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PAOLO MALEDDU
PAOLO MALEDDU

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La moneta è uno straordinario strumento di creazione e distribuzione di benessere per tutta l'Umanità. Non può esserlo solo per una esigua schiera di Usurai malati di delirio di onnipotenza.


14/04/2018, 12:39



-ABC-DELL’ECONOMIA--:-E’-TUTTAVIA-INNEGABILE-che-se-a-nessuno-fosse-permesso-di-lavorare--più-di-5-ore-al-giorno,-non-ci-sarebbe-quasi-nessuno-senza-lavoro,-e-nessuna-famiglia-senza-pegni-cartacei-abbastanza-cospicui-da-permettere-loro-di-mangiare.


 "Sarei incline a statuire come semplice dogma che la riduzione della giornata lavorativa (la giornata di lavoro pagato) è il primo opportuno taglio da fare."



In questo brano che conclude la PRIMA PARTE di ABC DELL’ECONOMIA, che naturalmente consiglio di leggere integralmente, metterei in evidenza principalmente la felicissima definizione di moneta come certificato del lavoro svolto, e il concetto oggi più che mai attuale, di lavorare meno per lavorare tutti. 

La moneta come certificato del lavoro svolto  rimane per me la miglior sintetica definizione di ciò che la moneta rappresenta, della sua funzione di misura, contabilizzazione e manifestazione  in un simbolo del valore del bene prodotto (o del servizio eseguito). Un concetto non tanto semplice da cogliere, chiarito magnificamente in sole quattro parole. 

Per quanto riguarda la riduzione delle ore di lavoro per consentire a tutti di lavorare e avere di che vivere, è una soluzione nota da tanto, ma che naturalmente non appare nei media dei padroni o nei libri degli economisti del Pensiero Unico, il benessere diffuso non essendo contemplato tra gli obiettivi da raggiungere. 


Più soldi, non più lavoro !


Meno ore di lavoro per mantenere occupati gli inevitabili esuberi  portati dal progresso tecnologico, dai robots  e dall’Intelligenza Artificiale, con retribuzioni che permettano un dignitoso standard di vita per tutti.
E’ ormai una strada obbligata, assieme ad un reddito universale di base, per impedire che con tanti disoccupati e nessun reddito in circolazione i prodotti delle multinazionali dei Grandi Usurai rimangano invenduti negli scaffali dei centri commerciali. Ancora una volta, le cose si muovono non per il benessere della popolazione, ma per convenienza dell’élite dominante.
Johann Fichte già proponeva questa soluzione nell’anno 1800 nel suo "Lo Stato Secondo Ragione o Lo Stato Commerciale Chiuso"; Ezra Pound nel 1933, quasi 90 anni fa in varie opere, e Joaquin Bochaca negli anni settanta nel suo  bellissimo "La Finanza e Il Potere", 50 anni or sono. 
Ma chi se ne frega delle popolazioni: il loro benessere non è la priorità. 
Disoccupazione e disagio sociale sono sistemi di controllo.
Quanti decenni sprecati e quanta sofferenza, emigrazione, pignoramenti e suicidi si sarebbero  potuti evitare !  

A pagina 51 di "ABC DELL’ECONOMIA" leggiamo:

 

"Cen’è abbastanza 


Comefare a portare le cose da dove ci sono, o possono esserci, a dove nonci sono e se ne ha bisogno? 
Risparmioal lettore la vecchia storia del baratto etc.: mele contro conigli;pezzi di carta del padrone che ordina ai suoi servi di dare alportatore due barili di birra; pegni generalizzati d’oro o di cuoio;carta inscritta con un "valore", per dire, di 16 once dirame; metallo a peso; assegni con cifre fantastiche; tutto serve o haservito per spostare ricchezza, grano o carne da un posto all’altro,o per trasferire panni di lana dalle Fiandre all’Italia.  

Chideve avere questi pegni?


