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19/01/2019, 23:59

moneta, controllo mentale, la grande truffa



MILAN--JUVENTUS--:--Come-gli-Usurai-internazionali-si-impossessano-di-tutta-la-ricchezza-prodotta-dalle-popolazioni-mondiali
MILAN--JUVENTUS--:--Come-gli-Usurai-internazionali-si-impossessano-di-tutta-la-ricchezza-prodotta-dalle-popolazioni-mondiali


 LA GRANDE TRUFFA



LA GRANDE TRUFFA


 CHI EMETTE LA MONETA ?

A CHI APPARTIENE IL VALORE NOMINALE IMPRESSO SULLA MONETA AL MOMENTO DELL’EMISSIONE?

CHI SE NE IMPOSSESSA?

Milan - Juventus


C’è Milan - Juventus a San Siro. Forza Juve!
Giocando in casa, tutto il lavoro di preparazione della partita è a carico del Milan. I dirigenti del club contrattano imprese di pulizia per tirare a lucido lo stadio, chiamano i giardinieri per curare il tappeto erboso, fanno controllare i riflettori, prendono accordi con giornali e televisioni per pubblicizzare l’incontro, pagano profumatamente calciatori e allenatori. Come nella società degli uomini, c’è tanto lavoro da svolgere e una moltitudine di persone coinvolte.
Le squadre di calcio funzionano come un’azienda che deve produrre denaro per retribuire i lavoratori : l’incasso della partita.


Un dirigente va a ritirare gli 80 mila biglietti d’ingresso fatti stampare dalla Tipografia Centrale. Con sua grande sorpresa, invece delle poche migliaia di euro che si aspettava di dover pagare per il semplice lavoro di stampa dei biglietti, il tipografo chiede l’intero valore nominale impresso su di essi: 100 euro per ogni biglietto di tribuna centrale coperta, 60 euro per quelli di tribuna laterale, 20 euro per le curve.


Al dirigente viene da sorridere.
La Tipografia Centrale vorrebbe impossessarsi di tutto l’incasso solo per aver stampato i mezzi di scambio che lo rappresentano.
Il Milan fa tutto il lavoro per produrre un reddito, il tipografo vorrebbe sottrarglielo.


Secondo voi, a chi dovrebbe andare l’incasso?
La risposta è scontata, pare ridicolo anche porsi la domanda.
Un onesto dirigente del Milan, nonostante l’offerta del tipografo di una generosa fetta della torta da spartire, non si presta a partecipare ad una truffa tanto ignobile.


Ebbene, ciò che in questa metafora appare incredibile, è ancor più assurdo nella vita reale.
Noi, il popolo, facciamo tutto il lavoro fisico. Dovremmo dividerci l’incasso, ma i nostri dirigenti/governanti acquistano i biglietti al valore nominale, consegnando quindi alla Banca d’Italia (che non è la Banca degli Italiani ) tutto l’incasso, il frutto del nostro lavoro.


La popolazione fa tutto il lavoro, le banche prendono l’incasso.
Il popolo semina, i banchieri raccolgono i frutti.


Tutta la ricchezza prodotta finisce nelle mani della Grande Usura.
I politici consegnano ai banchieri, con le obbligazioni di Stato garantite dal prelievo fiscale, il reddito nazionale da noi prodotto, in cambio di banconote costate il valore della stampa.


La Banca Centrale, per nostra sfortuna, a differenza della Tipografia Centrale, non si è ancora imbattuta in onesti dirigenti.
Il dirigente del Milan ha una soluzione facile facile: si rivolge ad un’altra tipografia. A noi ciò non è permesso, perché in ciascun Paese c’è una sola Banca Centrale, con il monopolio dell’emissione della moneta legale.


Per avere le banconote noi dobbiamo pagare il valore nominale impresso su di loro,  con l’aggiunta, per di più, di un interesse assassino.
Il dirigente che acquista i biglietti al valore nominale mette il Milan in grande difficoltà: dopo aver pagato operai e calciatori, non ci sono soldi a sufficienza per saldare il debito con la Tipografia Centrale.
Che fare?
Il Milan è costretto a spiegare ai propri dipendenti che deve riprendersi gran parte dello stipendio appena consegnato, per poter tutti assieme contribuire a saldare il debito con il tipografo.
Dopo aver pagato ciascuno la propria parte di imposte dirette, ai lavoratori rimangono, a malapena, i soldi per pagare affitto, luce, gas, acqua,  ritiro rifiuti, la rata dell’auto, il bollo, l’assicurazione, la benzina per andare al lavoro, il canone Rai e il pane quotidiano. Cioè, altri tributi o merci e servizi carichi di tributi.


Ed il tipografo?
Essendo riuscito a corrompere tutti i dirigenti facendoli partecipare alla spartizione del bottino, si arricchisce a dismisura partita dopo partita. Con la sola stampa dei biglietti, si impossessa degli incassi di tutte le partite.
Sottrae alle squadre di tutto il mondo la ricchezza prodotta con il loro lavoro.


Il Governo complice e corrotto, invece di far stampare gratuitamente i biglietti dal Ministero del Tesoro, preferisce prenderli in prestito ad interesse dal banchiere privato e lasciare noi nei guai: con il nostro lavoro dovremo cercare di mantenerci in vita e ripagare, con un abnorme prelievo fiscale, il fraudolento debito, non dovuto, contratto con la Banca Centrale.


Impossibile.
Capiremo più avanti nella lettura del libro che il debito gravato da interesse è inestinguibile.
All’interno dell’attuale sistema monetario è matematicamente impossibile che nel mondo tutti riusciamo a sopravvivere, riuscendo contemporaneamente ad estinguere il debito con la Banca Centrale.


Per quale motivo continuiamo a lavorare se l’incasso è già stato scippato nello scambio iniziale tra Governo e Grande Usura?
Non ne siamo consapevoli : la truffa si compie davanti ai nostri occhi, ma noi non la "vediamo".


Per chi stiamo dunque lavorando?
Per i Grandi Usurai internazionali.


Chi sono e come riescono ad ingannarci?

Lo scopriremo con la lettura del libro.



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