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PAOLO MALEDDU
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21/03/2018, 05:01



CAPITALISTI-CON-LA-PISTOLA---John-Kleeves---1°-parte


 Articolo di John Kleeves apparso nel blog di MONDART il 13 Marzo 2011



13 marzo2011 - MONDART

CAPITALISTICON LA PISTOLA - John Kleeves - 1° parte 

Direttocorollario del precedente, questo articolo di John Kleeves offre unacalzante caratterizzazione psicologica della classe dominante e delsuo modus operandi: dove non arriva l’invadente indottrinamento eadattamento al loro stereotipo sociale, arrivano le armi. 

Americani: chi sono costoro? 
 Definire iltipo psicologico medio dell’Americano non è così immediato. Cosasono essenzialmente gli Americani, e quale è di conseguenza il campoa loro più congeniale, nel quale realmente eccellono ? Per moltigrandi popoli della storia la risposta è spesso stata agevole : iRomani ad esempio erano senza dubbio dei soldati, i Greci erano degliartisti, i Fenici dei commercianti, gli Egiziani dei religiosi (deipreti o degli occultisti a seconda), i Cinesi dei filosofi, ed èfacile vedere come ognuno abbia costruito la sua fortuna in base allasuperiorità derivata da quel particolare talento, il quale ancheandò a plasmare la sua civilizzazione.

Gli  Americani solo certamente un grande popolo (se non altro per esserearrivati, ora come ora, a un passo dal dominio planetario; poi sivedrà) ma per loro si stenta a trovare una definizione. Benchésiano sempre in guerra essi però non sono soldati, mancandogli itratti fondamentali caratteristici, cioè il militarismo,l’attrazione per le uniformi, la propensione alla disciplina esoprattutto il valore : mai hanno vinto una guerra per le virtùmilitari, semmai per la tecnologia e la preponderanza numerica emateriale. Per quanto riguarda l’essere degli artisti, dei filosofi edei religiosi non se ne parla neanche : pochi popoli disprezzano talivalori spirituali come gli americani; sembrerebbe non essere cosìper la religione, vista la sua pervasività nella vita e sui mediaamericani ma chiunque è stato negli USA sa che è tutta apparenza,tutti riti messi in piedi per certi motivi utilitaristici. Anche latipologia del commerciante non calza perfettamente all’Americano, chesembra qualcosa di più; e poi non spiega questa tipologia lanumerosità delle guerre combattute : il commerciante puro ama lastabilità della pace.

L’ibridae pericolosa figura del commerciante armato
 Il problema ainquadrare gli Americani deriva dal fatto che essi non sonoriconducibili a un tipo psicosociale puro, a uno di quegli archetipiatutto tondo come sono il soldato, il prete eccetera, ma appartengonoalla categoria dei tipi sociali ibridi, intermedi. Gli Americani siidentificano esattamente, infatti, con la figura del commerciantearmato. 
 Una figura intermedia ma molto classica, dellaquale forse ci eravamo dimenticati. Nell’antichità il commercio eraquasi tutto armato : nel bacino del Medterraneo un rispettoaccettabile della legalità arriverà solo con l’Impero Romano eprima chi si dedicava al commercio doveva anche essere un uomo d’armee provvedere, più o meno direttamente, alla protezione armata diogni sua attività, dalla raccolta o acquisto delle merci, altrasporto, all’immagazzinaggio e anche all’esposizione e alla venditaal dettaglio nelle piazze. Era problematico in particolare iltrasporto via mare, per la presenza fitta e costante di pirati :Pompeo condurrà nel 67 a.C. una delle sue spedizioni militari piùimpegnative proprio contro i pirati, che disperderà raccogliendoun’armata di 120 mila fanti e 500 navi da guerra e catturando 800navi corsare ed espugnando 120 piazzeforti, o "covi", sullecoste. La stessa pirateria non era sempre molto distinguibile dalcommercio : tutti i mercantili, anche quelli riservati all’uso piùinnocuo, potendo e in assenza di testimoni abbordavano altre navi,mentre era raro che un equipaggio lasciasse un porto carico senzaaver rapito all’ultimo momento qualche giovane o bambino fa vendereschiavo nel porto successivo.