Ovviamentealcune persone meritano bene dall’umanità o da altri limitatigruppi di persone. 
Quelliche coltivano il grano, quelli che fanno panni e finimenti, quelliche trasportano queste cose da dove sono in eccesso a dove ce n’èbisogno, con carretti a mano o aeroplani, etc..
EANCHE COLORO che sanno dove le cose si trovano, o che scopronosistemi nuovi e più agevoli per tirarle "fuori", carbonedalla terra, energia da una combustione di benzine. 
Produttori,trasportatori, manipolatori e coloro che contribuiscono al loropiacere o comfort, o che a loro piaccia di favorire ... sequelasolita di figli, se hanno o vogliono bambini, o di genitori anzianiche si sono guadagnati il loro affetto.
Efin qui tutto sembra perfettamente semplice e idilliaco, ma adessoveniamo al nodo. 
Alcunedi queste persone che lavorano, o che potrebbero o vorrebberolavorare, rimangono senza pegni cartacei.
Qualcunaltro si è preso tutti i pegni; oppure qualcun altro ha fatto tuttoil lavoro "necessario". 
STRANOA DIRSI, malgrado i lunghi gemiti di coloro che son soliti lamentarsidi essere oppressi e super affaticati, l’ultima cosa che gli esseriumani sembrano voler condividere è il LAVORO.
L’ultimacosa che gli sfruttatori vogliono lasciar condividere ai lorodipendenti è il lavoro.
E’TUTTAVIA INNEGABILE che se a nessuno fosse permesso di lavorare (inquest’anno 1933) più di cinque (5) ore al giorno, non ci sarebbequasi nessuno senza lavoro, e nessuna famiglia senza pegni cartaceiabbastanza cospicui da permettere loro di mangiare.
Leobiezioni a questa soluzione sono misteriosissime. Non ne ho maivisto ancora una valida, anche se ho visto complicatissime"spiegazioni" su incrementi dei costi.
Sareiincline a statuire come semplice dogma che la riduzione dellagiornata lavorativa (la giornata di lavoro pagato) è il primoopportuno taglio da fare. Ammetto che questa non è tutta larisposta, ma contribuirebbe molto a mantenere il credito suddivisofra una grande parte della popolazione (di qualsiasi paese), e quindia mantenere i beni, i bisogni, i lussi, i comfort in circolazione edistribuiti.Nonè tutta la risposta: non lo è all’emergenza attuale nécostituisce l’intera scienza dell’economia. 

Quandoi beni sono prodotti, un qualche riconoscimento di questo fatto sideve dare, diciamo in certificati dei beni in essere. 
Possiamodire che la moneta perfetta consiste in certificati fedeli dei beni inessere?
Odobbiamo circoscrivere questa affermazione?
Consistela perfetta moneta in un ordine potente: consegnare questi beni? 
 Oppureè una condizionale? Un compromesso fra un certificato di esistenza euna richiesta o una promessa di concessione proporzionale? 
Oppureè un abracadraba? Un simulacro che non ha rispondenza precisa neibeni in essere? 

Excursus 


Untestardo Scozzese ci ha detto per alcuni anni che la moneta(credito), quale la vediamo effettivamente oggi, è più o menoirrilevante come prodotto, e che essa opera come un fortissimoimperativo: tieni il peso equivalente di grano in tale e tale posto econsegnalo ! 
Mauna parte sempre più ampia di beni prodotti non ottiene mai il suocertificato. Qualche pazzo o qualche farabutto gioca brutto, perstupidità, per paura, per viltà e dissimulata malizia. 
Noiartisti lo abbiamo saputo da tempo, e ne abbiamo riso. L’abbiamopreso come punizione per essere artisti, non ci aspettavamo altro. Maadesso succede all’artigiano, ed essendo molti gli artigiani, icommessi, etc., questo imbarbarimento ha condotto il mondo allamiseria. C’era spazio per gli artisti per saltabeccare negliinterstizi, poche migliaia di artisti potevano destreggiarsi o fareun colpo qua e là, ma le fessure non lasciano passare i milioni dipersone.
Cideve essere quindi qualche criterio per il rilascio dei certificati,e comunque qualcosa dev’essere "fatto" per salvare la gente. 

CHIAMATELOUN DOLLARO, o una sovrana, o dieci scellini o come altro vi piace. Seuna sovrana è un certificato del lavoro svolto (beni prodotti), e seoggi producete il doppio di ieri, dovete o avere più sovrane OPPUREconsentire, tutti quanti, che la sovrana che equivaleva a uno staioora equivale a due stai. Se intendete cioè, in ogni senso, giocareonestamente.
Inaltri termini, se il denaro è scarso e un manzo si vende a quattropence, potrete idealmente avere giustizia economica a quattro penceper manzo. Ma non potete avere giustizia sociale a quattro pence permanzo e a dieci scellini la bistecca.
Seil manzo è a quattro pence, la bistecca dev’essere a una piccolafrazione di centesimo. 
Aun rapporto prestabilito il certificato deve funzionare. Dal 1914 al’24 la tavoletta di cioccolato è rimasta, a quanto possoricordare, stazionaria rispetto all’oro. Nazioni sorsero e caddero,monete e materie prime rincararono o si deprezzarono. Abbiamo avutoquindici e più anni di prima scelta per osservazioni empiriche.Nessuno ricorda più gli anni trenta del secolo scorso, qualsiasicosa sia stato appreso allora in America è stato da molto tempodimenticato, la guerra civile ha cancellato tutto.

