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24/09/2018, 17:24



Non-temo-la-cattiveria-dei-malvagi,-quanto-l’indifferenza-dei-giusti---...----ha-detto-qualcuno


 ESPOSTO PRESENTATO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ORISTANO, OGGI 24 Settembre 2018



Oggi, spinto anche dall’ennesima delusione provata nel sentire le parole di Conte al Forum Ambrosetti di Cernobbio (vedi il post del 11 settembre), ho depositato presso la Procura della Repubblica di Oristano un esposto con una descrizione sintetica delle incredibili conseguenze e della sofferenza causata nella Società Civile dall’attuale, fraudolenta emissione monetaria da parte di un Sistema Bancario privato che si spaccia per proprietario del valore della moneta senza averne titolo. 
Sarebbe bene che questo esposto non restasse unico. Se migliaia di persone in tutta Italia decidessero di presentarlo, qualche magistrato più sensibile potrebbe prenderlo in considerazione e non archiviarlo. Le cose si muovono se noi, il popolo, decidiamo di attivarci. Invito pertanto tutti coloro che avranno modo di leggerlo, di presentarlo essi stessi, possibilmente  migliorandolo e cambiando naturalmente i dati personali, per dare avvio ad una ribellione pacifica, silenziosa, senza tanto clamore ma sicuramente molto efficace. Farò anche un video, e vi chiederò di aiutarmi a diffonderlo.

Ecco il testo completo dell’esposto:


Oristano, 24 Settembre 2018 


Al Procuratoredella Repubblica presso ilTribunale di Oristano


Iosottoscritto Paolo Maleddu, nato ad Oristano il 27 marzo 1951,residente nella borgata marina di Torregrande in via del Pontile N.16A, vorrei con la presente esporre alcuni fatti  (non opinionipersonali) le cui conseguenze, se non portate all’attenzionedell’opinione pubblica e della Magistratura per essere opportunamentepresi in considerazione, continuano a produrre innumerevoli disagieconomici e sofferenza alla popolazione italiana. 


Ifatti, oggettivamente incontestabili e di pubblico dominio, sono iseguenti:


1 -il denaro, sotto forma di banconote in euro o credito (bonificibancari, carte elettroniche, assegni etc.) viene emesso nel nostroPaese dal Sistema Europeo delle Banche Centrali (Banca CentraleEuropea in collaborazione con la Banca d’Italia) e dalle banchecommerciali ordinarie sparse su tutto il territorio nazionale.Costituiscono una eccezione le monete metalliche, rappresentanti unaesigua percentuale del circolante, che vengono coniate dalla Zeccadi Stato; 


 2 -il denaro nasce come prestito ad interesse erogato dal SistemaBancario ad un privato, società o Ente richiedente che, nell’attodel ricevere, si trasformano in debitori; 


 3- il debito creatosi, capitale + interesse, è sempre maggiore del prestito,costituito dal solo capitale erogato. 


Ifatti appena esposti portano alle seguenti logiche conseguenze: perogni 100 euro di capitale erogato come prestito dal Sistema Bancario, laSocietà Civile deve restituirne 110 : capitale 100 + interessi(diciamo 10%) 10 = 110.


Entrano100 euro e 110 dovrebbero uscire: dico dovrebbero,   perchénessuna comunità umana può funzionare con questi presupposti. Dal momento che tutto il denaro nasce comeprestito (solo capitale 100), il debito è matematicamenteinestinguibile in denaro,non essendo entrati in circolazione i 10 corrispondenti agliinteressi.


Prima paradossale conseguenza: nellaSocietà Civile non c’è mai in circolazione denaro sufficiente asaldare (in denaro) tutto il debito esistente. 


Secondaparadossale conseguenza: essendo la carenza di denaro non occasionalema costantemente presente, è insito nel vigentesistema monetario il fallimento  di un determinato numero di privati, società o addirittura loStato. Una non trascurabile percentuale di imprenditori sarà,obbligatoriamente e a propria insaputa, destinata a fallireindipendentemente dalle proprie capacità imprenditoriali. 


Terza paradossale conseguenza:nell’attuale sistema monetario la Società Civile più è ricca didenaro circolante, più è indebitata; più è indebitata, più lasocietà nel suo insieme è ricca. 


Ultimaparadossale conclusione: immaginiamo che tutti, privati, aziende, Comuni e Stato, riuscisseroa saldare i debiti. Tutti gli euro rientrerebbero nel SistemaBancario dal quale provengono e in circolazione non rimarrebbe unsolo centesimo. Economia paralizzata, nessunacompravendita possibile, trasporti paralizzati: niente potrebbe piùfunzionare. 

Incredibile, no? 

