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PAOLO MALEDDU
PAOLO MALEDDU

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Il Blog

La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


27/03/2018, 08:52



LA-GRANDE-TRUFFA---CONTROLLO-MENTALE.--MONDO-REALE-E-MONDO-VIRTUALE-:-PRIGIONIERI-DELLE-TV.--


 Crediamo soltanto a ciò che vediamo. Perciò, da quando c’è la TV crediamo a tutto.



LIBERIAMO LA MENTE


Quantecentinaia di volte abbiamo visto le immagini dei due aerei che sischiantano sulle Torri Gemelle di New York?
 
Usandosapientemente a proprio vantaggio l’onda emotiva provocata nellapopolazione statunitense e mondiale, al presidente americano èbastato affiancare a quelle immagini la foto di Osama bin Laden edindicarlo come responsabile perché quella diventasse già la veritàufficiale  poche ore dopo l’accaduto.

"L’autoritàcome verità, non la verità come autorità", ha detto qualcuno.

Televisionie giornali di tutto il mondo hanno riportato la notizia ed il nostrocervello, sotto shock, l’ha presa per buona. 
Loshock è qualcosa di terribile che accade in maniera tanto repentinache non dà alla mente la possibilità di elaborare una reazionerazionale. Agiscesulla emotività (più facilmente penetrabile), non sullarazionalità.Alcervello non rimane altra scelta che subire l’evento senza avere iltempo di capirlo. 
Certo, nessuna Tv ci ha poi mostrato la torrenumero 7 che implode su se stessa alle cinque del pomeriggio in 6,5secondi, abbattuta forse da una raffica di vento, con la CNN che dàla notizia del crollo con un’ora di anticipo. Una giornalista dellaBBC in diretta mondiale annuncia che l’edificio è già crollatomentre in verità continua bene in vista ad essere inquadrato allesue spalle.Crolleràventi minuti più tardi.Dell’impattodel terzo aereo contro il Pentagono americano (sede del Dipartimentodella Difesa) dovrebbero esistere decine di registrazioni filmate,essendo il luogo più vigilato al mondo.Eppurenon ci è stata mostrata nessuna immagine, per il semplice fatto chenon può essere stato opera di un aereo di linea.

 Le immagini, con illoro impatto chiarificatore, sarebbero in questo casocontroproducenti.Perchi vuole approfondire e capire, in internet c’è una grandequantità di materiale a disposizione.Pertutti coloro che preferiscono non sapere, le immagini dei due aereiche si abbattono sulle torri documentano con certezza che lo schiantoc’è stato. 
Noncerto da chi sia stato organizzato.
Mase uno non vuole mettere in moto il cervello, può bastare.

"Crediamosoltanto a ciò che vediamo. Perciò, da quando c’è la televisionecrediamo a tutto". 
                                            HildebrandtDieter

