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PAOLO MALEDDU
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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


18/03/2018, 09:28



MONDART-:-UOMINI-E-TOPI.--UNA-AMARA-RIFLESSIONE-SULLA-CONDIZIONE-DI-COLONIA-AMERICANA-DEL-NOSTRO-PAESE


  Per farci riflettere sulla occupazione militare e culturale del nostro Paese da parte della Democrazia americana dominante, MONDART si affida ad un post di Gianluca Freda tratto dal suo Blogghete !




Che l’Italia sia militarmente occupata dagli "Alleati" sin dal loro arrivo nel lontano 1943, è evidente. Venuti a liberarci, non sono più andati via. Le oltre cento basi militari americane e Nato nel nostro Paese ne sono una palese conferma. Nella nostra isola di Sardegna occupano, indesiderati, bellissimi tratti costieri per esercitazioni militari della loro guerra infinita contro il resto del mondo.
L’occupazione militare è sotto gli occhi di tutti, l’occupazione culturale è, se vogliamo, ancor più evidente. Basta accendere la Tv a qualsiasi ora del giorno per godersi gli effetti speciali del cinema di Hollywood controllato dall’USIA, o gli aggiornamenti sull’interminabile guerra al terrorismo in giro per il pianeta, unicamente interrotti dalla pubblicità di Coca-Cola e simili.
La modalità soft  (ancor più violenta in quanto imposta con l’inganno subliminale) della colonizzazione culturale ne attenua la percezione. Siamo all’interno della grande fiction  mediatica, la continua Mistificazione della Narrazione.
Ad ulteriore conferma, sappiamo tutti bene che ogni Primo Ministro italiano per entrare in carica deve prima andare ad umiliarsi a Washington e in Israele. 
Leggiamo con attenzione l’amara riflessione di Gianluca Freda. 
Nei prossimi post John Kleeves (Stefano Anelli) ci farà conoscere gli aspetti meno nobili della grande Democrazia americana magnificata dai loro stessi media.



UOMINI E TOPI - GianlucaFreda (Blogghete !)

Negli anni della nostrainfanzia felice era bello rintontirci coi fumetti di Topolino. Ciperdevamo giocosi nel turbine di avventure della meditabondapantegana disneyana. Viaggiavamo con la fantasia in una dimensionerarefatta in cui la complessità delle relazioni umane e dellecategorie morali era stata riscritta e ridotta ai suoi connotatielementari. Camminavamo leggeri per le strade di Topolinia, coloratacittà popolata da pantegane, mucche, cavalli, cani e bestie plurimedotate di parola, raziocinio e sentimenti umani, dalla quale gliuomini erano stati cancellati. Si intuivano, a monte dellanarrazione fanciullesca, i segni di una mostruosa operazione dipulizia etnica antiumana che il commissario Basettoni avevaricevuto l’ordine di passare sotto silenzio. Ma non c’importava. Lepantegane di Topolinia erano così ridenti, spensierate, variopinte.Così diverse da noi, ma animate da pricipi etici robusti ericonoscibili, dall’antica e vivida dicotomia bene-male dei crociati,che non esitavamo a riconoscere come nostra. La loro superioritàmorale, culturale e perfino tecnologica appariva lampante.Spennacchiotto e il dottor Enigm si beffavano con risate tenorilidell’arretratezza neanderthaliana delle nostre industriepetrolchimiche, siderurgiche e metallurgiche.

Questiratti festanti erano l’homo superior. 
Ci saremmo offerti con gioiaai loro rastrellamenti, saremmo discesi con letizia nelle loroallegre fosse comuni, avremmo salutato con riconoscenza i lorobombardamenti umanitari, straripanti di BOOM! E BANG!, sui nostriquartieri. In buona parte lo abbiamo fatto davvero. I bambini dellascuola di Gorla a Milano,la mattina del 20 ottobre 1944, esplosero dalla felicità quandoTopolino e Pippo arrivarono dal cielo a fare giustizia di loro. Eranoi loro liberatori. 

PRIMADI ESSERE RIDOTTI IN FRATTAGLIE, AVREBBERO VOLUTO CHIACCHIERARE UNPO’ COI PROPRI BENIAMINI, domandargli della loro città piena dicolori, invitarli a fare una colazione con latte e biscotti neltinello della loro casetta a ringhiera. 

Se ci pensate bene, invitareuna pantegana nera alta circa un metro a bere il latte del mattinocon voi non è esattamente un’idea felice. È una cosa schifosa eperversa. Chi riuscirebbe a ingurgitare anche un solo boccone avendodi fronte un gigantesco ratto di fogna in calzoncini vermigli chedisquisisce di frivolezze con voce stridula?

