a:link {color:red;}a:visited {color:purple;}
freddie-collins-309833
PAOLO MALEDDU
PAOLO MALEDDU

Per maggiori informazioni, puoi scrivere a:

paolo.maleddu@gmail.com

+39 3496107688

Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


24/03/2018, 06:57



MONDART----IL-MOVENTE-"STORICO"-:-LA-CONQUISTA-DEL-MERCATO-D’ORIENTE---J.--KLEEVES


 Guerra infinita degli USA contro il resto del mondo, la "Balance of power" in Europa e la perenne avversione nei confronti della Russia.



Questo interessantissimo  brano tratto da "Vecchi Trucchi" di J. Kleeves, chiude momentaneamente la serie di post dedicati ad una rappresentazione degli Stati Uniti alternativa a quella offertaci (od occultata) quotidianamente  dalla Narrazione ufficiale mainstream.

17marzo 2011

ILMOVENTE "STORICO": LA CONQUISTA DEL MERCATO D’ORIENTE

Ilfine ultimo della politica estera americana è semprestato uno solo: conquistare il Mercato d’Oriente. 

Taleobiettivo ha fondato gli Stati Uniti, ne ha dominato la politicaestera, ne ha anche plasmato la geografia. Come abbiamo visto, inultima analisi è a questo scopo che i Puritani emigrarono in Americasettentrionale. Il Mercato dell’Oriente negato dalla Gran Bretagna fuil motivo segreto ma decisivo della Guerra d’Indipendenza. Fu la veracausa di un’altra guerra contro la Gran Bretagna, quella del 1812: lapossibilità di procurarsi pellicce da scambiare in Cina.

Efu il motore della Conquista del West, il cui movente principaleera il raggiungimento dei porti sul Pacifico. Fu anche il miraggioche, di fronte alla secessione del Sud, fece decidere il Nord per laGuerra Civile. Da ultimo, fu il motivo che spinse gli Stati Uniti adoccupare le Filippine, le Hawaii e tutte le altre isole del Pacifico.Per la stessa ragione fu comprata l’Alaska, la "Ghiacciaia diSeward". Fu per il Mercato d’Oriente, in sostanza, che gli StatiUniti intervennero in modo tanto pesante e con tanta insistenza inAmerica Centrale e nei Caraibi: oltre alla frutta e allo zucchero erain gioco anche il controllo sul canale che dai primi dell’Ottocentosi voleva tagliare nella zona, fondamentalmente per il trafficodiretto in Cina dalla costa orientale americana e all’Europa. Allafine il canale fu tagliato a Panama, ma per lungo tempo si pensò ditagliarlo in Nicaragua, fatto che spiega anche i numerosi interventiarmati statunitensi in tale paese. Ma questo è niente. La volontàdi conquistare il Mercato dell’Oriente ha determinato per gli StatiUniti la strategia da tenere con l’Europa Occidentale e con laRussia, oltreché naturalmente con il Giappone e con la Cina, che daultima in sostanza costituisce tale Mercato. Infatti assorbire ilMercato d’Oriente non è facile; occorre fare i conti con tutte legrandi potenze dello scacchiere. In pratica il grande teorema dellaconquista del Mercato dell’Oriente ha portato con sé dei corollari,delle condizioni da soddisfare necessariamente per la suarisoluzione.

