuo "Il Milione", Marco Polo ci racconta come al suo arrivo inCina alla fine del tredicesimo secolo, al tempo dell’imperatoreKublai, il Gran Kan, circolasse una moneta di carta. 
Dopoaverci illustrato come venisse ricavata da un impasto con colla dellapellicola che si trovava tra la corteccia ed il fusto dell’alberodel gelso, ci spiega in che modo avvenisse l’emissione del valoremonetario per mezzo di foglietti di tale carta a Cambaluc, l’odiernaPechino, sede della zecca del Gran Kan:

" Ognifoglietto porta il sigillo del Gran Signore. E questa moneta è fattacon tanta autorità e solennità come se fosse d’oro e d’argento. . . E se qualcuno osasse falsificarla sarebbe punito con la morte;e questi foglietti il Gran Kan li fa fabbricare in tale numero chepotrebbe pagare con essi tutta la moneta del mondo.Fabbricatacosì la moneta, il Signore fa fare con essa ogni pagamento e la faspendere per tutte le province dove egli tiene signoria : e nessunoosa rifiutare per paura di perdere la vita. Ma è vero anche chetutte le genti e le razze di uomini, sudditi del Gran Kan, prendonovolentieri queste carte in pagamento perché a loro volta le danno inpagamento per mercanzia, come perle, pietre preziose, oro e argento.Si può così comprare tutto ciò che si vuole e pagare con la monetadi carta . . . 
Piùvolte all’anno arrivano a Cambaluc i mercanti : arrivano a gruppi eportano perle, gemme, oro, argento ed altre merci ricche come tessutid’oro e di seta; offrono la mercanzia al Gran Signore ed egli fachiamare dodici uomini esperti che hanno la direzione di queste cosee ordina loro di esaminare la merce e di pagare quello che ritengonogiusto. I dodici esaminano con molta cura e stimano secondocoscienza, e subito fanno pagare gli acquisti con i foglietti che hodetto. 
Imercanti li prendono molto volentieri perché se ne serviranno poiper altri acquisti all’interno delle terre del Gran Kan; se poidevono comprare in paesi dove non si accettano i foglietti, compranoaltra merce e la scambiano. .. . 

IlGran Signore paga sempre in foglietti. Si aggiunga che durante l’annova per la città un bando che impone a tutti quelli che hanno oro eargento e pietre preziose e perle di portarle alla zecca. I sudditiobbediscono e ricevono pagamento in carta. Portano infiniti oggettipreziosi e anche questi sono pagati in carta. In questo modo ilSignore possiede tutto l’oro, l’argento e le perle che si trovanosulle sue terre. .. . 
se qualcuno vuole acquistare oro e argento per il suo vasellame,per le sue cinture o per altre cose, va alla zecca, porta con sé ifoglietti e prende in cambio l’oro e l’argento che gli serve.
Adessovi ho raccontato il modo usato dal Gran Signore per possedere ilmaggior tesoro che un uomo abbia mai posseduto; e certo tutti iprincipi del mondo riuniti insieme non raggiungono l’immensaricchezza che il Gran Kan ha da solo."