Ilcommercio armato fu addirittura la specialità della più pericolosapotenza dell’antichità, Cartagine, la città fondata come coloniadella fenicia Tiro nel 814 a.C. e poi resasi indipendente e divenutasuperpotenza. Mentre i Fenici erano commercianti puri, i Cartaginesierano invece commercianti armati e divennero potenti conquistandomaterie prime e mercati con una azione continua di penetrazionicommerciali appoggiate da campagne militari, che li portò alcontrollo assoluto di tutto il Mediterraneo occidentale e delle suecoste (ad eccezione di quelle francesi, dove c’erano i Greci diMarsiglia, e di quelle peninsulari italiane, dove c’erano prima gliEtruschi, i Romani e i Greci e poi i Romani). Fra le materie primemiravano particolarmente agli schiavi e all’argento, metallo damonete. Erano continuamente in guerra ma a dimostrazione del fattoche non erano soldati le combattevano con mercenari, che arruolavanoa piacimento da ogni dove pagandoli con quelle monete d’argento che aloro non costavano quasi niente. Il punto di forza della repubblicacartaginese però, più che l’esercito terrestre mercenario, era laflotta, che aveva capitani cartaginesi, equipaggi misti e schiavi airemi, e che era usata per aprire nuovi mercati, per proteggere imercantili dei loro armatori privati, e per impedire l’ingresso nelmediterraneo occidentale (la metà esatta del mondo, per quei tempi)a qualunque concorrente. 

GrazieRoma 
 Poii commercianti armati di cartagine furono sconfitti dai soldati puridi Roma. Nella Terza Guerra Punica sembra che i Romani, più chepiegare una città che in effetti nonera più un pericolo, volessero distruggere l’idea da essirappresentata, compiere quasi un’operazione di eugenetica sradicandoper sempre dalla Storia del Pianeta il modo d’essere umano dei suoiabitanti : durante l’assalto finale avvenuto in un giorno di apriledel 146 a.C., forse il 20, furono trucidati in varie maniere -passati a fil di spada o gettati vivi negli incendi - quasi tuttigli abitanti della città, calcolati fra i 250 e i 450 mila (sisalvarono solo i 50 mila abitanti del quartiere della Birsa; arresisiprontamente, furono venduti schiavi), e poi la città, che aveva unacinta muraria lunga 40 chilometri, fu spianata mattone per mattone,coperta di terra e maledetta spargendoci il sale. Stessa sorte, lostesso anno, i Romani lo riservarono all’altra grande capitale delcommercio mondiale, la greca Corinto. Si sarebbe ricominciato adedificare sul suolo di Cartagine solo cento anni dopo, perché loordinò Cesare in persona. 

Conciò che per quasi due millenni di commercio armato non si sentì piùparlare; sembravasvanito per sempre. Quando ecco che appunto comparvero gli Americani.Il primo ad accorgersi che questi "nuovi" venutirappresentavano in realtà il ritorno di qualcosa di molto vecchio,quasi di preistorico, fu Kostantin Leont’ev (1831-1891), che nellibro Bizantinismo e mondo slavo del 1875 (pubblicato in Italia solonel 1987, per iniziativa delle Edizioni all’insegna del Veltro) nesegnalava la sostanziale identità con gli antichi Cartaginesi: "GliStati Uniti sono la Cartagine dei tempi moderni. Una civiltà giàvecchia, caladaica, affermatasi in forma repubblicana su suolovergine. Gli Stati Uniti non possono, in generale, proporsi a nessunocome esempio ..."(p. 157).Una identità che deriva dalfatto che entrambi i popoli rappresentano lo stesso psicotipo socialedel commerciante armato e quindi danno luogo a civilizzazioni che neifatti essenziali sono molto simili.