Nel vigente sistema monetario la comunità umana, per poter sopravvivere, deve essere (contemporaneamente, obbligatoriamente e perennemente) indebitata e  nell’impossibilità matematica di poter saldare ogni debito


Ancora più incredibile è il fattoche questi fatti sono di pubblico dominio, ma chi può non fa nullaper fermare l’illegalità. La moneta, come tutte le unità di misura,è una convenzione, il suo valore le viene dato dallo Stato nelmomento di dichiararla valuta ufficiale del Paese: come può essereemessa dal Sistema Bancario privato che, per togliere ogni dubbio, hapersino stampato il proprio copyright sulle banconote in euro?


L’Art. 1 della Costituzione Italianarecita: 

"Lasovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e neilimiti della Costituzione." 


Non ci può essere sovranità delpopolo se la sovranità monetaria viene ceduta a soggetti diversidallo Stato. E se la sovranità monetaria viene ceduta incontrasto con la Costituzione, gli atti di cessione e gli atti che neconseguono (leggi, trattati, decreti, titoli di debito pubblico,pagamenti ecc.) sono tutti nulli ed invalidi, ab origine,perché contrari alla Costituzione ed eversivi dell’ordinamentodemocratico costituzionale.


L’Art. 3 della CostituzioneItaliana, al secondo comma, riporta testuale: 

"É compito dellarepubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che,limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini,impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettivapartecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica,economica e sociale del Paese."


Credo che i fatti e le loroconseguenze riportati in precedenza siano in aperto contrasto conquesto articolo e costituiscano nell’attualità insormontabiliostacoli di ordine economico e sociale da rimuovere. E, dal momento che "E’ compito della repubblica", mi rivolgo al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Oristano affinché inviti chi ne ha il potere a "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale."


Art. 11 della Costituzione Italiana: 

"L’Italiaripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altripopoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;consente in condizione di parità con gli altri stati, allelimitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicurila pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce leorganizzazioni internazionali rivolte a tale scopo." 


Ora, con le parole di SavinoFrigiola (dal suo "Alta Finanza e Miseria - L’usurocraziamondiale sulla pelle dei popoli"),  la limitazione dellasovranità nazionale come quella monetaria, subita dal nostro Paese,serve unicamente a trasferire ricchezza, faticosamente prodottadall’intera popolazione, ad una consorteria di banchieri privati, adanno e con grave discapito delle posizioni sociali e produttivenazionali. La Banca Centrale Europea non ha il fine di assicurare néla pace né la giustizia tra le Nazioni; quindi il presente Articolonon consente la cessione di sovranità monetaria alla B.C.E. 


Vengo a depositare questo espostoconfidando profondamente che la buona novella e l’amore per ilprossimo riescano, prima o poi, a penetrare all’interno di unaqualsiasi delle tante Procure sparse su tutto il territorionazionale, sensibilizzando un qualche magistrato che, contagiatodalla crescente consapevolezza che va rapidamente diffondendosi trala gente comune, smetta finalmente di volgere lo sguardo da un’altraparte per evitare di vedere l’ingiustizia e l’illegalità diffuse,decida di impugnare la Costituzione e, forte di un ordinamentogiuridico che mai il neoliberismo imperante riuscirà a stravolgerecompletamente, prenda l’iniziativa di non  archiviare ancorauna volta l’anelito di giustizia di tutto un popolo, soffocandone lesperanze. 


I tempi sono ormai maturi. Lasofferenza, ingiustificata, inflitta alla popolazione italiana, haraggiunto livelli umanamente insopportabili per chi ha la fortuna di essere ancora sufficientemente sensibile da percepirla. 

Non ci possono essere pace eserenità all’interno della comunità umana in assenza di giustiziasociale.

Non temo la cattiveria deimalvagi, quanto l’indifferenza dei giusti, ha detto qualcuno. 


                         Cordialmente, 

                                                      paolomaleddu 


"Edè bene, invece, che il popolo sappia finalmente che lo Stato ha datempo rinunciato alla propria sovranità monetaria in favore di unente privato, qual è la Banca d’Italia; ha rinunciato, cioè, ademettere moneta propria, con la conseguenza che, per il perseguimentodei propri fini istituzionali, è costretto a chiedere in prestitooneroso  le necessarierisorse finanziarie, indebitandosi nei confronti dell’Istituto diemissione. Ed è bene che sappia anche che questo inutileindebitamento si trasferisce necessariamente ai cittadini mediante lapressione fiscale. Pertanto, il popolo si ritrova debitore di quellamoneta di cui, invece, dovrebbe essere proprietario, ancheperché essa acquista valore solo perché i cittadini l’accettanocome strumento di scambio, e quindi solo a causa ed in conseguenzadella sua circolazione."

        

                                              Bruno Tarquini*

 "La banca la moneta el’usura - La Costituzione tradita"


* Pretore a Roma, giudice e presidente presso il Tribunale di Teramo; presidente della sezione penale e della Corte d’Assise dell’Aquila; nel 1994, Procuratore Generale della Repubblica presso la stessa Corte d’Appello.