Appenaottenuta l’indipendenza dalla Gran Bretagna fu subito chiaro agliamericani quale fosse il primo corollario, la prima condizionenecessaria per nutrire speranze sul Mercato dell’Oriente: laBalance of Power in Europa. Era in pratica la politica seguita inEuropa dalla stessa Gran Bretagna, per lo stesso scopo: impedire chein Europa continentale sorgesse una potenza dominante che unificassela terraferma. Tale potenza avrebbe potuto essere prima la Spagna,poi la Francia, poi la Germania - sempre la Russia. Fosse sortatale potenza, si sarebbe formato un blocco europeo che avrebbedominato la scena mondiale dal punto di vista militare, e quindianche dal punto di vista commerciale: anche nel caso in cui la GranBretagna fosse riuscita, per qualche miracolo, a rimanereindipendente avrebbe dovuto però sicuramente rinunciare al grossodei suoi traffici commerciali internazionali. Questo era il motivo dei"giri di valzer" della Gran Bretagna in Europa, il suopartecipare a tutte le relative guerre alleandosi ora con questo oracon quello, combattendo oggi contro il suo alleato di ieri (da quil’appellativo rivolto alla Gran Bretagna di "Perfida Albione").Essa si alleava sempre con la parte più debole, al solo scopo diimpedire all’altra di vincere in modo schiacciante, irrimediabile.Orbene, gli americani capirono che dovevano seguire la stessapolitica di Balance of Power in Europa. La differenza era che loronell’equazione inserivano anche la Gran Bretagna. Il concetto fu giàespresso da George Washington nel 1789: "I guai dell’Europa sonoi vantaggi degli Stati Uniti", disse, e intendeva esattamentequesto. 

Versola metà dell’Ottocento, dopo l’esperienza accumulata, gli americaniscoprirono il secondo corollario. Non bastava la Balance of Power inEuropa: bisognava anche demolire la Russia. Anzi questo era ilcorollario principale se si voleva prender il Mercato dell’Oriente.Come si è visto, questa dottrina fu messa a punto verso il 1860 daWilliam Henry Seward, Segretario di Stato di Abraham Lincoln. Ilragionamento di Seward era ineccepibile. La Russia era il vero nemicodegli Stati Uniti. Essa stava in Europa e partecipava all’equilibriodelle forze in quell’area, ma stava diventando sempre più grande epotente: avrebbe potuto rompere quell’equilibrio e diventare lapotenza dominante in Europa, formando quel Super-Blocco europeocontinentale tanto temuto. Essa stava anche in Asia, sopra la Cina:offrendo la sua alleanza a questa la poteva proteggere dai tentatividegli occidentali di penetrarvi, chiudendo così per tutti la portadel Mercato dell’Oriente. Iniziava così - nel 1860 - l’ostilitàdegli Stati Uniti verso la Russia. Avendo in mente questi concettifondamentali - il Mercato dell’Oriente; la Balance of Power inEuropa continentale; la demolizione della Russia - gli atti dellapolitica estera americana sono di immediata interpretazione.

ILNEOCOLONIALISMO AMERICANO 

Cifu un periodo - la seconda metà dell’Ottocento - in cui gliamericani pensavano di farsi delle colonie, sull’esempio europeo.Anche William Seward pensava a questo quando progettava l’annessionedel Canada e dell’America Centrale. Anche il senatore Beveridge.Furono così assorbite in quel periodo le Hawaii, le Filippine, Cuba,Portorico. Ben presto gli americani si accorsero che tale sistemanon era economicamente conveniente. Per poter sfruttare qualchepiantagione o miniera e poter vendere le proprie merci agli indigenisenza l’assillo di concorrenza estera occorreva sobbarcarsi l’oneredell’intera amministrazione del posto, mantenendo funzionari esoldati; inoltre c’erano di tanto in tanto delle rivolte dareprimere, coi relativi costi extra. Si veda per esempio il caso di Portorico, che gli Stati Uniti devono ancora sovvenzionare con tremiliardi di dollari all’anno a fondo perduto per mantenerlo in statodi relativa tranquillità, ricevendone in cambio praticamente niente- senza calcolare le spese della normale amministrazione. 