Ciòche voglio dire è che non è difficile ingannare la nostra mente.Imedia hanno su di noi quasi illimitate potenzialità dicondizionamento. Possono essere strumenti di grande libertà odoppressione, a seconda dell’uso che ne vogliono fare coloro che licontrollano. Spostano senza grandi difficoltà a loro piacimento ilnostro pensiero da una certa teoria ad una diametralmente opposta inpoco tempo e senza che noi ne siamo consapevoli, grazie a sofisticatiprogrammi di indottrinamento subliminali ben eseguiti dei qualiesiste ampia letteratura. 
Attraversogiornali e televisioni i depositari della scienzaeconomica,dasempre hanno fatto credere al mondo che la mano invisibile delmercato avrebbe sistemato ogni cosa al suo interno. Qualsiasiintervento pubblico in economia era bollato come sacrilego, quasi sitrattasse di leggi divine, mentre ora, con un dietro front clamoroso,i Governi intervengono pesantemente con abbondanti iniezioni didenaro pubblico per salvare il salvabile. Ma si tratta di salvare lebanche degli Usurai con il denaro del popolo, quindi anche il rigettototale di ciò che era spacciato come dogma indiscusso, è oraconsentito, pur di venire incontro agli interessi dei padroni. 
Egli economisti che per decenni ci hanno venduto la sacralità dellibero mercato?Continuanoa balbettare senza vergogna dagli schermi televisivi e dalle colonnedei giornali le loro nuove teorie, riviste ed adattate al nuovopensiero ufficiale da vendere al popolo gregge.Cosapenseranno di tutto ciò le popolazioni dei Paesi sudamericani eafricani, depredate ed impoverite da decenni di massicce dosi diliberismo sfrenato imposto dal Fondo Monetario Internazionale e dallaBanca Mondiale? 
Privatizzazionie globalizzazione (sinonimo virtuale del termine imperialismoche aveva ormai assunto una valenza negativa) continuano ad esserespacciate come l’unica via possibile per il raggiungimento delbenessere universale, mentre ci stanno conducendo dalla parteopposta, verso una povertà diffusa.
Persinole sanguinose guerre di sterminio di popoli nemici(di chi?), combattute per gli interessi esclusivi dei grandi Usurai,ci vengono vendute dal cinema hollywoodiano come teatro di gestanobili, onore e gloria. Con l’immancabile, odioso ed ipocritacorollario della cerimonia di consegna della bandiera americana allevedove e madri di giovani combattenti, loro stessi prime vittimedella grande menzogna planetaria; tutti naturalmente provenienti dalsempre più fornito serbatoio costituito dalla fascia più poveradella società americana. 
Questascena, presente in migliaia di film americani, ci induce a pensareche servire e morire per la patria ha molto a che fare con l’onore.Purtroppofunziona.Cosaci può essere di tanto onorevole nel massacro non di esercitinemici, ma di popolazioni di civili indifesi, in Paesi lontani e perchissà quali oscuri motivi?

"Beatala terra che non ha bisogno di eroi",ha scritto Bertolt Brecht da qualche parte.
Ilmessaggio e l’insegnamento per la popolazione mondiale alla qualequel tipo di cinema viene imposto dai soldi dell’indottrinamentocapitalista, è: noi siamo i buoni e gli altri i cattivi, la guerrafa parte della nostra vita, rientra nella normalità quotidiana comeil football, la famiglia, il lavoro, gli amici. Ed è anche unasistemazione economica!
C’èbisogno di molta immaginazione per capire a chi appartengono legrandi case produttrici e distributrici del cinema americano, da chisono condizionate e manovrate, e quale sia la loro funzione, oltre aquella di fare soldi?

Lapsicologia non è una terapia. È un metodo di controllo della menteumana. Losanno bene le classi dominanti.Pertenere a bada il popolo in una dittatura è sufficiente un esercito,nelle cosiddette società democratiche c’è bisogno di unostrumento più sofisticato: il controllo delle menti.Laconoscenza allarga gli orizzonti. Sarebbe bene che tutti noiuscissimo dagli spazi ristretti all’interno dei quali siamo statirinchiusi, senza essercene resi conto, da radio, giornali,televisioni e cinema di proprietà dell’élite dominante.Lamaggioranza dei giornalisti che svolgono la loro attività per questimedia sono convinti di lavorare per una stampa libera, in uno Statodi Diritto, in democrazia e tutti quei luoghi comuni che ci rifilanocontinuamente.Sonoi più strenui difensori del sistema, proprio perché in buona fede,convinti di lavorare per una giusta causa, al lato dei buoni.Svolgonola funzione del cosiddetto utileidiota,si battono con tutte le forze per la causa dei nostri e lorooppressori senza rendersene conto.
Nessunoforse ci ha spiegato i meccanismi di questa falsa rappresentazionedel mondo meglio di Noam Chomsky : 

"Icittadini delle società democratiche dovrebbero seguire un corso diautodifesa intellettuale per evitare la manipolazione".
Chomskyci sprona ad usare il nostro senso critico e ribaltare le situazioniper renderci conto delle assurdità di certi avvenimenti.