UnaNazione sotto un Segno
 GliStati Uniti così non sono una nazione generica ma una Nazione chesta sotto un segno preciso, quello del commercio armato.Questo è il suo genio, la fonte delle sue fortune. Il segreto delsuccesso americano sta nel fatto di avere sempre assecondato sindall’inizio tale inclinazione, con efficienza e coerenza, senzalasciarsi distrarre da niente.

  L’organizzazionepolitica fu scelta per poter praticare il commercio armato : unaoligarchia a forma apparente repubblicana dove i maggioriimprenditori e i loro stipendiati, grazie ad un processo elettoraleche dipende dal danaro, occupano direttamente le più importanticariche istituzionali e governative e fanno così fare all’interoPaese le mosse che convengono di più a loro in persona, compreseguerre per procacciarsi fonti di materie prime e mercati di vendita. Tuttele guerre americane hanno avuto il loro chiaro risvolto economico,tutte hanno incrementato il volume degli affari degli imprenditoridell’Unione. Compresa la Guerra d’Indipendenza, combattuta perché laMadrepatria inglese aveva deciso di escludere le colonie americanedal Mercato dell’Oriente. Poi nel 1812 gli USA assalirono ancora laGran Bretagna per strapparle i Grandi Laghi delle pellicce (fu la"Guerra delle pellicce"nella mia descrizione, lepellicce servivano come merce di scambio in Cina-Mercato d’Oriente).

  Nel 1836ci fu l’attacco al Messico, condotto con un intreccio di penetrazionecommerciale e aggressione militare che è tipico, esemplare :allevatori americani guidati dall’imprenditore privato Sam Houstonottennero dal Messico il permesso di sistemarsi nel Tejas, poi feceroin modo di provocare i messicani e di fare intervenire le GiaccheBlu. Il Tejas poi si chiamò Texas. Questo sistema fu adoperato pertutto l’Ottocento con gli Indiani: avanzavano un po’ degliimprenditori ( i coloni ma anche società fondiarie, minerarie,zootecniche eccetera) che sembravano pacifici e per un po’ stavanotranquilli ma poi provocavano gli Indiani richiamando l’Esercito;quindi il ciclo riprendeva, a piccoli, inesorabili e sanguinosi passi(gli Indiani saranno sterminati quasi tutti, per un numero diindividui calcolato fra i 5 e i 10 milioni). 

Nel1898 ci fu l’attacco alla Spagna per portarle via Cuba, Guam e leFilippine : Cuba serviva al commercio per lo zucchero, Guam e leFilippine oltre alle risorse servivano come basi per aggredire ilmercato dell’Oriente, lo stesso motivo per cui sempre nel 1898 furonoannesse le Hawaii dopol il colpo di mano del 1893 e per cui nel 1867era stata comprata l’Alaska dalla Russia. Da notare l’escamotageusato per scatenare la guerra : per incolpare gli spagnoli il governoUSA fece saltare una sua propria nave da guerra, l’incrociatore Mainecon 260 uomini a bordo (tutti morti), ma ciò che davvero interessa èche l’operazione quasi certamente fu realizzata in concertazione conindustriali americani dello zucchero. 
 La "perla" del commercioarmato americano dell’Ottocento fu comunque il modo in cui gli USA"aprirono" il Giappone al commercio internazionale, e cioèanche europeo e nella fattispecie inglese, ma essenzialmenteamericano : il Giappone voleva tenere fuori dalla porta gli invadenticommercianti occidentali, e con loro i loro preti sia protestanti checattolici, ma un bel giorno del 1854 di fronte a Kanagawa,un sobborgo di Yokohamanella baia di Tokyo, si presentò una flotta da guerra americanacomandata dal commodoro Perry, che pose l’ultimatum : o firmare untrattato commerciale, naturalmente alle condizioni dettate, o esserebombardati. Il Giappone cedette, ed è così che fu concluso ilfamoso Trattato di Kanagawa, riportato nei libri di testo dellescuole americane come un capolavoro della diplomazia patria. 
 IlNovecento iniziò con le invasioni fotocopia dell’America centrale,azioni belliche che servivano per assicurare ad aziende statunitensila proprietà di immense piantagioni di frutta lavorate da manodoperalocale a costo circa nullo.


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