Inflazionee deflazione


Sonoperl’inflazionecontrollata, se questo mi consentitedi significareche più certificati devonoessere rilasciati quandopiù beni sonoprodotti. 
Tuttii nodi dell’inflazione, e tutti i piani governativi ufficialifinora proposti nei casi d’inflazione, lasciano fuori la questionedel controllo. L’organodicontrollo, cioè, è una stanza discreta nel retro di una banca,ricoperta di spesse tende scure. Nessuno deve vedere cosa succede.Cosa è successo nella Bank of the United States prima che Martin VanBuren creasse un Tesoro indipendente del governo? Cosa era successo?
L’inflazionea beneficio di pochi.

Ognieconomista deve partire da un punto. Io parto dalla proposta che ognipersona che sia abbastanza brava da voler lavorare per il suomantenimento, o per quello delle persone che da essa dipendono senzarisorse (immature o senescenti) dovrebbe avere la possibilità disvolgere un ragionevole ammontare di lavoro.
Questoè molto Americano e anti-Inglese. 
ILPRIMO PASSO è mantenere la giornata lavorativa abbastanza breve, inmodo da evitare che una qualsiasi persona faccia il lavoro pagato didue o tre persone. 
ILSECONDO PASSO è la distribuzione di adeguate certificazioni dellavoro svolto (beni prodotti, o trasportati, scoperte, servizi,etc.). 
Anessuno può essere consentito di riempire assegni con grandi cifresenza rapporto con i servizi resi.
Certo,sì, io ho un libretto di assegni, ma se divento fantasioso la bancanon pagherà per il mio assegno.
Maci sono alcuni, purtroppo fratello mio, ci sono alcuni che possonoscrivere assegni per grandi cifre per ragioni misteriose. Chi,fratello mio, controllerà la banca? 
Inun paese il vento dell’Est, in un altro il vento dell’Ovest. InInghilterra una banca privata lo ha fatto per così tanto tempo cosìtranquillamente che il mondo lo ha dimenticato. Tutto quello che inostri bisnonni hanno fatto per la liberazione del Tesoro americano,prima che i nostri padri fossero ancora concepiti, è stato lasciatoscivolare nell’oblio, e abbiamo imparato così pocol’economia(materia arida, noiosa, maledetta) che non ci sonodiecimila Americani minimamente consci che un movimento simile, unpasso di questo genere verso la libertà o la democrazia, o laresponsabilità individuale e il controllo statale delle finanzenazionali non è mai avvenuto in Inghilterra. Così abile è stata lacricca inglese, così astuta e prudente che "la questione non si èmai posta". L’uomo della strada in America sa che l’Inghilterraha una "curiosa vecchia istituzione chiamata famiglia reale"(buffacosa inteccherita, estratta dal mazzo di carte), ma suppone che i duepaesi abbiano lo stesso sistema fiscale (beninteso, se mai gli capitadi pensarci). 
Puònon essere una questione di nomi. Un’azienda privata può gestireil credito di una nazione altrettanto correttamente e con tanto pocacorruzione quanto un consiglio di rappresentanti nominalmentegovernativi, subordinati e "influenzati" da cricche di amici econoscenti. 
L’economistaè quello che sa CHECOSA il consiglio, ufficiale o non ufficiale, DOVREBBE fare per ilduraturo benessere della nazione. In altre parole, dove e comesuddividere le sue certificazioni del lavoro svolto o i suoi ordinidi fare altro lavoro e di consegnare tale e tale prodotto."


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ABC DELL’ECONOMIA : E’ TUTTAVIA INNEGABILE che se a nessuno fosse permesso di lavorare più di 5 ore al giorno, non ci sarebbe quasi nessuno senza lavoro, e nessuna famiglia senza pegni cartacei abbastanza cospicui da permettere loro di mangiare.

14/04/2018, 12:39

-ABC-DELL’ECONOMIA--:-E’-TUTTAVIA-INNEGABILE-che-se-a-nessuno-fosse-permesso-di-lavorare--più-di-5-ore-al-giorno,-non-ci-sarebbe-quasi-nessuno-senza-lavoro,-e-nessuna-famiglia-senza-pegni-cartacei-abbastanza-cospicui-da-permettere-loro-di-mangiare.

"Sarei incline a statuire come semplice dogma che la riduzione della giornata lavorativa (la giornata di lavoro pagato) è il primo opportuno taglio da fare."

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