Riusciteanche solo ad immaginare i carri armati e l’aviazione irachenaradere al suolo gli Stati Uniti d’America, provocando purtroppomilioni di morti tra la popolazione civile nella vana ricerca diinesistenti armi di distruzione di massa, per poi dover ammettere igovernanti iracheni di essersi sbagliati a causa di errateinformazioni avute dai loro servizi segreti?

"Pensareè esagerare",diceva Goethe. 

Piùche una esagerazione, questa ci sembra una assurdità.Eppureè ciò che gli eserciti dei civili Paesi occidentali continuano afare ancora in questi giorni ed ormai da sette/otto lunghi anni,senza che nessuno più si indigni, nell’indifferenza generale.Questomassacro di popolazioni civili, iniziato pererrore,è già durato più della seconda guerra mondiale, ma nessuno ancorapensa a fermarlo.

Iraqifreedomè il nome dato inizialmente all’operazione.Libertàirachena:non sia mai detto che gli Usa e tutti noi, i servili alleatioccidentali, non combattiamo per la libertà.Nelmondo virtuale. 
"GliStati Uniti stanno invadendo l’Iraq. È un palese atto diaggressione, sullo stesso piano degli altri a cui abbiamo assistitonella storia contemporanea, un grave crimine di guerra.Èil crimine per il quale i nazisti vennero impiccati a Norimberga,l’atto di aggressione. Tutte le altre cose erano secondarie. E quiabbiamo davanti agli occhi un chiaro, palese atto di aggressione. Lescuse per giustificare l’invasione non sono affatto piùconvincenti di quelle a suo tempo addotte da Hitler"
Èun brano tratto da: "America: il Nuovo Tiranno", di Chomsky.
 L’autore ebreo, universalmente riconosciuto come uno dei piùgrandi pensatori del nostro tempo, ha praticamente equiparatol’azione di Bush junior a quella del dittatore nazista, l’invasioneamericana a quella per la quale i nazisti sono stati condannati aNorimberga. Tenendo in considerazione gli avvenimenti successivi el’autorevolezza dell’autore, la frase "Tuttele altre cose erano secondarie" assumeuna particolare rilevanza.Dà molto da pensare.
Ildittatore nazista è per la storia ufficiale il male assoluto; Bushjunior si ritirerà in santa pace a godersi la vecchiaia nel ranchtexano.Questoè ciò che succede nel nostro mondo virtuale, dove noi continuiamoad essere i buoni e tutti gli altri i terroristi cattivi.
  Rispolveriamoil nostro senso critico, iniziamo a non accettare passivamentesituazioni paradossali falsate e presentate come normali dai media alsoldo dei padroni, scopriremo un mondo tutto nuovo.Alquantospiacevole, ma più vicino alla realtà. Lapiù grande truffa della storia dell’umanità si compie ogni giornodavanti ai nostri occhi, ma noi non riusciamo a vederla, perchéavviene nel mondo reale a noi occultato. Noi viviamo nel mondovirtuale, quello fantastico dell’intrattenimentodi TV,cinema e giornali, nei quali le notizie che contano non trovanospazio.