Cosachiedevano gli Usa, dopotutto? Che se dei privati americanivedevano una qualche opportunità economica in un paese estero,quello li lasciasse liberi di sfruttarlo al meglio. Allo scopobastava che il paese in questione avesse un governo sì locale, madisposto ad accontentare gli americani e agevolarli nelle lororichieste. 
 Un tale governo non poteva essere ilfrutto spontaneo di nessun paese: agevolare gli operatori esterisignifica sempre danneggiare in modo rilevante il proprio popolo.     Sitrattava dunque di crearlo, questo governo locale, spendendogiusto un po’ di denaro per insediarlo tramite la corruzione, lapropaganda e magari un colpo di Stato, e per sostenerlo nellerepressioni interne che ogni tanto inevitabilmente avrebbe dovutoattuare. Nei primi decenni del Novecento gli americani si reserogradatamente conto di come tale sistema fosse infinitamente piùconveniente del sistema tradizionale europeo delle colonie, e loperfezionarono a livelli mai conosciuti prima nella storia. 

Laprassi trovò una conferma clamorosa con le Filippine: dopo che nel1946 gli Stati Uniti concessero "l’indipendenza", le spesedi amministrazione e di repressione poliziesca e militare cessaronoquasi del tutto mentre i profitti continuarono al livello precedente:il governo che gli Usa avevano insediato continuava a non tassare iprofitti delle società americane, a tenere quasi nullo il costo dellavoro, a importare prodotti americani senza dazi e così via.Rimanevano i costi del personale americano addetto alla propagandaocculta e all’assistenza poliziesca e militare, e restavano le sommeper le corruzioni, ma il saldo era molto più favorevole di prima.Inoltre quel personale era in gran parte militare di stanza nellemolte basi americane delle Filippine, dove avrebbe dovuto essercicomunque. Infatti non costa molto, in certi paesi, mantenervi igoverni che si vogliono se si hanno le capacità e la posizione degliStati Uniti ... Il costo di tre bombardieri B2 Stealth.
 Incompenso il ritorno economico dell’investimento è fantastico: inAmerica Latina, su un totale di qualche migliaio di aziende,operavano più di 100 grandi multinazionali statunitensi, le quali dasole ne ricavano profitti annui valutati mediamente sui 30 miliardidi dollari. Lo stesso Dipartimento del Commercio statunitense haammesso a suo tempo che, negli anni a cavallo del 1980, per ognidollaro che le multinazionali statunitensi investivano in AmericaLatina ne tornavano negli States tre . Sono risultati che non sipossono ottenere neppure con una colonia normale; occorre avereappunto delle neocolonie, o colonie di fatto.

Amettere a punto il sistema neocolonialista fu il presidenteFranklin Delano Roosvelt il Brillante, in carica dal 1933 al 1945,allorché morì poco dopo essere stato eletto per la quarta voltaconsecutiva. Nel 1933 ripudiò subito la Dottrina Monroe e lasostituì con la Good Neighborhood Policy. Cosa significava questapolitica di buon vicinato? Significava che tutti gliinterventi armati statunitensi all’estero contro i paesi poveri -all’epoca soprattutto quelli dell’America Centrale - per farlisfruttare economicamente dalle proprie multinazionali non eranonecessari. In più eranoplateali, facevano una cattiva pubblicità nel mondo agli Stati Unitie quindi anche ai loro prodotti commerciali, e suscitavanorisentimento. Bastava adoperarsi acciocchè tali paesi avessero deigoverni amici degli Stati Uniti, amici come appunto dei buoni vicini.Naturalmente durante la presidenza Roosvelt nulla cambiò per i paesidell’America Centrale se non le repressioni delle istanze popolari,che prima erano spesso eseguite direttamente dai marines americani, eora invece erano affidate a polizia ed esercito locali.

