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PAOLO MALEDDU
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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


26/03/2018, 03:48



LA-GRANDE-TRUFFA-:-LIBERIAMO-LA-MENTE---LA-TV-:-NON-SIAMO-NOI-CHE-GUARDIAMO-LEI,-E’-LEI-CHE-CONTROLLA-NOI.


 Stati Uniti, Hollywood, Guerra Preventiva. Terrorismo ?





LIBERIAMO LA MENTE

Presuppostoiniziale e indispensabile per poter captare la visione del mondoreale dietro la cortina fumogena di quello virtuale, è liberare lamente dai condizionamenti che la limitano. 
Ilnostro pensiero è fortemente condizionato dall’ambiente che cicirconda, dal tipo di educazione ricevuta, dal continuo bombardamentodi immagini e notizie che si fissano nella nostra retina e nelnostro cervello.
Perquanto difficile sia ammetterlo, il pensiero non è libero di volaredove meglio creda, ma piuttosto chiuso dentro confini imposti dainostri orizzonti mentali, la nostra cultura. 
Pensiamoal cervello di un neonato come ad un computer appena assemblato. Comela potenzialità del computer dipenderà dal tipo di programma che sivorrà installare, così quella del cervello umano si svilupperà aseconda degli input che vi introdurremo.
Chi controlla educazione, Tve stampa, plasma l’opinionepubblica.Inoltre,la mente umana ha un limite fisico invalicabile rappresentato daiconfini dell’Universo.
Èil nostro limite naturale. Non riusciamo a comprenderlocompletamente, ne costituiamo una infinitesima parte, ci troviamo alsuo interno. 
Delgigantesco contenitore, vediamo solo le paretiinterne.Non abbiamo una visione totale dell’insieme, possiamo soloelaborare teorie. 
Peravere possibilità di comprendere, ci dovremmo trasferire all’esternodell’Universo e da lì contemplarlo.Iprimi abitanti del pianeta hanno tardato a capire che la Terra fossetonda, incapaci di immaginare cosa ci fosse al di là degliorizzonti visivi. Oggiuna bella inquadratura del nostro pianeta dallo spazio rendesuperfluo l’uso delle parole.L’immagineè chiarificatrice, ha un enorme impatto su di noi.Mapuò essere manipolata.
LaTv con le sue immagini è ormai la prima e più inaffidabile fonte diinformazione per la popolazione mondiale.Laapparentemente superficiale cultura televisiva che ci trasmette, unmisto di spot pubblicitari e propaganda elettorale e politica, è inverità una devastante mistificazione della storia umana passata epresente. Condiziona pesantemente lo stile di vita di noi adulti, edha effetti ancor più devastanti sulle giovani generazioni.

DiceAdrian Salbuchi, scrittore e commentatore politico argentino, che unsuo professore era solito raccontare che Unione Sovietica comunista eStati Uniti capitalisti facevano parte di un unico progetto teso acapire se per controllare le popolazioni fosse più convenientemettere un poliziotto con un cane feroce ad ogni angolo di strada oun televisore in ogni casa. 
Havinto il televisore.

Noiabitanti dei Paesi sviluppativiviamo all’interno di un contenitore rappresentato dalla nostracultura occidentale; il nostro pensiero libero è in veritàintrappolato al suo interno. Questa cultura ci viene imposta daglischermi televisivi in un rapporto autoritario (non ammette repliche)e unilaterale (solo da loro a noi), secondo i voleri dei manovratori.
Latelevisione è la telecamera che i padroni hanno messo in ciascunadelle nostre case. Non siamo noi che guardiamo lei, èlei che controlla noi. 

Sel’annunciatore del telegiornale dice, mentre scorrono sullo schermoimmagini di guerra, che un missile intelligenteha fatto saltare in aria a Gaza un’automobile con cinque terroristipalestinesi a bordo, noi facciamo nostra quella notizia così comeci viene data. 
Laassimiliamo passivamente come verità. Lo ha detto la televisione,c’è scritto sul giornale.
Magaric’erano a bordo un padre di famiglia con la moglie e tre bambiniche andavano a cena dai nonni. È una zona in piena guerra, èdifficile distinguere tra informazione e propaganda. Laversione dei media arabi naturalmente non arriva a noi occidentali. Sicuramenteerano palestinesi, visto che si trovano nella loro terra,simpatizzanti della loro causa, e per ragioni comprensibili magariodiano quegli israeliani che stanno distruggendo il loro Paese e leloro vite. Hannotutte le caratteristiche per essere qualificati, badate bene, dailoro nemici, dei terroristi.
Losono veramente?Sipossono definire terroristi coloro che difendono la propria patria dauna invasione? 
Sonoterroristi.
L’hadetto il TG uno.