Entriamonell’argomento che ci sta a cuore e volgiamo un primo sguardoattento a una delle colonne portanti sulla quale si regge ai nostridanni la grande truffa: la Banca d’Italia.L’Italiain questa occasione è solamente un nome capziosamente abbinato allaparola banca per indurci nella falsa convinzione che sia la bancadegli italiani. Purtroppo l’inganno funziona, la stragrandemaggioranza degli italiani lo pensa. 
LaBanca d’Italia non è la banca degli italiani. 
 Èuna società privata strutturata come una anonima società di capitali.Lasua qualifica di "Istituto di diritto pubblico" condiziona lanostra percezione dell’istituto emittente.Insiemea Banca d’Italia la qualifica di "Istituto di diritto pubblico"svolge la stessa funzione di quelle riprese televisive del suoGovernatore in sedi prestigiose che con fare deciso indottrina unpubblico competente, formato dalle più alte cariche dello Stato, inun clima di profondo, religioso rispetto.Èuno spettacolo ben preparato: che impressioni possiamo trarne noi,passivi ricettori di inquinamento mediatico?IlGovernatore, truccato e tirato a lucido, inquadrato da 18 televisionipubbliche e private, è in riunione con il Capo dello Stato, ilPresidente del Consiglio, il Ministro del Tesoro, politici esottosegretari vari. 
Nonriusciamo a distinguere (e come potremmo?), sembrano tutti uominidiStato.L’inganno funziona.
"Lemassime cariche dello Stato",confermano infatti i cronisti inginocchiati in adorazione.
  Mail Governatore non è più uno di noi, non ci rappresenta, non èparte dello Stato italiano: è un banchiere privato che sta lavorandoper i suoi datori di lavoro e per sé stesso. 
Altromito da sfatare ed altra colonna portante della grande truffa: chistampa le banconote nel nostro Paese?
Laquasi totalità delle persone alle quali ho rivolto questa domanda,rispondeva titubante: ". . lo Stato ... la zecca . . .".
Ipiù informati azzardavano un : "... la Banca d’Italia",ingenuamente percepita però come ente di Stato, come appena visto.Sinoa qualche anno fa, nelle rarissime occasioni nelle quali la TV sfiorava molto superficialmente l’argomento dell’emissionemonetaria, faceva scorrere le immagini di monete appena coniate,nuovedi zecca,abbinate ad un commento sonoro che ne confermava la produzione daparte dello Stato.Unapiccola verità messa in primo piano per creare l’inganno virtualenelle nostre menti: sì, è vero che la zecca di Stato conia lemonete, ma ciò non significa che stampi anche le banconote comevorrebbero indurci a pensare di conseguenza.
 Lo Stato conia solo lemonete,glispiccioli, dietro autorizzazione dellaBancaCentrale Europea, che stabilisce il volume del conio (la quantità dimonete che è permesso coniare). 
LaBanca Centrale Europeaele banche centrali dei Paesimembriemettono le banconote in euro,mentrelebanche commerciali private creano dal nulla ilcredito,ildenaro scritturale che esiste solo nellescritturecontabili.

Lemonete metalliche rappresentano appena il 3% circa della massamonetaria circolante, il denaro verocome lo intendiamo noi, il contante.Ilrestante 97% è costituito dalle banconote.Ildenaro contante a sua volta è solo il 3 o 4% dell’intera massamonetaria esistente, il 96 o 97% della quale è rappresentato dadenaro scritturale, elettronico, presente solo negli input deicomputer e nella contabilità delle banche. 
Ilcosto di stampa di una banconota da 100 o 500 euro è attorno ai 30centesimi (alcune fonti affermano che sia appena 3 centesimi). Ladifferenza tra valore nominale e costo è rispettivamente di 99,70 e499,70 euro.Pureil conio di ciascuna moneta si aggira attorno ai 30 centesimi; quindisolo la produzione delle monete da 50 centesimi, uno e due europroducono un modesto attivo.Tuttele altre monetine rappresentano una perdita, una seccatura, lasciataa noi (lo Stato) dai grandi banchieri internazionali.Chevogliono tutto il resto, il malloppo: il 97% rappresentato dallebanconote, ma più ancora l’enorme quantità di denaro scritturalecircolante sul pianeta. 
Indefinitiva, due miti, la banca degli italiani e l’emissione stataledel denaro, costruiti con una mezza verità (la zecca che conia lemonete che scorrono sullo schermo Tv), dati in pasto alla nostramente per occultare la grande menzogna: non è lo Stato che emette lebanconote, ma la Banca Centrale Europea in collaborazione con laBanca d’Italia, una società anonima di capitali strutturata comeuna privatissima società per azioni a scopo di lucro.


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