Inqueste poche righe Marco Polo ci spiega molto semplicemente ilsegreto dell’emissione di monetalegale a corso forzoso nell’impero del Gran Kan Kublai. L’imperatorenon faceva altro che esercitare il suo potere di signoraggiosulla emissione: con l’autorità conferitagli dal suo essere Signorenei territori amministrati, dotava il suo popolo del mezzo di scambionecessario per agevolare il commercio di beni all’interno dellasocietà. 
 Battevauna moneta, sotto forma di foglietti di carta di diverse dimensioni evalore garantiti dal proprio potere e dalla forza di un esercitosempre pronto ad intervenire, che dava in pagamento per lavorieseguiti o in cambio di mercanzie da acquistare, come abbiamo visto. 
Producendoi foglietti di carta con il solo costo di fabbricazione e stampa, edandoli in cambio di merci e lavoro altrui, il Gran Kan potevaimpossessarsipraticamente a costo zero della ricchezza disponibile.
Davacarta in cambio di beni reali.
Sidotava di un potere d’acquisto praticamente illimitato. 
Siimpossessava di tutto il valore dato dalla differenza tra il prezzodelle merci "acquistate",edi costi diproduzionedei foglietti di carta.
Achi sottraeva il Gran Kan tutto questo valore? 
Alpopolo nel suo insieme, produttore di ogni bene materiale con illavoro dei suoi artigiani, contadini, allevatori, pescatori, minatorie fornitori di materia prima da trasformare in merci.
 Unonesto monarca potrebbe trattenere per sé una modesta percentuale diquel valore, un diritto di signoraggio sulla moneta come giustocompenso per il suo statusdisignore di quei territori ed autorità garante del mantenimento diordine e giustizia all’interno della società, utilizzando però lagran parte della ricchezza prodotta a vantaggio di un miglioramentodelle condizioni di vita del suo popolo.Unasana organizzazione di un moderno Stato democratico non dovrebbescostarsi da tale condotta: utilizzare la ricchezza prodotta per ilbenessere ed il progresso sociale della comunità di cittadini,assicurando giustizia, istruzione, assistenza sanitaria, pace,sicurezza interna e protezione da nemici esterni. 
Unpopolo, costituitosi in uno Stato (l’insieme di una popolazione chevive in un determinato territorio e che si fa amministrare da unGoverno rappresentativo legittimamente eletto), esercitando queldiritto/dovere chegliderivadalla propria condizione di essere sovrano all’internodelterritorionazionale,hala facoltà e la necessità di dotarsi di un sistema monetario cheagevoli l’attuazione di un sano processo economico che distribuiscaequamente all’interno della comunità le risorse disponibili.
Lamoneta nazionale è il mezzo distributivo per eccellenza, in quantopermette la giusta ricompensa del lavoro eseguito, ed ilcorrispondente proporzionale accesso alla ricchezza prodotta dallacollettività con l’acquisizione dei beni necessari a condurre unaesistenza dignitosa. 
Propriocome faceva il Gran Kan in Cina nel 1200, un moderno Statodemocratico dovrebbe battere moneta e darla in pagamento per pagareinfrastrutture e ogni lavoro svolto a beneficio dell’organizzazionesociale. A differenza del monarca cinese che si impossessava ditutta quella enorme ricchezza derivante dall’esercizio delsignoraggio, una onesta classe politica che amministrasse saggiamenteil patrimonio statale, dovrebbe spendereeridistribuiretra tutti i cittadini la ricchezza da essi stessi prodotta.
Almomento attuale, all’inizio del terzo millennio dell’era moderna,grazie alla generosità di Madre Natura che ci fornisce gratuitamentele risorse di cui abbiamo bisogno, ad un formidabile sviluppotecnologico ed alla possibilità di emettere il valore monetario acosto zero, l’intera società planetaria èpotenzialmente ricchissima, benpiù di quanto potesse esserlo il Gran Kan cinese nel 1200 del qualeMarco Polo ci racconta incredulo. 
Mala situazione economica che stiamo attraversando, come tutti noi bensappiamo, è alquanto differente. Ansia, sofferenza e disperazionediffusa per mancanza di denaro sembrano essere le note dominanti.Guerra, morte, fame, distruzione di interi Paesi e sfruttamento dipopolazioni sottomesse sono ancora all’ordine del giorno, invece diessere ricordi di un lontano passato.
Algiorno d’oggi non esiste più un Gran Kan che si impossessa delvalore monetario appena emesso a costo nullo, tenendolo per sé esottraendolo ai sudditi.Maallora, dove va a finire l’enorme ricchezza prodotta dallapopolazione mondiale? 
Chisi impossessa del valore dell’emissione monetaria che, come abbiamoappena detto, appartieneal popolo in quanto sovrano? 
Èciò che andremo a scoprire con la lettura del libro.


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LA GRANDE TRUFFA - MARCO POLO : LA CARTAMONETA DEL GRAN KAN

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