24/09/2018, 06:01





 



5 - La regressione delle caste e la lotta radicale alla decadenza


Non solo come orientamento dottrinale, ma anche riguardo al mondo dell’azione è poi importante, che gli uomini del nuovo schieramento riconoscano con esattezza la concatenazione delle cause e degli effetti e la continuità essenziale della corrente che ha dato vita alle varie forme politiche oggi in giostra nel caos dei partiti. Liberalismo, poi democrazia, poi socialismo, poi radicalismo, infine comunismo e bolscevismo non sono apparsi storicamente che come gradi di uno stesso male, che come stadii che prepararono ognuno quello successivo nel complesso di un processo di caduta. E l’inizio di questo processo sta nel punto in cui l’uomo occidentale spezzò i vincoli con la Tradizione, disconobbe ogni superiore simbolo di di autorità e sovranità, rivendicò per se stesso come individuo una libertà vana ed illusoria, divenne atomo invece che parte consapevole nell’unità organica e gerarchica di un tutto. E l’atomo, alla fine, doveva trovare di contro a sé la massa degli altri atomi, degli altri individui, ed esser coinvolto nell’emergenza del regno della quantità, del puro numero, delle masse materializzate e non aventi altro Dio fuor dell’economia sovrana. In questo processo non ci si arresta a metà strada. Senza la Rivoluzione Francese e il liberalismo   
22/09/2018, 17:12



"-Occorre-tornare-alle-origini-:-attraversando-e-superando-la-sostanza-erronea-della-modernità---colonizzata-dal-razionalismo-e-dal-materialismo,----si-deve-riscoprire-e-riassumere-la-forza-essenziale-delle-verità-perenni."--:--Julius-Evola


 "Il perno su cui si innestano ORIENTAMENTI è l’uomo nella sua qualità spirituale, il "vir" nelle sue "virtù" dell’anima, nella sua formazione caratteriale - non il sistema ideologico, il programma politico o l’organizzazione partitica."



Proseguiamo con il punto 4 degli undici punti di ORIENTAMENTI di Julius Evola, il breve e severo testo pubblicato nel 1950, poco dopo la sconfitta della Seconda Guerra Mondiale. 

4. La vera immagine gerarchica : disegnata dalle qualità dell’anima (ben-essere), non dalla quantità della ricchezza (benessere).


E’ dunque una sostanza nuova che deve farsi largo in una lenta avanzata di là dai quadri, dai ranghi e dalle posizioni sociali del passato. E’ una figura nuova che bisogna aver dinanzi agli occhi, per misurarvi la propria forza e la propria vocazione. Importante, fondamentale, è riconoscere appunto che questa figura non ha a che fare con le classi, come categorie economiche, e con gli antagonismi ad esse relativi. Essa potrà manifestarsi nella veste del ricco come del povero, del lavoratore come dell’aristocratico, dell’imprenditore come dell’esploratore, del tecnico, del teologo, dell’agricoltore, dell’uomo politico in senso stretto.  Ma questa sostanza nuova conoscerà una differenziazione interna, la quale sarà perfetta quando,  di nuovo, non vi sarà dubbio circa le vocazioni e le funzioni del seguire e del comandare, quando un ripristinato simbolo di inconcussa autorità troneggerà al centro di nuove strutture gerarchiche.


Ciò definisce una direzione da dirsi tanto antiborghese quanto antiproletaria, una direzione sciolta del tutto dalle contaminazioni democratiche e dalle fisime "sociali", perché conducente verso un mondo chiaro, virile, articolato, fatto di uomini e di guide di uomini. Disprezzo per il mito borghese della "sicurezza", della piccola vita standardizzata, conformistica, addomesticata e "moralizzata". Disprezzo per il vincolo anodino proprio ad ogni sistema collettivistico e meccanicistico  e a tutte le ideologie che accordano a confusi valori "sociali" il primato su quelli eroici e spirituali coi quali deve definirsi, per noi, in  ogni   dominio, il tipo dell’uomo vero, della persona assoluta. E qualcosa di essenziale sarà conseguito quando si ridesterà l’amore per uno stile di impersonalità attiva, per cui quel che conta sia l’opera e non l’individuo, per cui si sia capaci di non considerare se stessi come qualcosa d’importante, importante essendo la funzione, la responsabilità, il compito assunto, il fine perseguito. Là dove questo spirito si affermi, si semplificheranno molti problemi d’ordine anche economico e sociale, i quali resterebbero invece insolubili se affrontati dall’esterno, senza la controparte di un mutamento di fattori spirituali e senza l’eliminazione di infezioni ideologiche che già in partenza pregiudicano ogni ritorno alla normalità, anzi la percezione stessa di ciò che normalità significhi. 




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