EPPURE IMMENSO E’ IL POTEREDELLA RICONVERSIONE MEDIATICA DELL’IMMAGINARIO.
Primache arrivassero le pantegane topoliniensi, i bambini italianisognavano di essere poliziotti (Dick Fulmine), eroi della guerracivile spagnola (Romano il Legionario), avventurieri dello spazio(Saturno contro la Terra), "Indiani bianchi" del West (il"Kit Carson" di Rino Albertarelli). Ci vollero anni dipropaganda pervasiva per condurli a desiderare di essere pantegane.Anche in questo è è possibile notare la superioritàpsico-propagandistica dei servizi d’intelligence di Topolinia. Essiprendono tutto ciò che èrivoltante, antiumano, sgradevole, insopportabile e lo rendonofragrante e desiderabile come una torta di mele di Clarabella. Lepantegane invaderanno il vostro tinello, occuperanno la vostra casa,berranno nella vostra ciotola e voi non soltanto non telefonereteinorriditi al servizio di disinfestazione, ma le accoglierete con unsorriso, come si fa con gli ospiti di riguardo. 

L’invasione di questi putridiroditori pone, tra le altre cose, alcuni gravi problemi di caratteresanitario.

 ESSI SONO PORTATORI DI MALATTIE GRAVI, LEPTOSPIROSI, LASALMONELLA, LA TOXOCARIASI  E LA DEMOCRAZIA.

Quest’ultimapatologia, nello specifico, presenta un carattere epidemicoparticolarmente virulento. Le ultime manifestazioni epidemiche didemocrazia, in Iraq e in Afghanistan, hanno già provocato milioni divittime. Ma anche in questo caso, gli apparati di propagandatopoliniensi si sono fatti in quattro per presentare l’affezione diquesto morbo devastante come una condizione fisica privilegiata ealtamente desiderabile. Essenzialmente, la patologia democraticaattacca la gerarchia del merito e delle funzioni istituzionaliall’interno di una nazione. Essa pone perentoriamente sullo stessopiano intellettuale, con apposita assemblea costituente, i meritevolie i cialtroni, i saggi e gli scimuniti, gli eruditi e le comari. Indemocrazia, un imbecille non dice imbecillità, ma esprime legittime,sebbene non sempre autorevoli, opinioni, e per tutelare il suodiritto a blaterare a caso su questioni importanti, ogni buoncittadino democratico deve dirsi disposto a offrire voltairianamentela vita. Nella sua forma terminale, la democrazia consente l’accessoalle alte cariche dello Stato e agli incarichi pubblici di rilievo aisoli incapaci e analfabeti conclamati, considerandoli categoriaprotetta anziché manodopera mineraria o (nel caso di babbei di sessofemminile) utili strumenti di espansione demografica. Ciòdistrugge alla radice la solidità economica, politica e militare delpaese, ne mina la governabilità, lo disintegra in miriadi dicorrenti politiche arroccate nell’attuazione di finalità demenziali,consentendo alle pantegane di prenderne il controllo.

E’ PER QUESTO CHE LE PANTEGANEIN CALZONCINI ROSSI DECANTANO INCESSANTEMENTE LE VIRTU’ DELLADEMOCRAZIA, esattamente come le brigate dei lanzichenecchiconsideravano la peste di cui erano portatori un valore aggiunto euna manifestazione incontrovertibile della predilezione divina. Inquesta prava esaltazione ed unzione del morbo orrendo, esse trovanofacile terreno di coltura nella massa ampiamente maggioritaria deiminus habentes, la quale, immemore della propria salute, inneggiaapostolicamente alle virtù egualitarie della pestilenza, fino amorirne anch’essa in atroce supplizio, con le carni annerite dallepustole livide della vanvera inconcludente. 

TRALE OPERAZIONI PSICOLOGICHE DI ABBELLIMENTO DELLA PROSAICA REALTA’ATTUATE DALL’ INTELLIGENCE DI TOPOLINIA,SPICCA LA DIVINIZZAZIONEDELLA CATEGORIA DEI DIRITTI UMANI.