C’èun solo Paese al mondo accusato e condannato di terrorismo dallaCorte Internazionale di Giustizia dell’Aia, il 27 Giugno 1987, peril supporto dato a truppe irregolari nel tentativo di abbattere ilGoverno del Nicaragua eletto dal popolo: gli Stati Uniti d’America. 
 Unacondanna chiara, emessa dal tribunale internazionale delle NazioniUnite.GliStati Uniti, sono l’unico Paese che non ha praticamente avutoperiodi di pace da quando, nel Dicembre del 1941, si videro"costretti" a dichiarare guerra al Giappone per l’attesoattacco di Pearl Harbour, 70 anni or sono.Oforse da quando, con il pretesto dell’affondamento del "Lusitania",riuscirono ad entrare nella Prima Guerra Mondiale.
Lesue guerre continue, Corea, Vietnam, Cambogia, Laos, Afghanistan eIraq le più sanguinose  (oggi, Marzo 2018, possiamo aggiungere Libia e Siria), hanno provocato almeno sei milioni di morti(secondo le stime più recenti e benevole), ai quali sommare milionidi sfollati e terribili sofferenze nei Paesi aggrediti.
Naturalmentetutte queste morti sono pressoché scomparse dalla storiaufficiale/virtuale di cinema, stampa e televisione. 
Nessungiorno della memoria per loro. 
 Seci fate caso, dopo il Vietnam morti e feriti, sia civili chemilitari, sono scomparsi dagli schermi televisivi. La visione dellacarne umana sanguinante risvegliòunpubblico che deve essere invece tenuto dormiente.
Pereguagliare il budget militare degli Stati Uniti pare sia necessariosommare quelli di tutti gli altri Paesi della Terra. Il lorostrapotere militare è devastante.Hannotra 800 e 900 basi militari sparse nel mondo. Sono la più potentemacchina da guerra mai apparsa sul nostro pianeta, ed è questo ilprincipale motivo per il quale nessun Paese vuole entrare incontrasto con loro. 
Obbligatiper motivi economici ad essere sempre in guerra, dopo la scomparsadei comunisti gli Stati Uniti d’America si devono letteralmenteinventare i nemici da combattere.Ricordatele dichiarazioni dei neoconsecondo le quali con le invasioni di Afghanistan e Iraq si iniziavauna guerra contro il terrorismo della quale non avremmo visto la finenel corso delle nostre vite? 
Cercate e leggetevi in internet il"Pnac, project for a new american century".
Nel1983, la prima potenza militare del pianeta si vide in grandepericolo, minacciata dalla costruzione di un aeroporto turistico aGrenada, un’isola dei Caraibi di 344 km quadrati di estensione.Costretti a difendere la sicurezza nazionale di quasi 300 milioni diamericani, gli Stati Uniti occuparono l’isola, protetta da unesercito che tra militari e poliziotti, non arrivava a 1500 uomini. 
Oraè un paradiso fiscale con 118 banche per 99.000 abitanti circa. 

 Ilterrorismo è il nemico ideale: essendo solamente un concetto mentalesoggettivo e opinabile, vago e sfuggente, oggi, con l’aiuto dicinema, televisioni e giornali, si può impunemente affibbiarel’appellativo di stato canagliao terroristaall’Afghanistan ed all’Iraq, all’Iran, alla Corea del Nord edalla Libia. Domani potrebbe essere il turno della Somalia, del Sudan,della Siria, Venezuela e così via. Ilprocedimento per creare il nemico con l’indispensabile apporto distampa e tv è sempre lo stesso: demonizzazione dei personaggi nelmirino (talebani, Saddam Hussein, Chavez, Ahmadinejhad, Gheddafi) conappellativi come despota, dittatore, sanguinario, colpevole dinarcotraffico, terrorismo e violazione dei diritti umani ai danni diminoranze oppresse e disperate che chiedono aiuto. A questo puntol’opinionepubblica,opportunamente sensibilizzata dai media, è pronta ad accettarel’indispensabile intervento militare anglo-americano perristabilire democrazia e paxamericana

Sentendosiminacciati, e grazie all’altro concetto fatto in casa di guerrapreventiva, gli Stati Uniti si sentono in diritto di attaccarechiunque in qualsiasi parte del pianeta, a proprio piacimento esecondo gli obiettivi da raggiungere, con i droni e le nuove minibombe nucleari, ultimi gioielli della ricerca bellica. 
Guerrestellari, insomma. 
 Hollywood!
Ciononostante,la versione politicamente correttaallaquale siamo stati educati e che media e politicanti di destra esinistra continuano a passarci è che gli Stati Uniti d’Americasono la più grande democrazia mondiale, i paladini della libertà edella giustizia, i buoniche combattono senza sosta i cattivi. 
L’immagineche il cinema di Hollywood ha cristallizzato nella nostra mente.
Ilmondo virtuale che ha la meglio su quello reale. 
Totalestravolgimento della rappresentazione dei fatti.
Larappresentazione al posto della realtà. 
Cosìl’unico Paese ufficialmente riconosciuto come terrorista, puòcontinuare ad indicare arbitrariamente al mondo quali siano gli Statiterroristi, attaccarli, sterminarne le popolazioni e raderli al suolocon l’aiuto degli altri Paesi civili. 
Chipotrebbe impedirglielo?

"Laverità è che non esiste un esercito islamico o un gruppoterroristico chiamato Al Qaida. Qualsiasi agente dell’intelligencebene informato lo sa.Mac’è una campagna propagandistica che fa credere al pubblico cheesista una entità ben identificata che rappresenta il"male" soloper poter condurre colui che guarda la Tv ad accettare un comandointernazionale per una guerra contro il terrorismo. Ilpaese dietro questa propaganda sono gli Stati Uniti, e coloro chespingono per una guerra Usa contro il terrorismo lo fanno solo perfare denaro."

Pierre-HenryBunuel, ex funzionario dei servizi segreti militari francesi.


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