Sinoal 1945 l’impero coloniale americano rimase piuttosto limitato: essocomprendeva tutta l’America centrale con le isole caraibiche, ancheallo scopo di proteggere il canale di Panama tagliato nel 1913 (perla cui esecuzione morirono 20 mila operai indigeni), e diverse isolee arcipelaghi del Pacifico, fra cui Filippine e Hawaii.
 Un tremendo impulso a procurarsi nuove colonie di fatto vennedalla conclusione della Seconda guerra Mondiale. Come s’è visto,questa aveva privato gli Stati Uniti del mercato della Cina, cuoredel Mercato dell’Oriente, e lasciato loro solo il Pacific Market. Lemultinazionali americane chiedevano al governo di Washington il piùdeciso appoggio per penetrare in questo o quel mercato alternativo.La strategia della Guerra fredda adottata contro la Russia servivaperfettamente anche a tale scopo. Il contenimento della Russia eraun’ottima scusa per formare alleanze militari; tramite la presenzamilitare americana nei paesi componenti si potevano creareall’interno dei medesimi governi amici degli Stati Uniti, nel sensoroosveltiano del termine. 

L’AnticomunismoViscerale Americano era una buona scusa per intromettersi negliaffari interni di tanti altri paesi: vi si provocavano colpi di Statoper evitare che i comunisti locali prendessero il potere. In realtàciò che gli americani combattevano non erano i comunisti, ma tuttequelle forze che - se avessero preso il potere nel loro paese -vi avrebbero formato un governo votato all’interesse nazionaleautentico del paese stesso, chiudendo quindi le porte in primo luogoalle multinazionali statunitensi. I comunisti, semplicemente,rientravano in questa categoria. Ma vi rientravano anche inazionalisti veri, gli indipendentisti veri, tanti movimentireligiosi, islamici in testa; e tutti furono combattuti dagli StatiUniti sotto l’ombrello della Guerra Fredda. 
 Cosìgli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale videro una enormeespansione dell’impero neocoloniale americano, e lo portarono alladimensione di oggi: esso attualmente (1998) comprende tutta l’AmericaLatina dal Rio Grande in giù a eccezione dell’isola di Cuba; mezza Africa; mezzo Medio Oriente; la maggioranza dei paesi del PacificMarket. Corea del Sud, Taiwan, Filippine, Indonesia, Thailandia. Loslogan della New Frontier del presidente John F. Kennedy significavaappunto questo: la creazione di tante neocolonie nel mondo, tantenuove terre di conquista, o frontiere. Allo scopo prevedeva anchel’intervento diretto dei marines - mercenari - e per ilcontinente americano riadottò la dottrina Monroe. In effetti, e inconcreto, la New Frontier era in particolar modo l’America del Sud,sino ad allora lasciata relativamente tranquilla e che fu sovvertita,proprio a partire dai primi anni Sessanta, dalla presidenza di JohnKennedy ... 

Isistemi usati dagli Stati Uniti per espandere l’imperoneocoloniale sono descritti nel libro Vecchi trucchi. In breve: colpidi Stato, propaganda politica e culturale, corruzione, traffico didroga. Per il traffico di droga, in sostanza, gli Stati Unitiricompensavano molti esponenti dei loro governi amici facendolipartecipare al traffico, che gli Stati Uniti naturalmente controllanoa livello mondiale sin dal 1949. Era il caso dell’Iran dello Scià,per esempio. Era anche il caso di Panama e del generale Noriega, chepoi cambiò bandiera diventando un vero nazionalista e finendo cosìper essere rovesciato addirittura tramite un’invasione armata nel1989.
                                                                            JohnKleeves


1

PAOLOMALEDDU.COM @ ALL RIGHT RESERVED 2018

INFO COOKIE POLICY | TERMINI DI SERVIZIO

Articoli correlati

Enthusiastically visualize adaptive catalysts for change whereas cross functional e-services.
Credibly negotiate efficient testing procedures rather than multifunctional innovation. ​

MONDART - IL MOVENTE "STORICO" : LA CONQUISTA DEL MERCATO D’ORIENTE - J. KLEEVES

24/03/2018, 06:57

MONDART----IL-MOVENTE-"STORICO"-:-LA-CONQUISTA-DEL-MERCATO-D’ORIENTE---J.--KLEEVES

Guerra infinita degli USA contro il resto del mondo, la "Balance of power" in Europa e la perenne avversione nei confronti della Russia.

Create a website