Nessunoha ancora ben compreso che razza di roba siano questi feticci, ma sisa che Eta Beta, di tanto in tanto, ne tira fuori un paiodall’inesauribile taschino per lanciarli a Flip o per soffiarcisi ilnaso. Essi attengono alla sfera della filosofia politica, cioèdell’astrazione e della fantasticheria farfallesca, cheè l’habitat naturale delle nostre ridenti pantegane a fumetti.Diritto alla libertà individuale, diritto alla vita, dirittoall’autodeterminazione, diritto ad un giusto processo, diritto ad unaesistenza dignitosa ... concetti sopraffini, di cui il Prof. Pico de’Paperis disquisisce spesso nei suoi dotti interventi, ricevendo ilconsenso unanime e l’apprezzamento incondizionato dell’interacittadinanza. 

VISONO PERO’ ALCUNE REGOLE CHE OCCORRE RISPETTARE SCRUPOLOSAMENTE SENON SI VUOLE CHE LE PANTEGANE SI INCAZZINO.

Laprima è quella di non pretendere mai diritti di cui gli umanipossano fruire in concreto, come ad esempio il diritto adun’abitazione gratuita, il diritto ad un lavoro e ad un salariodecoroso, il diritto ad intervenire direttamente nelle scelta delgoverno, il diritto ad un’assistenza sanitaria gratuita e di buonlivello, il diritto a non essere intercettati e spiati dalleautorità, il diritto a non vedersi sottrarre risorse essenziali comel’acqua e il cibo dagli intrallazzi delle multinazionali, ecc. Tuttociò che è concreto ed umano fa imbestialire i simpatici ratti congli scarponi gialli. Non si rovina un sogno disneyano conrivendicazioni di squallida materialità. Tanto più che i dirittiastratti sono stati ideati appunto con lo scopo di sostituire lerivendicazioni di diritti materiali con un loro simulacro virtuale. Iroditori a fumetti odiano che la realtà interferisca con la vitaquotidiana dei membri delle loro colonie. La realtà è un luogomolto pericoloso per una pantegana disegnata. 

Laseconda regola da rispettare è quella di non chiedere mai allepantegane di attenersi, esse per prime, ai dettami delle proprieastrazioni filosofiche.

IDIRITTI UMANI SONO UNA CREAZIONE DELLE AUTORITA’ TOPOLINIENSI, sonoloro a detenerne il copyright, soltanto loro sono legittimate adutilizzarli come unità di misura della moralità altrui. Guai adapplicarli contro i loro stessi ideatori. Si tratterebbe di unaviolazione di copyright, che le leggi di Topolinia puniscono conestrema severità. Si astengano dunque le popolazioni dell’Iraq,dell’Afghanistan, del Vietnam, della Corea, nonché i pochisopravvissuti alla strage di Waco del 1993 (le squadre speciali diBasettoni fecero all’epoca 76 morti ammazzati, tra cui 21 bambini e 2donne incinte) dal rinfacciare ai ratti festanti la loro incoerenza.Le popolazioni umane non ricevono tutela dalla legislazione diTopolinia, a meno che non accettino di farsi ridurre a pupazzettidisegnati, a parlare coi baloon e a farsi pubblicare su albetti di 32pagine a 4 colori. Alcune popolazioni hanno comunque intrapresoquesto difficile percorso di legalizzazione : i divertenti eroi della"rivoluzione in Libia", ad esempio, compariranno presto inuna nuova serie a cartoni animati e saranno coprotagonisti del nuovolungometraggio animato di Winnie the Pooh. 

L’ORDADEI TOPI GHIGNANTI RIVESTE DI FATTEZZE VEZZOSE LE PROPRIE RUVIDEPELLICCE NERASTRE, SQUITTISCE CON VOCE DI BAMBINO MENTRE SI APPRESTAA DILANIARE GLI SPETTATORI ESTASIATI.

Lepestilenze che porta con sé sono ricercate, contese, ogni singolovirus s’infiocchetta di nastri sgargianti e si tinge di arcobalenomentre invade mortalmente il corpo ospite. Ho sentito con le mieorecchie, alla TV, un "guerrigliero" libico simil-talebano,con lunga e crespa barbaccia nera, dichiarare ad un giornalista:"Tutto ciò che vogliamo è poter vivere anche noi come glioccidentali". É il sogno disneyano che unifica l’umanitàintera in un ricettacolo virale cosmico, il desiderio di tornarebambini che accoglie con tripudio ogni orrore tinto d’innocenza.Anche in Libia gli uomini di buona volontà non desiderano altro chericevere nel proprio tinello i topi giocosi, parlare con lorodell’infanzia perduta, dividere con loro latte e biscotti mentre leimposte splendono i raggi di un’alba serena.

Itopi, di certo, non si fanno pregare. 


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